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Ebbi l’occasione di visitare New Orleans l’anno precedente ai disastri dell’uragano Katrina, uno dei più devastanti della storia. Scrissi questo racconto in occasione del mio viaggio in solitaria del 2004 negli Usa.

Di New Orleans è molto bella l’atmosfera, se giri per le strade non turisticizzate, tutti quelli che incontri ti salutano. È bello il casinò (ci ho fatto un giretto senza giocare, ma l’edificio è davvero curioso). Mentre non ho fatto in tempo a vedere l’acquario ed altre attrazioni.

In generale un aspetto che mi sta colpendo tanto è la commistione di razze ed etnie, soprattutto New York. Ma mancano assolutamente i nativi, quelli che noi chiamiamo indiani; ne avrò visti un paio in 2 settimane, dire che li hanno sterminati rende l’idea.

A chi mi chiede cosa pensano gli americani di Bush e Berlusconi e della guerra. Si fa fatica ad avere un’impressione oggettiva. Mi sono imbattuto in diversi banchetti dove raccoglievano firme anti Bush. Però magari è perché chi non vota Bush è più attivo. Bisogna tener presente poi che sono davvero molto patriottici, e innanzi tutto c’è la patria e i ragazzi in guerra; quindi, con le critiche ci vanno piano, preferiscono sostenere chi è laggiù.

Ci sono molte persone che non seguono certi avvenimenti, e magari in TV guardano sono programmi d’intrattenimento. Stupidi forse più dei nostri, anche perché noi li copiamo da loro, quindi ci arrivano prima a certe idiozie. Forse c’ è poco senso critico, ma da noi va poi tanto meglio?

Il lungo viaggio in treno per andare a visitare New Orleans

Il viaggio verso New Orleans è durato 25 ore. Le ho passate abbastanza bene. E’ stato piacevole vedere il cambio della flora scendendo di latitudine. Abbiamo attraversato dei gran boschi, mentre il clima interno al treno è sempre stato polare. Coi compagni di viaggio invece non è andata benissimo.

Inizialmente mi è toccata una vecchietta insonne. Fino alle 3 di notte s’è letta un libro tenendo la luce accesa. Già non è facile spalmare i miei 187 cm, poi con una specie di faro puntato in faccia, l’unico di tutta la carrozza acceso, proprio di fianco a me.

Al posto suo è arrivato Peter di cui parlerò dopo. Ma ho anche chiacchierato con una squisita professoressa di matematica che stava andando da Atlanta a Los Angeles in treno perché ha paura di volare (3 giorni di viaggio!) e una simpatica cameriera del vagone ristorante che sosteneva che il gelato più buono al mondo lo fanno a Parigi.

In giro capita spesso di imbattersi in certe discussioni assurde. Tipo chi sostiene che la pizza sia stata inventata in America. Se gli chiedi perché dovrebbe essere così, ti rispondono perché è buona!

Incontrare dal vivo il primo italiano

Sono nella parte vecchia di New Orleans, che, a differenza della quasi totalità delle maggiori città americane, ha ancora l’impostazione dei fondatori europei, con tanto di piazza centrale.

Ho visto un venditore di cioccolata artigianale, che, mentre la fa, oltre ad inscenare un piccolo show di cabaret (ovviamente io non ho capito nulla, ma tutti ridevano…) lavorava la cioccolata con una specie di badile su una tavola di marmo.

Di solito quando sanno che sono italiano tutti dicono: Uhao!! good food, Venice, Florence, Rome! wonderfull! . Allora per cambiare discorso io tiro fuori la storia di Pompei, che i più non conoscono, e qualcuno fatica a crederci (che ci sono le persone diventate statue).

Invece oggi la bigliettaia di un museo (sullo sbarco in Normandia, interessantissimo! ci son stato 4 ore) mi ha detto che sono il primo italiano che vede dal vivo. Le ho risposto che da noi ce ne sono anche degli altri.

New Orleans si può considerare la capitale del grande sud. Mi ha sempre affascinato tanto questa zona, sulle foci del mitico Mississippi. È dalle parti di via col vento, di Tom Soyer (lo vedevate il cartone animato con lui che girava in una capanna sulla zattera?!) e di intervista col vampiro.

Un battello sul Mississippi a New Orleans
Il Mississippi con uno dei tipici battelli che lo solcano

Visitare New Orleans con il tedesco più noioso del sud

Incontrare il tedesco più noioso del sud invece è proprio capitato a me. Mi avevano detto che è pericolosa, a me non è parso. La sfortuna del treno è stata che anche il tedesco conosciuto stava venendo qua, e che è proprio nel mio ostello. Così ieri sera me lo sono portato dietro un po’.

È un futuro medico che ce l’ha con gli Americani, soprattutto con la loro cucina (invece a Stoccarda si mangia bene…). Non avrei mai immaginato che un giorno mi sarei trovato in giro con qualcuno coi sandali e i calzini. Mentre io avevo la mia nuova maglia fighissima (comprata in una bancarella a China town) che ha avuto ovviamente un gran successo (mi ha fermato almeno una decina di persone…).

Insomma, il teutonico è un gran spacca balle, taccagno e lesso. Dopo aver discusso sul prezzo dell’ostello, aver detto più volte che era stanco, che era costoso quello e quello, mentre mi diceva che non gli piaceva tutto quel casino, io pensavo: ma come, ho 31 anni e non solo non ero mai stato a Bourbon Street, ma non ne avevo nemmeno sentito parlare… Vi dico solo che d’ora in poi le serate a Milano Marittima, ricordando questa via, mi sembreranno ancora incredibilmente più noiose.

Bourbon street a New Orleans al mattino deserta coi suoi portici e i balconi di ferro battuto
Bourbon street deserta al mattino sullo sfondo la zona nuova della città coi grattacieli

Ps

Nonostante un po’ me la cavi col mio inglese sgangherato, ogni giorno che passo invidio sempre di più chi, conosce bene 4-5 lingue. Vorrei capire di più ciò che mi sta attorno..uffi….quanto torno mi farò un corso di spagnolo!

Serata a Bourbon street

La serata a Bourbon street è stata la più divertente del viaggio, nonostante l’abbia passata da solo. New Orleans è stata senza dubbio la sorpresa in positivo della vacanza. In particolare il French Quartier è davvero bellissimo con tutte le strade piene di case variopinte, i balconi in ferro battuto lavorato artigianalmente,. E’ pieno di fiori e piante tropicali, e ha negozi e i locali davvero carini ed insoliti.

Per tanto tempo è stata prima sotto il dominio dei francesi e poi degli spagnoli. Era un porto importante affacciato sul golfo del Messico e quindi pronto a prendere la cultura dei paesi dell’America centrale, ma anche di quella degli schiavi africani che lavoravano nelle piantagioni qua attorno. Tutto ciò ne han fatto una città davvero originale. La cucina (Cajun) è davvero ottima e in questi 2 giorni ho davvero esagerato con le libagioni.

Bourbon street (dove si concentra la vita notturna) non è un luogo di peccato e perversione, semplicemente un incredibile susseguirsi di locali con eccellente musica dal vivo (non solo jazz) e gente allegra. Ci sarà qualche ubriaco e qualche drogato, ma da noi forse non ce ne sono!?

Balconi di ferro battuto con disegni ornamentali e piante appese nel French quarter a New Orleans
Uno squarcio del French Quarter

Una cosa curiosa che c’è qui, ma anche in altre città americane è che, quando vai in bagno a volte c’è un omino che t’assiste aprendoti il rubinetto, porgendoti il sapone e un asciugamano pulito. Siccome poi ovviamente gli devi dare la mancia, e poiché personalmente sono in grado di fare pipi da solo da almeno 28 anni, ciò significa che pisciare in certi posti costa 1 dollaro!!!

Nel visitare New Orleans mi sono piaciuti anche i negozi

A me che solitamente odio fare compere, sono piaciuti tantissimo anche i negozi, anche quelli di souvenir, davvero originali e divertenti. Per fare un esempio, in uno, oltre a teste di coccodrillo da appendere al muro, c’era anche il sedere di un cervo (tutto finto).

Un altro negozio che m’è piaciuto è stato dove vendevano autografi di personaggi famosi. Un disco dei Rolling stones firmato costa 2000$, la firma di Einstein 3000, quella di Churchill, Stalin e Roosevelt assieme, dopo il trattato di Yalta 5000. Poi anche chitarre non usate, ma firmate da musicisti famosi. La chicca era quella firmata dai Traveling Wilburis al completo a 15.000 $.

Oltre ad un paio di magliette per me (vedi foto in evidenza) ho commesso un grave errore, ho comprato una mucca, ma questa è proprio bella: vola! non sono impazzito, ha le ali da pipistrello e vola proprio.

A proposito delle maglie, la nera non ha bisogno di spiegazioni. Nella bianca, un po’ sbiadito, ci sono io con un coccodrillo in braccio. In quella arancio c’è il timbro della polizia di New Orleans che mi autorizza ad essere ubriaco per il martedì grasso del 2002.

Una pasticceria per cani vista nel visitare New Orleans
Nel French quartier di New Orleans una pasticceria per soli cani

Lascio New Orleans

Gli ultimi momenti a New Orleans sono stati molto significativi. Dopo aver chiacchierato amabilmente con due signore del Tennessee che mi han offerto anche un po’ del loro pesce gatto, stavo andando verso la stazione, ma passando per Bourbon street mi sono innamorato di una che cantava in un pub, non potevo non entrare.

Siccome qui fanno le vere happy hours, e cioè il 3 per 1, e siccome avevo poco tempo, mi son dovuto bere 3 Bud in mezz’ora, anche perché, quando ha finito di cantare la tipa, sul palco è salito un gruppo strepitoso che avevo già apprezzato la sera prima; la mia visita a New Orleans è terminata con le note di Honky tonk woman dei Rolling Stones: finale perfetto!!

Mentre domani, ammetto poco convinto, mi avvicinerò al mondo Disney….

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Fabio Viroli
Ho sempre avuto tante passioni, ma da sempre più o meno latenti, le principali sono viaggiare e scrivere. Tra le altre cose ho una laurea in psicologia; ho fatto per più di 30 anni l’allenatore di basket; leggo tanti libri; sono stato molto appassionato di sport e di musica rock; e faccio improvvisazione teatrale. IL mio primo romanzo, che non parla di viaggi, si chiama LE TUE GAMBE SONO BELLE COME LE TAGLIATELLE