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In questo articolo cito alcuni esempi di compagni di viaggio sbagliati, girando nel sud Italia.

Nell’agosto 2020 con quella che ribattezzai la dama dei boschi facemmo un viaggio on the road. Il perché di questo bel soprannome lo racconto in questo articolo. Ci eravamo portati dietro anche le biglie e il secchiello, ma non mi divertii tanto. Praticamente litigammo h 24 per 2 settimane.
Non avevo nessuna intenzione di farmi castrare dal Covid la voglia di viaggiare. Non si poteva andare all’estero ed era potenzialmente rischioso usare i mezzi pubblici, così decisi di intraprendere un viaggio che avevo nella testa da tempo. Lavoravo da mesi all’itinerario che, con diverse tappe intermedie, mi avrebbe fatto esplorare soprattutto la Calabria, una regione che conoscevo pochissimo, alternando mare e montagna; hotel e campeggi; borghi e città, scendendo per il versante tirrenico e risalendo per quello Ionico e poi adriatico.
Stavamo assieme da un mese e mezzo; mi sarebbe dispiaciuto non vederla per due settimane, così le proposi di fare tutto il viaggio o una parte e di condividere l’itinerario eventualmente rivalutandolo. Accettò tutto e per il ritorno inserimmo Matera dove io ero già stato ma mi avrebbe fatto molto piacere rivederla assieme a lei. Eravamo ancora nella fase idilliaca del nostro rapporto ma ci furono delle avvisaglie che ignorai. Girando nel sud Italia, come spesso capita facendo vacanza in coppia, emersero difficoltà strutturali.
Consapevolmente non era convinta al 100% e inconsciamente il suo corpo le mandò un segnale, le venne l’influenza ad agosto! Inoltre, alla partenza arrivò in netto ritardo e comunque dovemmo passare da casa sua perché si era dimenticata non so cosa.
La morosa litigiosa rovina, in parte, girando nel sud Italia
Ci fermammo ad Orvieto. Il giorno dopo avremmo fatto colazione e un giro nella cattedrale. In programma c’era pranzo a Tivoli e arrivare a Salerno nel tardo pomeriggio. Saltammo Tivoli perché ad Orvieto perdemmo un mucchio di tempo, e perché si ostinava a fare lei da navigatrice con delle cartine vecchie decenni. Addirittura non era indicata l’uscita dell’autostrada giusta. Soffrì in silenzio i 45 gradi che avevamo in auto. Infatti, essendo ancora un po’ ammalata era vietata l’aria condizionata.
Alle 18:30 su sua richiesta ci eravamo fermati in una spiaggia a Salerno dove voleva fare il bagno. Mi imposi di muoverci perché eravamo già in ritardo per il check-in del bnb. Mi accusò di essere dittatoriale. Arrivammo comunque in ritardo, la padrona di casa se ne era già andata e ci aveva lasciato una specie di mappa del tesoro per trovare le chiavi. Rispetto a quanto programmato assieme, saltammo anche la visita a Salerno e allagai di sudore la mia parte di letto, sognando la tenda dove avremmo dovuto essere al fresco il giorno dopo.
In realtà anche in tenda ci furono problemi perché se la prese con me per non essere riuscito a far fare meno casino ai ragazzi che erano vicino a noi. Anche la posizione non andava mai bene, ma in generale ogni cosa non andava bene e si litigava in continuazione e non ci godemmo appieno la bellezza dei posti. Facemmo almeno un giro sia nel Pollino, che sulla Sila, che nell’Aspromonte, oltre che giornate di mare. Il passare dalla vegetazione marittima del mediterraneo, a paesaggi alpini in così poco tempo è uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente, così come le tante prelibatezze culinarie. Già a Tropea le avevo suggerito di salire sul primo treno e tornare a casa.

Esempio di compagni di viaggio sbagliati? La morosa gelosa
Mi aveva raccontato delle sue sfortunate relazioni precedenti, tutte con persone poco stabili emotivamente. Ad esempio quello che, mentre parlavano, si mise a correre, lei lo inseguì e lui si buttò dentro ad un cassonetto. A Matera lo capii e giustificai.
Sbraitava quando mi arrivava una notifica (tipo i pagamenti della carta di credito) sul telefono. Inoltre al ristorante non era proprio il caso rivolgersi per esempio ad una cameriera. Quindi cercavo di sedermi rivolto verso un muro. Dovevo essere concentrato e guardarla fissa negli occhi tutto il tempo, al massimo nel decolté.
A Matera trovammo a fatica un tavolo in centro. Era restia a prenotare, e mi additava come troppo pianificatore. Non era stato possibile scegliere il tavolo, e venne fuori la mia indole di osservatore. Credo che il bello dell’essere in compagnia sia anche di fare sciocchi pettegolezzi sulla gente attorno, tipo le classifiche.
- chi ha trombato chi
- il lavoro della gente
- chi ha fatto la cacca da meno tempo
Mi scappò un poco carino ma innocuo commento sull’assortimento fisico di 3 amiche, tutte enormi. Mi fece una scenata, perché guardavo le altre. Concludemmo la nostra romantica serata tra i sassi di Matera gridandoci da un lato all’altro della strada che ci conduceva all’hotel.
Il giorno seguente ci saremmo dovuti fermare a Taranto e poi Castel del Monte. Sono un grande sostenitore del fatto che il modo migliore per fare la pace sia fare l’amore. Ma non funziona più al dodicesimo giorno consecutivo. Spossato, puntai diritto verso casa. Visto che quelle tappe non le interessavano non disse nulla. Ma all’altezza di Numana dove voleva fermarsi a tutti i costi, mi esasperò e dovetti fermarmi. Poi si indignò quando sentì quelli della tenda a fianco che parlando di noi dicevano che non parevamo una coppia affiatata.
Foto della Calabria e Basilicata



I video di quando sono tornato a Matera con una compagna di viaggio con cui andavo d’accordo è qui.

Vacanzieri enogastronomici
Come già detto, girando nel sud Italia l’enogastronomia è importantissima. Ma non può essere l’unico tema. Mi è capitato di fare anche (pochi) viaggi con amici, tipo in Sicilia. Eravamo in un discopub ad Aci Trezza, proprio davanti agli scogli citati da Giovanni Verga nei Malavoglia. Alle 3 di notte non c’era rimasto nessun altro, a parte le bariste assonnate che ci guardavano male. Avevamo un’ora di auto per raggiungere Taormina dove dormivamo e da lì la scalinata a piedi per andare in centro perché la navetta a quell’ora non funzionava più. Io già da un po’ me ne sarei andato via.
Ma uno dei miei due amici propose: ci facciamo un altro drink?
Lo guardai intensamente limitandomi a chiedere: Perché?
E lui sorridente: Per temporeggiare.
Pure io ho fatto vacanze in compagnia, soprattutto per stare in compagnia, ma ben presto ho pensato che quello lo si può fare anche a casa. Viaggiare è un’altra cosa ed è soprattutto trovarsi in situazioni insolite e stimolanti.
Certe persone vanno in giro solo per bere e/o mangiare; mentre per me quello è (per certe mete) solo una parte. Di sicuro mi pare uno spreco di tempo far mattina in un locale per svegliarmi il giorno dopo alle 11:00. Quel viaggio fu il contorno all’evento clou che era il concerto dei Cure nel teatro greco di Taormina; suonarono più di tre ore in un luogo a dir poco fantastico.

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