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Divertirsi in Spagna è facile, certamente è il Paese dove le occasioni sono maggiori.
Nel 2007 la moda di fare il cammino di Santiago non era diffusa come oggi, e ancora non mi ero dato ai trekking. Avevo intenzione di scoprire la Spagna, non limitandomi ai week end nelle città più grandi.
Mi consigliarono i paesi Baschi, come perfetti per un viaggio in solitaria. Perché avrei trovato con facilità situazioni di baldoria, ed in effetti così fu, in particolare in una sera super.

Il cammino di Santiago, ma in aereo
Ero in una situazione insolita, mi ero appena messo con una ragazza che poi mi avrebbe sopportato parecchio (per i miei standard). Volevo fare il bravo ignorando le donne, e ci sentimmo spesso. Stetti via per 10 giorni e usai sempre i mezzi pubblici.
Posso dire di aver fatto pure io il cammino di Santiago. Anche se in realtà lo feci in aereo fino a Santiago, poi autobus fino alla stazione e a piedi l’ultimo km per il centro pienissimo di pellegrini chiassosi. Forse è nata proprio lì la mia avversione verso il cammino più famoso.
Adoro camminare in mezzo alla natura ma preferisco tragitti più brevi o comunque meno inflazionati, anche se mi ha gratificato moltissimo il sentiero degli Dei.

La città viene dai più considerata semplicemente fine o inizio del cammino. In realtà merita anche di per sé. Oltre ai girotondi festosi dei camminatori, ricordo come ora un pulpo alla gallega fantastico.
Andai nella vicina La Corunha, niente di memorabile ma mi piaceva l’idea di farmi tutta la costa nord, il lungomare settentrionale della Spagna.
All’epoca non c’era google maps e non noleggiavo auto da solo, viaggiai con autobus e treni tra le città principali, con l’idea di vedere anche bei panorami tra l’oceano e i monti che sono subito dietro, i Picos de Europa. Si chiamano così perché sono i primi visibili dalle navi che arrivano dall’America, ma io quasi non li vidi perché beccai sempre tempo nuvoloso, tra l’altro situazione tipica della zona.
Questo fu il mio itinerario su google maps.

Viaggio nei Paesi Baschi, l’itinerario

Feci tappa ad Oviedo, Santander (dove passai un pomeriggio ad ammirare le acrobazie dei surfisti) con tappa finale a San Sebastian, città che ho adorato, anche perché mi sono proprio divertito.
San Sebastian fu base per diverse gite giornaliere:
- Bilbao per vedere il museo Guggenheim
- Zarautz per la bella spiaggia e assaporare l’autentico spirito Bascoche è più annacquato nelle grandi città
- Pamplona per fare il percorso della corrida di strada che si svolge in occasione della festa di San Firmino
- Biarritz, località francese modaiola situata vicino al confine, che ricordo soprattutto per una crepes memorabile

A San Sebastian ci sono due spiagge una grandissima sul golfo dove in mezzo c’è un isolotto e una più esposta dove spesso ci sono onde poderose, e dove passai un paio d’ore a farmi travolgere a riva assieme ad una moltitudine di ragazzini.
Divertirsi in Spagna, serata epica a San Sebastian
Divertimento più adulto fu una sera tra i vicoli del centro pieni di locali e gente allegra che ha voglia di far festa, molto alla mano e predisposta ad includere sconosciuti. Chiacchierai, scherzai e ballai un po’ con tutti e mi divertii un mondo.
L’anno precedente ci fu la vittoria nei campionati mondiali di calcio dell’Italia. Nella finale contro la Francia ci fu il celebre episodio della testata di Zinedine Zidane a Marco Materazzi; non so se perché francese o con un passato nel Real Madrid, comunque da quelle parti il primo non era molto amato. A fine serata io e i miei nuovi amici di baldoria venimmo fatti uscire dal bar in chiusura, ma restammo a fare chiasso nel vicoloe mancando la musica del dj, si ballava sui cori da stadio tra cui, spiccava, in italiano…e la mamma di Zidane è una pu…..

Divertirsi in Spagna a Madrid sempre festa
Per uno a cui piace cambiare e provare tutto, pare strano rifare lo stesso viaggio pochi anni dopo, ma la vita è più divertente se ogni tanto si infrangono le regole. E a proposito del divertirsi in Spagna, non posso non citare un week end con l’amico con cui poi andai a Cuba.
Tornai a Madrid sei anni dopo la prima volta in cui ero stato male, sia per godermela meglio sia perché ispirava all’amico con cui andai. Essendo tipo piuttosto godereccio, sapevo gli sarebbe piaciuto il ritmo spagnolo. Così fu, tanto che, pur avendo visto un paio di musei, soprattutto vivemmo bar e ristoranti; un’attività ricorrente anche nei viaggi spagnoli che feci poi.
Arrivati in tarda serata, lo portai alla casa dell’Hamon, un locale strapieno di prosciutti pendenti dal soffitto; era entusiasta del fatto che si poteva cenare tardi. Altro pranzo memorabile a base di porcellino fu in un ristorante che ricordavo bene dalla volta precedente. Cedetti a lui e un’altra volta pranzammo nella centralissima Placa Real, dove invece ci spennarono e mangiammo un’ insignificante paella.
Per pochi giorni una vacanza di quel tipo poteva andare anche a me: quasi tutto cibo, alcool e sciocchezze. Ma per un viaggio vero non eravamo compatibili e l’estate seguente ci cacciammo nei guai cubani.

L’importanza che do al romanzo Le avventure di Don Chisciotte e Sancio Panza, sono spiegate nel racconto del viaggio in Olanda e a Bruxelles, dove vidi la copia della statua di cui sopra.
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I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente
Paesi visitati nei miei racconti di viaggio
Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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