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Primo piano di me giovanissimo a Washington, dietro si vede la cupola del Senato.
Io da giovane a Washington quando forse erano più frequenti certe disavventure in viaggio
Iosul palco di uno spettacolo di improvvisazione teatrale, vengo accalappiato con una fascia per il collo
Ma anche da adulto mi sono fatto accalappiare Però qui ero in scena in uno spettacolo di improvvisazione teatrale

Di disavventure in viaggio ne ho avute tante; spesso è stato per negligenza mia. In generale sono stato sia bravo che fortunato, e me la sono saputa cavare anche grazie a un certo sangue freddo che ho sempre avuto.

La prima volta fu da bambino, con la mia famiglia negli scavi di Pompei. Perdemmo uno dei miei 3 fratelli, in quella che è un’area molto vasta. Avevo nove anni e ricordo che mi rimboccai le maniche e mi mossi per cercarlo. Ammetto che mi divertii.

La foto del murales in evidenza è di Agim Sulaj. Si trova nel borgo di San Giuliano a Rimini, dove ho trascorso l’infanzia.

Chi ti aiuta se capitano disavventure in viaggio? Prima te stesso

Il non farsi prendere dal panico è fondamentale, ma è una questione anche caratteriale. In occasione di una settimana bianca andammo poco a sciare ma ci divertimmo molto io e gli altri nove miei amici. Rischiai di compromettere tutto, quando andammo sulle piste la prima volta. Mi erano state date in custodia le chiavi di una delle auto e le persi rotolando per la pista. Non solo ero incapace di sciare, ma soprattutto avevo lasciato la tasca del giubbotto aperta.

Io bardato con cappello, occhiali scuri e mascherina da covid
Io bardato Spesso i truffatori non lo sembrano affatto
Io con l'espressione da furbetto nel tavolo di un ristorante dove c'è una piccola costruzione a forma di torre
Qua ho lespressione da furbetto ma non lo sono sempre stato

Prima di allarmare il resto della truppa, cercai di risolvere il problema da solo, risalendo la pista. A pensarci era follia, ma bisogna crederci e lottare, anche perché per disperarsi si fa sempre in tempo. Ovviamente non le trovai, ma per l’appunto, prima di disperarmi, tentai l’ultima carta, andare a chiedere al bar. Bingo!

Appena arrivato a Budapest, assonnato dopo una notte insonne, riuscii nell’impresa di farmi bloccare sia bancomat che carta di credito. Lo feci sbagliando troppe volte i codici per il prelievo. Ho sempre con me i numeri per le emergenze che mi servirono anche in Bolivia. In quel caso, a metà di un viaggio lungo e in un paese lontano, fu fondamentale anche tenere i soldi in posti diversi. Quindi in questi casi fui colpevole, ma la mia organizzazione mi aiutò.

Fui bravo anche a Sofia, quando un esagitato mi minacciò senza motivo ad un semaforo, in pieno giorno. Lo guardai con non curanza e me la svignai a passo veloce, ma senza correre, appena scattò il verde.

Ma anche da casa possono dare una mano

A volte non basta essere bravi e per le questioni davvero gravi è bene essere in contatto con l’ambasciata italiana registrandosi nell’apposito link.

Per essere sinceri a Cuba, l’ambasciata peggiorò addirittura la nostra situazione. In quel caso mi aiutarono i miei fratelli da casa. Ero con un amico e davvero non ne combinammo una giusta, facendoci drogare e derubare di praticamente tutto come due polli. Tutto il viaggio venne compromesso, ma quella volta rischiai di peggio, dato che le sostanze che ci fecero bere avrebbero potuto fare danni grossi.

Oltre che alle donnine succinte, in giro bisogna prestare particolare attenzione ai tassisti e agli alloggi, in particolare ai bnb gestiti da privati. Da quelli che ti importunano per strada, devo dire che non mi sono mai fatto fregare, anche perché spesso uso la mia frase speciale per allontanarli, ossia che “mi piace la piadina col prosciutto” in dialetto romagnolo.

Moschea di Ankara vista da uno spigolo e dal basso con in evidenza le colonne e la cupola
Moschea di Ankara In Turchia mi è capitata una delle disavventure in viaggio più clamorose

Taxi e bnb

Pur cercando sempre le soluzioni più economiche, negli hotel non ho mai avuto grossi problemi, coi privati che si improvvisano, alcune volte si.

A Istanbul ci misi un po’ per scoprire l’incredibile motivo per cui avessi faticato a trovare il mio alloggio. Era stato chiuso dalle autorità da poche ore, e il proprietario non mi aveva nemmeno avvisato.Fu almeno veloce nel rimborsarmi. Con l’host di Bucarest invece dovetti far intervenire il sempre ottimo servizio clienti di Booking. Mi aveva fatto pagare la cauzione dei possibili danni, senza alcun motivo e senza nemmeno rispondere alle mie richieste di spiegazioni. Ho poi capito che era una sua usanza e addirittura ogni tanto cambia il nome in rete per azzerare le recensioni e le denunce.

Una delle truffe più memorabili fu quella che chiamai del taxi inventato a Dakar. Usai per la prima volta un’applicazione, che in teoria servirebbe per avere un tassista più serio, senza contrattazione e quindi che non ti possa fregare sul prezzo. Il tizio che si avvicinò sventolando il cellulare e indicandomi, non solo non era iscritto alla suddetta app, ma addirittura non aveva nemmeno un’auto. Quando realizzai che si era fatto dare un passaggio da uno sconosciuto e che era un impostore, restai al gioco perché era tardissimo ed ero in mezzo al nulla, in qualche modo sarei dovuto arrivare in hotel.

Sono pessimi anche i tassisti thailandesi, a Bangkok uno mi avrebbe fatto perdere l’aereo se non mi fossi accorto che stava facendo il apposta il giro dell’oca. La cosa che infastidisce, oltre al tempo perso, è che ti credono per forza stupido. Una buona regola è mentire sul fatto che sei appena arrivato; meglio millantare di conoscere bene il paese.

Cani e scimmie

In Thailandia me ne capitarono di tutti i colori, anche di ribaltarmi in un kajak e cadere da un ponte di bambù, procurandomi un taglietto che infettandosi, mi diede qualche problema. Ma fui soprattutto inseguito sia da una scimmia che da dei cani randagi, ben due volte e dagli stessi nel giro di pochi minuti. Me la cavai grazie ai rumori sinistri che produceva la scassatissima bici che avevo noleggiato.

Forti di queste esperienze, da allora ho imparato a non dare troppa confidenza agli animali. Per quanto riguarda i problemi sanitari invece, mi sono convinto definitivamente di avere sempre con me una polizza sanitaria in Egitto. Per un taglietto minuscolo, che mi si infettò, sfiorando erroneamente una roccia in acqua, spesi una cifra assurda.

Cartello con scritto attenti al toro e chiudere il cancello, appeso in un recinto
Ma i miei guai animali sono stati con cani e scimmie

A volte le disavventure in viaggio in fondo solo altro

Sempre in acqua mi capitò un evento gravissimo per un accecato come me. È drammatico perdere passaporto, carta di credito o cellulare, ma anche senza occhiali dove vai se sei miope? Per fortuna mi capitò vicino a casa. La cosa davvero buffa fu che passando dalla pineta dietro la spiaggia, e non vedendo assolutamente nulla, non mi accorsi che una persona era davanti a me. Pensava la stessi seguendo e ne era pure felice. La sua tecnica fu di accovacciarsi nel sentiero per fare pipì. Quando, avvicinatomi troppo, le chiesi scusa dicendo che senza occhiali non ci vedevo, mi invitò a vedere da vicino. Ma non era il mio tipo, anzi, proprio genere, dato che era un maschio!

Sempre a proposito di boschi, una che invece era decisamente il mio tipo, fu quella che poi rinominai proprio la dama dei boschi.  Mi persi nell’Appennino tosco romagnolo, e in una radura, dove, seduta sopra un masso c’era una ragazza bionda con una mappa. Le chiesi dove fossimo e nacque una storia breve ma molto intensa

I link con le mie disavventure in viaggio

Gli articoli dove sono più approfonditi e contestualizzati gli aneddoti che ho citato qui

Bancone di quella che era una locanda nell'antica Pompei. Si vedono le aperture dove venivano tenute le bevande
Quello che si poterebbe considerare un antico bar di Pompei Chissà se frequentato da tipi loschi Delle mie disavventure in viaggio quasi mai me ne sono capitate nei bar

I link generali con cui raggruppo tutti gli articoli

I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente

Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

Paesi visitati nei miei racconti di viaggio

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Fabio Viroli
Ho sempre avuto tante passioni, ma da sempre più o meno latenti, le principali sono viaggiare e scrivere. Tra le altre cose ho una laurea in psicologia; ho fatto per più di 30 anni l’allenatore di basket; leggo tanti libri; sono stato molto appassionato di sport e di musica rock; e faccio improvvisazione teatrale. IL mio primo romanzo, che non parla di viaggi, si chiama LE TUE GAMBE SONO BELLE COME LE TAGLIATELLE