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Quello del muoversi coi mezzi pubblici nel Caucaso, prima di partire, pareva avrebbe potuto essere un problema. Su varie fonti avevo letto dei terribili marshrutke, scassati minibus risalenti all’epoca sovietica. Anche persone che conosco mi hanno raccontato di soste in mezzo al nulla; di trovarsi circondati dal fumo che invade l’abitacolo; di essere abbandonati per strada o per chi aveva noleggiato un’auto, di vagare per la prateria con una tanica alla ricerca di benzina.

A me non è accaduto nulla di questo, forse sono fortunato, o forse dopo le esperienze in Senegal, niente più mi scuote: Girare in autonomia in Africa: trasporti pubblici originali

Incisione nella colonna in una chiesa di un monastero in Armenia
Uscendo dalle capitali è possibile ammirare diverse bellezze tra cui i mistici monasteri con le loro chiesette antiche

Mezzi pubblici nel Caucaso, ma anche tour

Uno degli aspetti più divertenti nel viaggio fu il constatare che in tutti e 3 i paesi c’è una grande passione per la personalizzazione delle targhe automobilistiche. Tante con cifre e numeri simmetrici, ripetuti o che evidentemente significano qualcosa per i proprietari. Se anche in Italia fosse più facile ed economico farlo, sceglierei un FA 810 GO, o un IO 101 OI.

La chiesa Stepantsminda, in Georgia, ai piedi del monte Ararat. Completamente realizzata di mattoni.
La chiesa Stepantsminda si può raggiungere anche coi mezzi pubblici ma con un tour si può fare un giro più completo

Avendo pochi giorni, in tutti e tre i paesi scelsi di fare anche un tour giornaliero dalla capitale per riuscire a vivere più esperienze. Un paio di volte il servizio non fu dei migliori. Ad esempio in Azerbaigian, per farci passare dai soliti artigiani presenti in ogni tour, ci fecero mangiare (poco) alle 15:00.

Una sposa velata e vestita di bianco è di schiena, rivolta a una stretta feritoia da cui passa una luce fioca che la illumina. In una chiesa Armena
Sembra un dipinto o una immagine alterata invece è venuta proprio così Soprattutto la sposa non è mia

Escursione da Baku

Il momento memorabile riferito alla mia esperienza del muoversi coi mezzi pubblici nel Caucaso è testimoniato dalla foto in evidenza, scattata con l’auto proclamatosi Schumacher dell’Azerbaigian.

Quando ci disse che la scassatissima Lada su cui stavamo viaggiando era dell’84, i tre giovanissimi cinesi che erano con me non ci poterono credere. Tra un sobbalzo e l’altro, risero ininterrottamente per 10 minuti, fino alla nostra meta, i vulcani di fango.

In realtà si tratta di piccoli dossi da cui esce del fango caldo, pare che la terra borbotti. Lo stesso fenomeno lo vidi anche in provincia di Modena, in Italia. Ma molto divertente fu il breve tragitto per arrivarci, pareva di essere sulle montagne russe e ogni tanto il nostro driver si doveva fermare per manutenzioni varie.

Man in a cap leans into a car with the red hood up, giving a thumbs-up outdoors under a cloudy blue sky.
Manutenzione ordinaria e frequente foto emblematica dei mezzi pubblici nel Caucaso

In questa gita partita da Baku vedemmo anche altre cose interessanti, tra cui alcuni palazzi moderni nella periferia della città:

  • pozzi petroliferi (pare i primi al mondo)
  • un sito dove ci sono fiamme perenni che escono dal terreno (come il monte Busca in Romagna)
  • La riserva dei Petroglifi (arte rupestre di 12000 anni fa)
Un vecchio e colorato autobus è adattato a ristorante in un pascolo tra le alte montagne dell' Armenia
Adattare vecchi autobus in bar e ristoranti è abbastanza ricorrente

Muoversi coi mezzi pubblici e attraversare i confini

Come spesso mi capita, sono stato molto soddisfatto della mia scelta. Muoversi coi mezzi pubblici (soprattutto autobus), è anche il modo migliore per entrare nella realtà locale. Un’eccezione è stata il trasferimento dall’Azerbaigian alla Georgia, che era possibile solo in aereo. I confini terrestri sono tutti chiusi e, in seguito alla recente guerra, è vietato andare in Armenia dall’Azerbaigian. Questo è il link per approfondire la conoscenza dell’unico paese mussulmano (ma decisamente laico), dei tre paesi caucasici.

Vista di un lago artificiale circondato  da montagne verdi in un giorno luminoso in Georgia
Lungo i tragitti ci sono soste tattiche con sempre qualcuno che vende qualcosa anche una foto

Una nota particolare del modernissimo aeroporto di Baku l’ho trovata nei distributori automatici e nei punti di ristoro. Volevo esaurire i pochi spicci rimasti, ma ebbi difficoltà perché non si trovano né gomma da masticare né caramelle.

Anche il trasferimento da Tbilisi, capitale della Georgia fino a Dilijan in Armenia, mi preoccupava un po’. L’unica agenzia che avevo trovato aveva delle recensioni pessime. Invece andò tutto bene, anche il passaggio di confine e la salita sul mezzo Armeno. Unico problema l’autista che parlava a voce altissima con una passeggera armena. I tre paesi hanno lingue e addirittura alfabeti completamente diversi. Pochissimi parlano inglese, molti russo.

E’ capitato di chiacchierare con altri passeggeri stranieri, tipo con il filippino che mi descrisse con una parola un bagno pubblico: terribile. Ecco si, le stazioni di servizio e soprattutto i bagni non sono invitanti.

Pascolo con mucche vicino ad un ristorante che vende hamburger nelle montagne della Georgia
Chissà se le mucche al pascolo sono consapevoli che prima o poi finiranno in quel ristorante

Muoversi coi mezzi pubblici nel Caucaso non è un tabù

Ho usato i mezzi anche in altre occasioni, tipo per vedere la chiesa di Mtsketa, vicino a Tbilisi. Devo dire non ne vale la pena. Muoversi coi mezzi pubblici nel Caucaso può avere anche delle controindicazioni.

Ci persi un mucchio di tempo, soprattutto perché non riuscii a trovare la fermata giusta dell’autobus. Chiedendo a più persone, mi fecero andare avanti e indietro per due stazioni vicine, tanto che rinunciai e presi un taxi.

Cavalli in libertà nel parcheggio appena fuori di Mtskheta in Georgia; in alto uno delle due famose chiese della città in cima ad una collina
Parcheggio degli autobus turistici di Mtskheta nella chiesa lassù in alto non ci sono andato

Al ritorno invece, trovai facilmente l’unica fermata della piccola città. Quindi ci sono poche info, ma i trasporti non sono così sgangherati e la fermata aveva un puntuale pannello con orari aggiornati in tempo reale e la possibilità di pagare col touch della carta di credito.

Riepilogando posso definire i mezzi pubblici in Caucaso contraddittori e in crescita.

Vedute delle alte e ripide montagne del Caucaso con le cime innevate
Visitare questa regione senza passare un po di tempo anche se in viaggio nella natura non avrebbe senso

I link

Questa è la home dei video di questo viaggio: Prossima destinazione Caucaso!

Prima tappa Aneddoti con alloggi, l’hotel a Baku non c’è più

Prossima tappa Incontri durante il viaggio: ma che bella Tbilisi

Alte cime innevate lungo la strada militare georgiana su cui tanti mezzi si inerpicano passando da tornanti a strapiombo
La strada militare georgiana di fatto passa dal Caucaso collegando Russia e Iran Non è necessario essere dei geni per immaginare chi e cosa possa passare da qui

Infine i link alle pagine generali in cui ho diviso i miei articoli:

I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente

Paesi visitati nei miei racconti di viaggio

Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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Fabio Viroli
Ho sempre avuto tante passioni, ma da sempre più o meno latenti, le principali sono viaggiare e scrivere. Tra le altre cose ho una laurea in psicologia; ho fatto per più di 30 anni l’allenatore di basket; leggo tanti libri; sono stato molto appassionato di sport e di musica rock; e faccio improvvisazione teatrale. IL mio primo romanzo, che non parla di viaggi, si chiama LE TUE GAMBE SONO BELLE COME LE TAGLIATELLE