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Alla domanda sul perché viaggiare da soli si potrebbe dare una risposta principale: si è predisposti. Ci sono persone che da soli non vanno nemmeno in bagno al ristorante. Alcuni andrebbero, ma sarebbero incapaci di organizzarsi o di orientarsi. D’altra parte, ci sono persone che non sono in grado di relazionarsi con gli altri e quindi stanno bene soli.

Ma c’è anche chi si diverte troppo vivere l’esperienza di viaggio in solitaria. Doversi sapere arrangiare e il mettersi in gioco, può avere un’attrazione fortissima per alcuni. Arrivare in un posto che non si conosce, e dove tutto/tanto è diverso; cercare di capire come funziona, ambientarsi, aguzzare la vista per imparare, io lo trovo elettrizzante. Se si è da soli, questo viene aumentato.
Quindi dipende da aspetti caratteriali, senza contare che qualcuno può sentire questo bisogno in determinati periodi della sua vita.
Infine, c’è anche chi parte solo, ma per esperienze che in realtà non sono in solitaria. Per esempio nei cammini più o meno inevitabilmente poi si condivide il viaggio con sconosciuti.

Andare dove e quando vuoi
Un grande vantaggio del viaggiare in solitaria è la possibilità di scegliere il periodo e la meta, senza dover dibattere e trattare con altri. Mi è capitato di realizzare giri assurdi che avevo in testa. Se li avessi proposti a qualcuno, mi avrebbero dato del folle.

Per esempio, voglio visitare tutti capoluoghi di provincia in Italia, e per questo obiettivo ho ideato itinerari difficilmente condivisibili. Come quello che mi ha reso possibile dire che Fabio si è fermato a Eboli. Questa era una sciocchezza che avevo in testa da quando avevo letto il celebre romanzo dell’autore Carlo Levi: Cristo si è fermato a Eboli. A tal proposito devo dire che comunque, l’appennino meridionale è una parte dell’Italia poco celebrata ma davvero bella.
Altre volte mi è successo di voler andare da qualche parte di insolito, o in periodi anomali. Per motivi anche lavorativi sono stato spesso d’estate in paesi molto caldi, avrei trovato difficilmente qualcuno che avrebbe accettato di seguirmi. E che dire del mio Canada coast tocoast? Itinerario era sconsigliato da tutti in rete.

Fare quello che ti pare e andare d’accordo con il tuo compagno di viaggio
Oltre che l’accordarsi su meta e periodo, poi ci sono le difficoltà su cosa fare/vedere e come. In teoria prima del mio viaggio in coppia nel sud Italia, ci eravamo accordati su tutto, ma in realtà io e la mia fidanzata litigammo per tutto il tempo, e non solo per le questioni inerenti al viaggio.

Infatti, a casa si può essere in piena sintonia, ma con compagno/a o amici è indifferente, vivere h24 in viaggio, è la prova del nove per valutare la reale compatibilità. Ne ebbi conferma anche per un week end lungo in Normandia con un amico, che, nonostante lo conoscessi da una vita, da quella volta non potei non vederlo da un’altra prospettiva, fino ad evitarlo.
Non c’è un modo giusto o sbagliato per viaggiare, che poi può cambiare nel tempo. Da ragazzino esploravo ogni museo e in Europa non mi perdevo una chiesa. Adesso che ho visitato praticamente tutti i paesi del mondo occidentale, anche più volte, sono più interessato a ciò che è davvero lontano dalla mia confort zone, e non è superficialità se mi basta molto meno per ritenere sufficiente mezza giornata per visitare un centro storico.
Certo che ogni meta meriterebbe di più, e credo che per la sola Roma non basterebbe un mese. Inoltre, sarebbe bello vivere davvero i posti. Ma avendo i giorni di ferie contati, preferisco assaggiare posti diversi che approfondirne pochi. Se mi lasciate davanti ad una tavola imbandita, io assaggio tutto, non mi abbuffo solo di quello che so che mi piace.

Perché viaggiare da soli? Anche per fare conoscenze
Chi non capisce o non ha mai provato l’esperienza del viaggio in solitaria, sostiene che in questo modo si perde la condivisione. A parte che adesso si può benissimo condividere a distanza, anche se non è la stessa cosa, non è male e lo puoi fare con tante persone. Nella prima volta negli Usa, senza i mezzi attuali, cercare gli internet point per scrivere aggiornamenti via mail, diede sapore al mio viaggio.
Soprattutto in passato, il viaggiare da soli ti permette di conoscere e di condividere le emozioni del viaggio, con persone nuove. Se capita con persone del posto, questo può anche arricchire l’esperienza. I primi viaggi furono davvero ricchi di conoscenze, ma anche abbastanza recentemente.Ne feci uno nei paesi Baltici davvero intenso e sia con conoscenze programmate, che improvvisate.
Un rammarico lo ebbi in Iran, dove chiacchierai con tantissimi, ma non approfondii per via della mia tendenza a programmare tanto (altra caratteristica che può essere un limite in compagnia), e per una tempistica non ottimale. Mi sono pentito di non aver accettato alcuni inviti, da parte di sconosciuti incontrati per strada. Sapevo che era possibile in un paese dove l’accoglienza è sacra, ma avevo sempre un bus da prendere o una visita da fare.

Alcuni link sul perché viaggiare da soli
Quelli alle esperienze citate in questo articolo
- Fabio si è fermato a Eboli
- Coast to coast del Canada
- È lunga la Calabria da litigare tutta
- Voler scappare da monologhi insopportabili
- La prima volta che ho condiviso un viaggio a distanza e quasi in diretta
- La mia apoteosi degli incontri in viaggio: i paesi Baltici
- L’accoglienza degli adorabili iraniani

I link alle macrocategorie con cui ho diviso gli articoli
Ultimi racconti ed emozioni da non lasciarsi scappare
Paesi visitati nei miei racconti di viaggio
I viaggi fatti, i racconti di viaggio divisi per continente
Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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