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Dei miei aneddoti con alloggi, quello di Baku, capitale dell’Azerbaigian, entra senza dubbi nella top ten. Qualche presagio sul fatto che avrei potuto avere dei problemi ce l’avevo. Ma non potevo immaginarmi che mi sarei trovato a mezzanotte senza sapere dove avrei dormito la mia prima notte azera. Feci questo viaggio maggio/giugno 2026 girando coi mezzi pubblici e in solitaria, i tre paesi della zona del Caucaso. Il viaggio durò 11 giorni e questa è la mappa coi posti visitati. Per Azerbaigian, Georgia e Armenia ho usato colori distinti.

Il re degli aneddoti con alloggi
Come al solito avevo prenotato con molto anticipo. Dopo alcune settimane, la piattaforma che uso, mi scrisse che il nome del mio hotel era cambiato. Ma tutto il resto era confermato, quindi non mi sarebbe cambiato nulla.
La mia preoccupazione era a proposito del trasporto, soprattutto dopo la precedente esperienza a Dakar. In generale non mi fido troppo dei tassisti e so bene che i ritardi arrivando a notte fonda possono diventare problematici. Avevo scaricato in anticipo sia la e-sim per avere connessione (ma non linea telefonica) e l’app dei taxi. Avevo anche prenotato la corsa, ma all’uscita dall’aeroporto di Baku, del mio driver non c’era traccia. Schivando i tassisti più o meno ufficiali, feci un’altra prenotazione dove poter scrivere con precisione la mia meta e pagare con carta un prezzo onesto.
Il tassista mi lasciò davanti ad un palazzo sovietico confermandomi che era proprio l’indirizzo esatto. Davanti a me avevo tanti piani, alcuni esercizi commerciali chiusi, qualcuno che stava chiudendo ma nessuna indicazione di hotel. Dopo aver fatto il giro dell’isolato, provai a chiedere, ma a parte che da quelle parti in pochi parlano inglese, pareva proprio che fossero tutti lì di passaggio o che non ci fosse mai stato un hotel in quella zona della città.
Mi trovavo in una zona residenziale, con larghi vialoni, abbastanza lontana dal centro. Come in situazioni simili del passato (tipo ad Ankara) , pensai fosse il caso di trovare il primo letto possibile e di rimandare al giorno seguente l’enigma del mio hotel sparito. I due possibili alloggi che avevo trovato nei paraggi erano chiusi. Ancora una volta iniziai ad immaginarmi di dormire sotto ad un ponte (vedi Abu Dhabi).

Scopro l’arcano che diventa il re degli aneddoti con alloggi
Mi venne l’idea di cercare in rete il nuovo nome dell’hotel senza badare all’indirizzo e in effetti ce ne era uno dall’altra parte della città che corrispondeva. Chiamai un taxi, fortunatamente l’hotel era ancora aperto, pur essendo quasi mezzanotte.
Sventolando la stampa della mia prenotazione ai tre presenti alla reception, chiesi se c’entravano qualcosa. Nessuno parlava inglese, e quello che identificai come il boss indossava una maglietta molto unta, ma con gran gentilezza e disponibilità si attivarono.
In effetti c’entravano proprio. Nei mesi precedenti la loro società aveva acquistato e chiuso l’hotel dove avevo prenotato. In quell’indirizzo ci avevano messo degli uffici. Avevano una stanza e mi chiesero la stessa cifra che non avevo ancora pagato. Ero stato vittima di un inconveniente del sistema, loro non usavano la stessa piattaforma e io avevo prenotato con troppo anticipo.
Conosco gente molto più fighetta di me che avrebbe rifiutato la stanza, anche considerando il rischio corso, a me pare l’alcova di un re.

Quando mi chiedono quanto spendo viaggiando tanto….
Al termine del viaggio a Erevan conobbi un tizio di Brindisi che aveva prenotato poche settimane prima e trovato solo una sistemazione molto più cara della mia. Anche perché proprio in quei giorni la città era piena per via della festa del vino. Aveva rifiutato la stanza perché c’era il bagno in comune, secondo lui non dichiarato precedentemente. Era finito piuttosto lontano dal centro, che ogni volta doveva raggiungere in taxi, che aveva usato anche per andare in aeroporto (costo 3000 Dram armeni).
Io ero in un bel monolocale a 5 minuti a piedi dalla piazza principale, da dove si sentiva passare la metro, ma non di notte. Per andare in aeroporto usai l’autobus che partiva a 2 minuti a piedi da dove dormivo e spesi 300 Dram. Sono scelte.

Altri aneddoti con alloggi meno eclatanti
Anche soffermandosi sull’ ingresso del mio alloggio a Tbilisi, molti al posto mio sarebbero scappati. In realtà l’appartamento e la stanza con bagno in comune erano proprio carini. Tra l’altro ero ad un solo isolato dal palazzo del governo, quindi anche qui centralissimo.

A Dilijan sembrava di essere fuori dal mondo, alcune case vicine erano di lamiera. Quando arrivai la mia padrona di casa stava zappando l’orto accanto al mio appartamento. L’interno era completamente ristrutturato, pareva nuovo, carino e come te lo potresti aspettare in pieno occidente e non in un paesino di montagna del Caucaso, a parte le 3 dita di polvere e le briciole del pranzo dell’ospite precedente. Con il google translate e a gesti mi spiegò che non funzionava una lampadina; causa odore di fogna era meglio lasciare aperta la finestra del bagno il non potevo usare: frigor e la lavatrice, ma mi avrebbe lavato lei i panni a mano. Adorabile.
Il paesello non offriva nulla, e feci due serate casalinghe anche considerando i tanti cani randagi in giro, che poi scoprirò particolarmente socievoli con gli stranieri Era la mia prima tappa in Armenia, dove avevo attivato la terza e-sim del viaggio, ma non funzionava. Quindi la prima serata la passai su una sedia all’ingresso, perché il wi fi prendeva solo lì e ben 4 operatori del servizio clienti dell’ app provarono a capire il mio problema, prima di arrendersi e darmi una nuova e-sim.

Mattino sul mar Caspio
Una costante degli alloggi nel viaggio fu la non disponibilità della colazione. Poco male, se non fosse stato che trovai difficile anche trovare bar aperti.

Ad Erevan, vicino al mio alloggio c’erano un mucchio di locali, uno che si chiama proprio breakfast, apriva alle 9.00. Trovai un ristorante aperto tutto il giorno. Un cameriere piuttosto scocciato d’essere disturbato mentre stava armeggiando col telefonino, mi fece accomodare a fianco ad un gruppetto che alle 8:30 aveva ordinato boccali di birre e zuppe. Chiesi un caffè e la variante al cioccolato del kinkali. Si tratta del loro piatto tipico, solitamente salato, che consiste in ravioli ripieni. Peccato che i lamponi di contorno fossero ancora congelati.
La mia prima mattina nel Caucaso invece trovai un bar elegante appena aperto. Ero in un quartiere residenziale con diversi palazzi eleganti: per una fetta di torta e un caffè pagai quanto per 3 cene.
Ci tenevo a vedere subito il Mar Caspio. Tutta la città, è curata e verde, il piccolo centro storico antico è ristrutturato perfettamente. Mentre tutto intorno ci sono palazzi moderni e originali.
Qua scoprirono il petrolio già a fine ‘800 e quindi, già allora arrivarono soldi con cui costruirono edifici e ammodernarono la città, in particolare il lungomare. Anche di notte il centro è molto vivo; trovai diversi spettacoli tra cui un concerto di musica tecno con tantissima affluenza.

I link
Questa è la home dei video di questo viaggio: Prossima destinazione Caucaso!
Prossima tappa Muoversi coi mezzi pubblici nel Caucaso

Infine i link alle pagine generali in cui ho diviso i miei articoli:
I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente
Paesi visitati nei miei racconti di viaggio
Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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