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La domanda su come organizzare un viaggio è per chi ha intenzione di farlo in autonomia, quindi no agenzie o gruppi.
Fin da piccolo sono sempre stato appassionato di mappe. Ricordo le vacanze in auto negli anni ’80 coi miei genitori e i miei 3 fratelli. Stipati nell’auto rovente, io ero sempre intento a seguire i nostri movimenti sullo stradario. Per chi è appassionato di mappe e cartine consiglio questa fantastica (in tutti i sensi) pubblicazione: l’atlante immaginario di Edward Brooke-Hitching.

Come viaggiatore il mio errore più clamoroso fu in occasione del mio primo viaggio in solitaria; l’interrail nel lontano 1996. All’epoca era molto più difficile organizzare un viaggio in autonomia, ed io ero molto giovane oltre che ingenuo.
Uno degli obiettivi era quello di visitare le spiagge della Normandia, teatro dello sbarco degli alleati nella Seconda guerra mondiale. Armato di tanta ignoranza e di solo uno stradario (per auto inoltre), mi diressi nella zona di Calais. Presto realizzai di avere commesso lo stesso errore dei nazisti nel prevedere i luoghi dello sbarco 40 anni prima.
Io e le mappe: una passione!
Le mappe mi piacciono tanto che un gioco con le mie nipotine consiste di crearne sparpagliando tesori nel giardino di mia mamma che loro devono trovare.
Tutt’ora preferisco le mappe cartacee alle applicazioni. Soprattutto per i trekking in montagna, ma non sono così antiquato da non considerare i sistemi più moderni. In un viaggio verso il sud Italia, con una mia compagna molto all’antica che voleva fare da navigatrice, saltammo per errore la tappa di Tivoli per via della sua carta stradale antiquata. Il paradosso fu che la conobbi proprio dopo essermi perso in un bosco, dove la incontrai mentrestava armeggiando una mappa.
L’ultima volta che feci un viaggio senza connessione e quindi google maps, fu nel viaggio negli Emirati e in Oman. Per la parte in Oman, dove mi mossi con l’auto a noleggio, non ebbi in realtà nessun problema poiché avevo scaricato la mappa off line. Nelle grandi strade che attraversano in deserto omanita è impossibile perdersi: basta evitare la sabbia!
Ma mi trovai quasi nei guai ad Abu Dhabi. Arrivato di sera in città, avevo preventivamente visto che la stazione degli autobus non era lontana dal mio alloggio. Avevo sopravvalutato l’accuratezza della mappa presente nella guida cartacea. Soprattutto non avevo considerato come i vialoni moderni tutti simili, avevano nomi di emiri imparentati tra loro e anch’essi molto simili.
Rischiai seriamente di dormire per strada (non avevo nemmeno la linea telefonica) . Riuscii a trovare alloggio e proprietaria proprio mentre se ne stava andando.

Io e le guide cartacee, forse indispensabili per organizzare un viaggio
Per una vita ho ritenuto il possedere una guida cartacea come elemento indispensabile di ogni viaggio fai da me. Come molti sono orgoglioso dello scaffale di le mie guide ordinate.
Anche in passato, soprattutto per certi paesi, andavano prese un po’ con le molle. Ricordo come in una città effervescente quanto Berlino, i giri e le ore sprecate per raggiungere un certo locale, che nel frattempo era stato spostato se non chiuso. Solitamente, di ritorno da un viaggio compravo la guida del viaggio successivo, e la studiavo bene. Tanto che per il mio primo tour degli Stati Uniti, pur dimenticandola a casa, avevo tutto in testa.
Diverso fu per il viaggio in Canada. Decisi volutamente di lasciarla a casa trovandola inutile, piena di foto e informazioni superflue e non quelle tanto care ai viaggiatori fai da te, tipo dove prendere un autobus!
Le guide cartacee sono cambiate. Anche perché sono cambiati i lettori che sono rimasti quelli di una volta invecchiati e forse (non io) arricchiti. Ora è facile avere informazioni aggiornate cercando in rete. Nonostante questo, credo sarebbe ancora importante trovare una fonte oggettiva, cosa che spesso lo non sono i siti istituzionali. Ma nemmeno quelli di viaggio, dove ci sono blogger finanziati dagli sponsor. In altri c’è anche chi scrive che non è nemmeno mai stato in quel posto.
Per il mio viaggio in Laos mi affidai alla solita guida cartacea che si rivelò un disastro. L’elemento più saliente che emergeva dalla lettura era l’estrema lentezza degli spostamenti in un paese ancora autentico. In realtà ora c’è una super linea ferroviaria che sta stravolgendo il paese, anche in termini di maggior turismo.
La scelta dell’itinerario
Per pianificare al meglio è necessario attingere da più fonti, e valutarle bene. Per esempio, pare che tutti i viaggiatori italiani si muovano sempre noleggiando un’auto. Questa è una fissazione che esclude le tante emozioni e scoperte (oltre che minor spesa) che può dare un viaggio coi mezzi pubblici.
E poi ci sono i fenomeni che scrivono per esempio che ci vogliono almeno 2 settimane per visitare l’Armenia. Allora penso sempre che ci vorrebbero 12 mesi per visitare Roma. Peccato che ho 30 giorni di ferie l’anno. Credo sia meglio assaggiare più pezzi di mondo possibile che non perdersi nei dettagli di un singolo posto.
Bisognerebbe trovare un blogger che viaggia esattamente come noi, col nostro budget e con gli stessi giorni di ferie nello stesso periodo dell’anno. In mancanza di questo, credo sia utile attingere un po’ da tutti.
Vero che gli itinerari classici solitamente ti fanno vedere i posti più belli, ma a volte quelli più turistici e commerciali non sono necessariamente anche i più interessanti.
Sia per la Bolivia che per il Canada pianificai un itinerario originale, che non trovai da nessun’altra parte, ma che mi andò benissimo. In particolare, nel paese andino vissi giorni in zone dove ero l’unico turista. Soprattutto non ebbi problemi di salute, salendo l’altopiano gradualmente.
In Canada feci un giro da costa a costa in poco più di due settimane, sconsigliato da tutti, ma per i miei ritmi fattibilissimo, anzi, lo trovai quasi riposante.
Le guide dei tour
Altro tema importante sono le guide personali. Vero che possono darti maggiori indicazioni anche sul vissuto delle persone, ma a me di avere sempre qualcuno tra i piedi proprio non mi va. Alcune volte mi capita di partecipare a tour con guide, ma non li ho trovati sempre memorabili, anzi.Spesso credo sia più divertente e interessante girare per i fatti propri. Per visitare i templi di Angkor in Cambogia, tutti si affidano agli autisti di tuctuc, invece, io avevo deciso di noleggiare una bici.A parte la libertà, ebbi anche la fortuna di incontrare una simpaticissima e anche bellissima francese che rese quei giorni ancora più piacevoli.
Per esempio, nella salita sullo Stromboli ci trovammo una guida quasi imbarazzante, invito a leggere il racconto nell’ultimo link presenti in fondo all’articolo. Oltre ad aver buttato soldi senza aver qualche informazione in cambio, ci fece fare un percorso pericoloso.

I link agli articoli con gli aneddoti citati nell’articolo su come organizzare un viaggio
- Trovo la fidanzata sbagliata perdendomi nel bosco
- Il mio ultimo viaggio senza connessione telefonica negli Emirati Arabi
- Il mio primo e più clamoroso errore nell’ organizzare un viaggio, in Normandia
- Guida cartacea di un Laos che non c’è più
- Itinerario alternativo in Bolivia: vinco il soroche
- Itinerario alternativo in Canada: vedo tutto senza correre
- Girando in bici tra i templi cambogiani, incontro una parigina
- Scalare un vulcano con una guida assurda

I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente
Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio
Paesi visitati nei miei racconti di viaggio

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