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Girando l’Italia, ogni volta io torno a casa con idee per altri posti da visitare. Un vantaggio del viaggiare da soli è la maggior facilità nel realizzare progetti un po’ assurdi senza dover mediare e renderne conto con nessuno.

Scalinata affollata di persone e ingresso alla cattedrale di Amalfi
Piazzetta e cattedrale di Amalfi
Interno di mosaici dorati nella cappella Palatina a Palermo
Interno della cappella Palatina a Palermo

Per esempio nel giugno 2024 avevo 4 giorni di ferie e decisi un itinerario on the road in cui avrei toccato alcuni luoghi che avevo saltato o visto non abbastanza bene in altri viaggi. Dopo una sosta a Tivoli per vedere Villa D’Este, mi diressi a Salerno che non ero riuscito a vedere decentemente in occasione di una mia difficile vacanza precedente. La città merita, sia per la cattedrale, che per le viuzze del centro e il lungomare. L’altra meta che avevo mancato in un viaggio precedente, ma per colpa del traffico, era la riviera amalfitana.

Ci ero stato 40 anni prima coi miei, e volevo tornarci da adulto; dell’epoca ricordavo soprattutto gli squarci e i meravigliosi panorami sulla tortuosa strada che collega i vari paesini. In occasione di un giro in cui vidi Caserta e Pompei tentai anche di avvicinarmi alla costiera, ma dovetti desistere dopo mezz’ora a passo d’uomo. Soluzione ottima è quella via mare, da Salerno e prenotando i traghetti per tempo. In un giorno vidi sia Positano e Amalfi e tutta la costa dal traghetto. Preso atto dei prezzi folli e della folla, posso dire che i posti italiani super gettonati, mi hanno stufato.

Fabio si è fermato ad Eboli

Dopo 2 notti a Salerno; la domenica di prima mattina realizzai un’idea che avevo da quando lessi il celebre romanzo autobiografico di Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli. Fin dai tempi dell’università, quando avevo 2 compagni di casa Lucani, ho avuto sempre una certa simpatia verso quella regione, in generale verso il sud e in particolare per le zone meno turistiche ma più vere.

Girando l'Italia mi sono fermato a Eboli, qui autoscatto di me alla stazione della città con visibile la scritta
Fabio si è fermato a Eboli questa è la prova

In questo giro un po’ assurdo, con tanti km in auto da solo, il massimo (oltre al cibo), furono però i paesaggi che la nostra penisola può dare. Per l’itinerario scelto potei passare accanto a diversi luoghi iconici e riconoscibili: fin dalla partenza i familiari monti romagnoli (Carpegna; monti Simone e Simoncello; San Marino) e marchigiani (San Bartolo e Conero). Avvistai e passai sotto a quelli abruzzesi ancora un po’ imbiancati (Majella e Gran Sasso) per poi accostare il Vesuvio.

Di ritorno prima attraversai gli splendidi paesaggi delle colline Lucane (fermandomi a Potenza, Venosa e Melfi). Infine mi trovai di fronte al profilo del Gargano e risalii la costa adriatica tra squarci sul mare e altri passeggi collinari disseminati di tanti borghi e abbelliti ulteriormente dal giallo acceso dei campi di grano.

Salire sullo Stromboli, uno dei miei sogni

Sono tornato in Sicilia diverse volte, in una feci Palermo, Eolie ed Egadi. Con un amico vissi la possibilità di passare del tempo con dei suoi amici che vivono lì.

Dormimmo a Lipari con l’idea di andare a Vulcano e sullo Stromboli. Su quest’ultimo non potemmo salire perché proprio la settimana prima c’era stata un’eruzione che aveva procurato un incidente mortale.

Io spalmato di bianco fango zolforoso in una pozza a Vulcano
A Vulcano in una pozza di fango zolforoso In evidenza dalla cima del cratere

Mi era quindi rimasta la fissa dello Stromboli dove riuscii a salirci nel 2025, con un’amica. Ovunque è scritto che la visita si può fare solo con gruppi organizzati e guida. In realtà il punto raggiungibile anche autonomamente è ottimo per assistere alle esplosioni e vedere il cono.

Inoltre, non fummo fortunati con la guida. Spiegò poco e pareva stanca del suo lavoro. Ci fece fare un pezzo piuttosto insidioso, quando altri gruppi si erano fermati prima. Inoltre scendemmo al buio dopo aver aspettato tanto, solo perché voleva raccogliere delle immagini per sé. All’inizio ci incitava dicendoci di andare piano-piano. Iniziò a piovere, e, posto che le previsioni incerte sarebbero dovute essere un motivo in più per tornare prima, cominciò a dire veloci-veloci, anche perché con il bagnato si ha più aderenza.

Onde impetuose generano schizzi sulla costa di neri massi vulcanici a Stromboli, sullo sfondo lo scoglio di Strombolicchio
Costa di Stromboli sullo sfondo lo scoglio di Strombolicchio

Dava per scontato che tutti al mondo siano rincitrulliti. Se le facevi una domanda, non ascoltava, partendo subito con una risposta standard. Nel paese ci invitò a spegnere le torce per non infastidire le eventuali ape car (unici mezzi dell’isola) che avremmo potuto incrociare. Infine cominciò quasi a correre e noi dietro nel buio assoluto dei vicoli.

In questo link il mio video sullo Stromboli.

Girando l’Italia nei ponti di primavera, un incubo

Tornai a Napoli non molti anni dopo, questa volta in coppia e ovviamente non ebbi problemi nel mangiare, anzi! Il problema fu che in tantissimi ebbero la nostra stessa idea perché si trattava del ponte del 25 Aprile.

L'imponente Vesuvio che sovrasta il golfo di Napoli e la città
Il Vesuvio e il golfo di Napoli

Con la mia compagna decidemmo un po’ all’ultimo e non riuscimmo a trovare posto per vedere la cappella di San Severo la chiesa e chiostro di Santa Chiara. Per il resto mi andò benone perché vidi altri posti che avevo saltato la prima volta. Soprattutto andammo ad Ischia che era un mio pallino da sempre. Poi le passeggiate nelle vie principali di Napoli si possono sempre ripetere volentieri.

Anzi, quasi sempre, perché in certi momenti della giornata erano davvero stra-affollate. La fatica del dover sgomitare o evitare di venir accecato da un ombrello in caso di pioggia, superava il piacere.

Il catello chiamato Maschio Angioino di Napoli, con le sue altissime torri cilindriche, illuminato di notte
Maschio Angioino di Napoli

Girando l’Italia si scopre che è migliorata (per i turisti)

La prima volta che andai nella zona di Napoli, coi miei genitori, fu nel lontano 1983. All’epoca imperversava la cosiddetta guerra della camorra. C’era un morto ammazzato al giorno e non si poteva girare liberamente per il rischio scippi.

Uno dei colleghi di mio padre che ci invitò a pranzo e ci fece fare un mini-giro in auto, rigorosamente senza scendere. Si era raccomandato che non ci andassimo da soli per i pericoli. Già molto impressionato da tutto questo, proprio in quei giorni ci fu una maxi-retata di presunti camorristi in cui venne arrestato anche Enzo Tortora. Il famoso presentatore televisivo purtroppo solo molto tempo dopo venne scagionato perché assolutamente innocente, ma la mia testa di bimbetto produsse un incubo in cui ero minacciato dal povero Tortora.

Evidentemente col tempo le organizzazioni malavitose hanno capito che è meglio avere dei turisti tranquilli per la città, piuttosto che averli spaventati a casa loro, e credo soprattutto per questo adesso almeno il centro di Napoli (ma anche quelli delle adorabili Palermo e Bari) è probabilmente più sicuro di tante altre città d’Italia. 

Il vero pericolo attuale per un turista è quello di farsi condizionare troppo da letture e dicerie, tanto da fare file kilometriche per mangiare una pizza proprio nella pizzeria più famosa, quando ce ne sono a decine dello stesso livello. Oppure andare in un bar celeberrimo; spendere quanto in una cena per due caffè e una fetta di torta e la beffa di un solo bagno al limite della decenza per centinaia di clienti maschi, senza carta per asciugarsi le mani e con l’omino all’esterno che si auspicava pure una mancia.

Facciata del teatro Massimo di Palermo contro luce, con la cupola che lo sovrasta e l'ingresso neo classico
Teatro Massimo a Palermo

Limonata a cosce aperte

Non sto nemmeno a dire quanto ben di Dio si possa mangiare e bere da quelle parti; passeggiando per il centro di Napoli c’è una continua stimolazione olfattiva e visiva, anche per come sono proposte certe delizie. Per esempio, i chioschi con le spremute dei loro giganteschi e ottimi limoni, che mi impressionarono anche da bambino.

Oltre che un gran digestivo, i limoni a cosce aperte, ossia con un cucchiaino di bicarbonato, sono troppo divertenti. Basta mettersi un po’ in disparte e aspettare, spesso qualche cliente si trova impreparato: vidi una ragazza tutta distinta e col classico bastone su per il che in due secondi divenne tutta sbrodolata e con le lacrime agli occhi perché per bere la limonata in un sorso gli era passata dal naso.

Tramonto dall'isola di Stromboli in Sicilia, il sole scende sul mare calmo sulla destra, a sinistra lo scoglio dello Strombolicchio
Magnifico tramonto nellisola di Stromboli con sulla sinistra lo Strombolicchio

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Fabio Viroli
Ho sempre avuto tante passioni, ma da sempre più o meno latenti, le principali sono viaggiare e scrivere. Tra le altre cose ho una laurea in psicologia; ho fatto per più di 30 anni l’allenatore di basket; leggo tanti libri; sono stato molto appassionato di sport e di musica rock; e faccio improvvisazione teatrale. IL mio primo romanzo, che non parla di viaggi, si chiama LE TUE GAMBE SONO BELLE COME LE TAGLIATELLE