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Nell’ ottobre 2023, per festeggiare (un poco in ritardo) il mio cinquantesimo compleanno decisi di andare a vedere quel pezzo di Calabria che non ero riuscito a vedere dell’estate 2020. Ebbi un paio tra i più divertenti incontri durante viaggi della mia vita.
Soprattutto volevo andare a Reggio Calabria. Ma già che ero da quelle parti, avevo intenzione di fare un salto a Pentadattilo, Vibo Valentia; Messina e Scilla. Mi piaceva anche l’idea di fare le due Reggio in meno di una settimana. Infatti il week end precedente ero andato in provincia di Reggio Emilia per un trekking nel monte Ventasso.
Arrivai a Lamezia Terme in serata. Ritirai l’auto a noleggio già prenotata e in cinque minuti raggiunsi il bnb scelto appositamente per vicinanza all’aeroporto e perché forniva la cena. Come mi era capitato altre volte nel sud Italia, da principio mi chiesi dove fossi finito per l’atmosfera da posto sperduto, col dubbio di dover dormire in auto.
In realtà il posto era molto carino e soprattutto mangiai divinamente chiacchierando tra una portata e l’altra con il tutto fare cameriere, cuoco, addetto alla reception che mi riservò tutte le attenzioni essendo l’unico commensale nel tempo tra la cottura di un piatto e l’altro.

Viaggi nel sud Italia, volo e noleggio auto
Il giorno seguente feci un giro un po’ assurdo. Decisi così per sfruttare in un solo giorno l’auto e quindi prima la tappa più a sud, e tornando verso Lamezia Terme mi fermai a Vibo Valentia, per (non lo dico più) un ottimo pranzo e il bel castello con museo archeologico.
Da tempo avevo in mente Pentadattilo, paese abbandonato sulla punta più meridionale della Calabria. Si chiama così perché le rocce che lo sovrastano dovrebbero sembrare le 5 dita di una mano. Io che sono considerato con molta immaginazione ammetto di non aver visto le 5 dita, ma il posto è suggestivo. Si tratta di poche case, ma il giro tutto attorno allo sperone è notevole, con grandi vedute sia verso il mare che verso le vallate dell’entroterra e l’Aspromonte poco dietro.
Lasciata l’auto presi il treno per Reggio Calabria. Non vi fa effetto sentire la stessa voce che dà le info dei treni in tutto il paese? A qualcuno evidentemente no.

Incontri durante viaggi in treno, l’ubriaco che cerca la cipolla
Dialogo tra i miei due vicini di treno, dopo un annuncio in inglese.
Parlano in italiano, ma non si capisce niente
Guardi che non era in italiano, era inglese
Borbottii..
Dove deve andare?
Borbottii…grattata di testa…
Come si chiama…..boh….dove fanno le cipolle, e comunque lei si faccia gli affari suoi e non rompa il cazzo
Prima di ogni fermata quello che doveva aver arricchito il bar della stazione di Lamezia Terme, continuò a chiedere che fermata era, e poi tutti gli orari di arrivo delle varie fermate. Scese a Rosarno. Feci attenzione che uscendo dal treno non ci finisse sotto e tirai un sospiro di sollievo.
Poi mi confrontai col saggio signore suo interlocutore, che aveva visto già prima di salire che l’altro era ubriaco e fu bravissimo a non rispondere agli insulti. La nostra teoria fu che l’avvinazzato sarebbe dovuto andare a Tropea (dove fanno le cipolle) e che aveva sbagliato treno e direzione senza essersene reso conto. Chissà.
Oltre a girare in lungo e in largo il celebre lungomare di Reggio Calabria e ovviamente andare a vedere il museo con presenti anche i Bronzi di Riace, ne approfittai per prendere l’aliscafo e andare a fare un giretto a Messina, che avrebbe meritato molto più tempo. Chissà come sarà tutto diverso quando ci sarà il ponte…ah, ah, ah….
Scherzi a parte, visitando e leggendo della città e dei tanti terremoti devastanti che l’hanno stravolta più volte, mi vengono i brividi a pensare ad una mega costruzione proprio lì.
Di rientro non potevo non fare tappa nell’adorabile Scilla (in evidenza), dove non vidi nessun mostro a 6 teste, come da poema omerico. Però incrociai tanti gatti e scorci bellissimi oltre a mangiare un panino con il pesce spada.

Quando se la tira perché da per scontato che ci vuoi provare e tu nemmeno se ti pagassero
Andai da solo ed utilizzando i mezzi pubblici per un week end lungo a Bari e nella provincia BAT, la cui sigla mi era sempre piaciuta assai. Entrambe mi stupirono molto piacevolmente.

Da tempo avevo iniziato ad usare l’applicazione couchsurfing solo come modalità di incontro senza venire ospitato soprattutto per avere più libertà. Presi contatto con una ragazza di Bari che abitava anche nella zona dove avevo l’alloggio. Mi propose qualcosa che adoro, una serata con amici, quindi gente del posto.
Non mi vergogno di ammettere che mi piacciono molto le donne e non escludo mai nulla. Ma, da una certa età, ho smesso di voler andare con tutte. Soprattutto con quelle che non mi ispirano simpatia e ancora di più se danno scontato che ci voglio provare senza averne avuto nessun indizio.
Non che fosse brutta, ma già dal contatto telefonico non mi aveva ispirato. Inoltre, fin da subito si pose in modo un po’ distaccato come dire non darmi troppa confidenza che non ce ne è.
Io ero d’accordissimo, e dopo aver cenato, quando andammo nel bar dove c’era il suo gruppo di amici, smisi di considerarla trovando estremamente interessante le chiacchiere con la parte maschile della tavolata. C’erano diversi ragazzi giovani che vivevano altrove e che erano tornati a casa per le vacanze di Pasqua.
Salutai tutti abbastanza presto, carico per le scoperte che avrei fatto il giorno seguente. Quando mi arrivarono dei messaggi della tipa che si proponeva per fare qualcosa assieme o per vedersi la sera; declinai l’invito.

Attraversare la strada per una cena intima
Nell’autunno 2021 conobbi una ragazza molto interessante e il fatto che vivesse a Brindisi mi diede l’occasione di poter visitare angoli di Puglia che mi mancavano. In seguito anche qualcosa del Molise. Scendendo la prima volta mi fermai nel bellissimo Castel del Monte forse la più celebre delle opere realizzate da Federico II.

Con la mia amica visitai Brindisi e Taranto. La cosa più buffa era che alloggiavo in un bnb proprio davanti a casa sua. La prima sera venne da me in incognito (i proprietari vivevano al piano superiore e non permettevano ospiti). La seconda sera, per uscire a cena dovetti solo attraversare la strada.
Ci incontrammo una seconda volta a Termoli. Passammo un mezzo week end in Molise, visitando anche la graziosa Campobasso. Dormimmo in un bellissimo agriturismo dove però a cena ci diedero spaghetti alla bolognese e torta sacher. Quindi non appagai completamente la mia voglia di gustare piatti tipici.
Mi rifeci al termine dell’estate successiva. La brindisina tentennava e andai da solo in tenda sia nel Gargano (fantastica la Foresta Umbra) che alle Termiti. Mi godetti delle trattorie un po’ fuori mano in paesini dal nome originale come Porto Cannone.
A Foggia feci giusto in tempo ad arrivare nella piazza principale e prendere un gelato che mangiai in auto sotto al diluvio universale. Valeva per completare il progetto di visitare tutti i capoluoghi d’Italia.
In casa coi figli (di lei)
L’anno seguente mi accordai per tornare a trovare la mia amica pugliese. Il fatto che lei non fosse mai venuta da me un po’ mi scocciava, ma aveva qualche problema di gestione familiare. Per prenderla in giro ogni tanto per salutarla le chiedevo se fosse in carcere a trovare qualche figlio. Ovviamente la situazione non era affatto grave. Fu abbastanza strano fare da ospite non qualificato, e dormire nella camera del figlio assente (in camera da lei sarebbe stato troppo esplicito), mentre l’altro mi squadrava con fare indagatore nel paio di volte che ci incrociammo nel corridoio.
Tra un servizio taxi (per il figlio) e l’altro, facemmo uno splendido giro a Lecce, un bagnetto nella bellissima spiaggia dei conigli vicino a Porto Cesareo, e mangiammo un numero spropositato di pasticciotti. Ma 9 ore di treno per un we è davvero troppo, e decisi che sarebbe stata l’ultima pazzia del genere.
Al ritorno un signore mio vicino di posto mi spiegò come rispondeva a quelli dei call center. Se era girato male gli chiedeva di dire al loro responsabile che avevano rotto il; altrimenti cose assurde tipo che per l’inverno seguente avrebbe fatto a meno del riscaldamento e se avesse avuto freddo, avrebbe bruciato i mobili.

Il top degli incontri durante viaggi, le cene multilinguistiche
Sempre grazie a couchsurfing, a Caserta alloggiai da una famiglia adorabile. L’idea di ospitare era venuta al figlio maggiore che non viveva più lì, ma la figlia minore e i genitori in pensione avevano continuato ad accogliere viaggiatori.
Oltre a me c’era pure un polacco che viveva come informatico giramondo e la sua ragazza mi pare cinese. Tutti assieme fummo invitati ad una di quelle divertentissime cene casalinghe multilinguistiche, nonostante i padroni di casa non parlassero l’inglese. Avevo chiesto dove trovare della buona mozzarella di bufala e me ne regalarono una alla mia partenza, troppo gentili.
Infine un video girato in un altro posto dove volevo andarci per il nome, ma che è anche in una zona splendida dell’appennino meridionale: Pietrabbondante in provincia di Isernia.
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