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Quello del muoversi coi mezzi pubblici nel Caucaso, prima di partire, pareva avrebbe potuto essere un problema. Su varie fonti avevo letto dei terribili marshrutke, scassati minibus risalenti all’epoca sovietica. Anche persone che conosco mi hanno raccontato di soste in mezzo al nulla; di trovarsi circondati dal fumo che invade l’abitacolo; di essere abbandonati per strada o per chi aveva noleggiato un’auto, di vagare per la prateria con una tanica alla ricerca di benzina.
A me non è accaduto nulla di questo, forse sono fortunato, o forse dopo le esperienze in Senegal, niente più mi scuote: Girare in autonomia in Africa: trasporti pubblici originali

Mezzi pubblici nel Caucaso, ma anche tour
Uno degli aspetti più divertenti nel viaggio fu il constatare che in tutti e 3 i paesi c’è una grande passione per la personalizzazione delle targhe automobilistiche. Tante con cifre e numeri simmetrici, ripetuti o che evidentemente significano qualcosa per i proprietari. Se anche in Italia fosse più facile ed economico farlo, sceglierei un FA 810 GO, o un IO 101 OI.

Avendo pochi giorni, in tutti e tre i paesi scelsi di fare anche un tour giornaliero dalla capitale per riuscire a vivere più esperienze. Un paio di volte il servizio non fu dei migliori. Ad esempio in Azerbaigian, per farci passare dai soliti artigiani presenti in ogni tour, ci fecero mangiare (poco) alle 15:00.

Escursione da Baku
Il momento memorabile riferito alla mia esperienza del muoversi coi mezzi pubblici nel Caucaso è testimoniato dalla foto in evidenza, scattata con l’auto proclamatosi Schumacher dell’Azerbaigian.
Quando ci disse che la scassatissima Lada su cui stavamo viaggiando era dell’84, i tre giovanissimi cinesi che erano con me non ci poterono credere. Tra un sobbalzo e l’altro, risero ininterrottamente per 10 minuti, fino alla nostra meta, i vulcani di fango.
In realtà si tratta di piccoli dossi da cui esce del fango caldo, pare che la terra borbotti. Lo stesso fenomeno lo vidi anche in provincia di Modena, in Italia. Ma molto divertente fu il breve tragitto per arrivarci, pareva di essere sulle montagne russe e ogni tanto il nostro driver si doveva fermare per manutenzioni varie.

In questa gita partita da Baku vedemmo anche altre cose interessanti, tra cui alcuni palazzi moderni nella periferia della città:
- pozzi petroliferi (pare i primi al mondo)
- un sito dove ci sono fiamme perenni che escono dal terreno (come il monte Busca in Romagna)
- La riserva dei Petroglifi (arte rupestre di 12000 anni fa)

Muoversi coi mezzi pubblici e attraversare i confini
Come spesso mi capita, sono stato molto soddisfatto della mia scelta. Muoversi coi mezzi pubblici (soprattutto autobus), è anche il modo migliore per entrare nella realtà locale. Un’eccezione è stata il trasferimento dall’Azerbaigian alla Georgia, che era possibile solo in aereo. I confini terrestri sono tutti chiusi e, in seguito alla recente guerra, è vietato andare in Armenia dall’Azerbaigian. Questo è il link per approfondire la conoscenza dell’unico paese mussulmano (ma decisamente laico), dei tre paesi caucasici.

Una nota particolare del modernissimo aeroporto di Baku l’ho trovata nei distributori automatici e nei punti di ristoro. Volevo esaurire i pochi spicci rimasti, ma ebbi difficoltà perché non si trovano né gomma da masticare né caramelle.
Anche il trasferimento da Tbilisi, capitale della Georgia fino a Dilijan in Armenia, mi preoccupava un po’. L’unica agenzia che avevo trovato aveva delle recensioni pessime. Invece andò tutto bene, anche il passaggio di confine e la salita sul mezzo Armeno. Unico problema l’autista che parlava a voce altissima con una passeggera armena. I tre paesi hanno lingue e addirittura alfabeti completamente diversi. Pochissimi parlano inglese, molti russo.
E’ capitato di chiacchierare con altri passeggeri stranieri, tipo con il filippino che mi descrisse con una parola un bagno pubblico: terribile. Ecco si, le stazioni di servizio e soprattutto i bagni non sono invitanti.

Muoversi coi mezzi pubblici nel Caucaso non è un tabù
Ho usato i mezzi anche in altre occasioni, tipo per vedere la chiesa di Mtsketa, vicino a Tbilisi. Devo dire non ne vale la pena. Muoversi coi mezzi pubblici nel Caucaso può avere anche delle controindicazioni.
Ci persi un mucchio di tempo, soprattutto perché non riuscii a trovare la fermata giusta dell’autobus. Chiedendo a più persone, mi fecero andare avanti e indietro per due stazioni vicine, tanto che rinunciai e presi un taxi.

Al ritorno invece, trovai facilmente l’unica fermata della piccola città. Quindi ci sono poche info, ma i trasporti non sono così sgangherati e la fermata aveva un puntuale pannello con orari aggiornati in tempo reale e la possibilità di pagare col touch della carta di credito.
Riepilogando posso definire i mezzi pubblici in Caucaso contraddittori e in crescita.

I link
Questa è la home dei video di questo viaggio: Prossima destinazione Caucaso!
Prima tappa Aneddoti con alloggi, l’hotel a Baku non c’è più
Prossima tappa Incontri durante il viaggio: ma che bella Tbilisi

Infine i link alle pagine generali in cui ho diviso i miei articoli:
I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente
Paesi visitati nei miei racconti di viaggio
Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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