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Gli incontri durante il viaggio nel Caucaso sono nati quasi tutti in occasione dei tour locali che ho fatto partendo dalle tre capitali. Da quelle parti in pochi parlano inglese, ed è più facile chiacchierare con gli altri, pochi, viaggiatori. Fa eccezione la capitale della Georgia che è già, giustamente, piuttosto turistica. Ovviamente la maggioranza dei turisti è russa, ma credo che questa area diventerà sempre più frequentata anche dagli occidentali. Come ormai in poche città, ci si può trovare ancora una certa autenticità, con le comodità di essere in Europa.

I tour a cui ho partecipato sono stati decisamente multiculturali con viaggiatori di paesi meno soliti, e soprattutto pochi anglosassoni. Ma è stato in questi che ho fatto incontri durante il viaggio.


In tutte le occasioni ci fu la doppia spiegazione della guida, sia in russo che in inglese. Per il tour da Baku, quando parlava in inglese era serio, mentre in russo pareva si divertisse un mucchio. Nonostante questo, ebbe un problema con un’enorme Russa che polemizzò a lungo. Tra l’altro era seduta dietro a me, e per l’ultima mezz’ora di viaggio mi trovai praticamente in mezzo alla loro diatriba. Essere spettatori passivi di una litigata in russo non è piacevole.
In generale è piuttosto pesante la doppia traduzione, soprattutto con le guide chiacchierone. Ai compagni di tour russi piacevano molto le soste alcooliche, che per il tour in Georgia furono frequenti.
Tbilisi, il top del Caucaso


Tbilisi è molto colorata, con tante case con balconi piene di fiori. Si trova su un fiume, quindi ha dei bei ponti ed è circondata da colline con castelli e chiese in posizione spettacolare.
Mi è piaciuto particolarmente scendere dalla collina principale passando dal giardino botanico con scorci sulla città. Mi sono imbattuto in diversi servizi fotografici per matrimoni, con gli ospiti che si facevano portare in cima da trenini. Era il 2 giugno, è mi è venuto da pensare che in Georgia è usanza sposarsi nel giorno della festa della Repubblica Italiana.
Ho tentato di fare anche le terme, che sarebbero tradizionali, ma ormai sono diventate prettamente per turisti e quindi con servizi esclusivi carissimi. Tutte concentrate in una piccola zona, (foto in evidenza) ho ovviamente optato per quelle pubbliche ed economiche.


C’è unico stanzone, con spazi per chi vuole fare massaggi, diverse docce e una piccola vasca con l’acqua ustionante. Sono riuscito appena a sedermi sul bordo e a mettere ogni tanto a mollo i piedi, come anche gli altri, pochi, che erano lì con me. Solo un tizio si immerse completamente, e il milanese accanto a me gli chiese se fosse di amianto. Un ragazzo peruviano ha messo la punta del piede, trattenuto un urlo e fatto immediatamente dietrofront. Erano francamente inaffrontabili.
Incontri durante il viaggio, nei tour
Sempre durante il tour in Georgia la guida era solito far ascoltare e quindi cantare a mo di karaoke, canzoni per ogni lingua dei partecipanti. Spiccarono le canzoni pop in arabo, mentre per l’italiano, dopo Toto Cutugno, Pupo e Ricchi e Poveri, fu anche la volta di Bella ciao.

Nei tour, mi piace osservare e chiacchiero volentieri. Ma non ho la necessità di entrare molto in confidenza se non avverto compatibilità. Soprattutto non devo trovare compagnia per la serata o i giorni seguenti.
Nel tour in Armenia c’era uno di Brindisi, che era anche un tipo di viaggiatore diverso da me. Aveva diversi contatti con donne di Erevan grazie ad un sito di incontri. Si diede da fare con una che rientra nel genere con cui ci perdo meno tempo possibile. Non che fosse antipatica o brutta, tutt’altro. Ma era molto giovane e non parlava una parola di Inglese. Nemmeno lui parlava inglese e comunicavano scambiandosi messaggi con il traduttore automatico.
Rientrando a Erevan, aveva strappato un appuntamento, però si era inguaiato. Doveva vedere anche un’armena e una sua amica. Mi chiese se ero interessato, perché per lui era un casino. Con questa armena aveva già avuto l’alt. Però gli aveva rimediato ed offerto un messaggio che gli aveva risolto un fastidio alla schiena. Non poteva darle buca.
Incontri durante il viaggio e alla festa del vino

Entrambe parlavano italiano e fu molto interessante parlare con loro dell’Armenia. A parte le strategie del donnaiolo pasticcione, e constatato che la situazione non era limpida, dato che le amiche si stupirono parecchio di trovarsi la russa, fu una bella serata. Eravamo alla festa del vino, con tantissima gente e altrettanti poliziotti, tanto che la situazione era tranquillissima nonostante i molti alticci.
Come era preventivabile la russa ci salutò presto e non solo perché poteva essere la figlia di noi altri 4, ma perché aveva un appuntamento con un coetaneo. Però per la prima parte della serata potevo dire di aver fatto una serie di brindisi con una russa, due armene e uno di Brindisi!
Ancora più inaspettato fu il pranzo del giorno seguente. Tutti, meno la russa, in gita al lago Sevan, che non avevo in programma, ma si è rivelato molto piacevole. E’ l’escursione domenicale classica di chi abita nella capitale, e mi ha fatto sentire un po’ armeno. Mi chiesero di fare anche serata, ma mi andava di tornare in solitaria.
I link
Questa è la home dei video di questo viaggio: Prossima destinazione Caucaso!
Tappa precedente Incontri con cani randagi nei paesi del Caucaso
Prossima tappa Muoversi coi mezzi pubblici nel Caucaso

Infine i link alle pagine generali in cui ho diviso i miei articoli:
I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente
Paesi visitati nei miei racconti di viaggio
Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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