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Andare a Disney World lo scrissi in uno dei resoconti che inviai via mail in diretta durante il viaggio in solitaria del 2004. Molti anni dopo è uscito un film amaro ma anche divertente, sul mondo che è accanto a quello dai parchi: un sogno chiamato Florida.

Dovetti riflettere bene su cosa vedere a Disney World; il parco all’epoca era in realtà composto da 4 parchi. Come si evince dalla foto in evidenza, nemmeno l’intelligenza artificiale nelle mie fantasie mi ha consentito di incontrare Paperoga ed Eta Beta, che sarebbero i miei preferiti.

Il viaggio per andare a Disney world

Da New Orleans avrei dovuto prendere il treno verso Orlando per poi andare a Disney World. Ma il treno era rotto, così ci han caricato su un pullman. I due autisti erano molto simpatici, ma non so se fossero autisti di treno riciclati. Non sapevano la strada e ci siam persi un paio di volte.

Avendoci divisi, i passeggeri che avevano una destinazione più lontana come me, si sono evitati tutte le stazioni intermedie. Così, invece di arrivare alle 20:30, siamo arrivati molto prima, alle 13:00. Inoltre, non c’era il clima polare del treno, ed essendo pochi, mi son piazzato nel loggione occupando 4 posti; comodissimo.

Arrivato presto all’ostello, mi sono anche goduto la piscina. Poi ho guardato un po’ di tv nella sala comune. C’era un programma molto interessante, su un macchinario che aiuta le donne nella masturbazione, ma non è un vibratore bensì una macchina piuttosto grande e complicata. Nella iper-puritana America non pensavo proprio che potessero far vedere certe cose.

Se la cultura occidentale, e cioè commerciale, quella della tv spazzatura, delle merendine, dell’immagine, delle veline e delle tette finte, è un’invenzione americana che noi abbiamo preso, i cittadini americani sono vittime proprio come lo siamo noi, anzi forse di più. Ammirano ed invidiano le stelle della tv, che pubblicizzano le schifezze, ma che sono in gran forma. Mentre in giro ci sono molte più persone sovrappeso che in Europa. In giro visto l’uomo più grosso della mia vita, la sua caviglia era come una mia coscia.

Un gruppo di Hare Krishna iseduti in un prato davanti ad una medina ricostruita in un parco Disney
Un gruppo di Hare Krishna davanti ad una medina ricostruita

Vicino a Disney world, la mancia del secolo

Dove sono alloggiato, dalle parti di Orlando, c’è un’ammucchiata di hotel, alberghetti, supermercati e negozi vari. Sembra di essere dove Omer Simpson porta la famiglia a fare shopping. Tutti parassiti del grande parco giochi e dei suoi rivali (ce ne sono una marea…), è molto pacchiano e piuttosto triste. Molti propongono agevolazioni per il parco: un negozio di elettrodomestici uno sconto di 40 dollari, a saperlo mi compravo una lavastoviglie.

Ieri sera ho mangiato una delle più buone bistecche della mia vita, ma soprattutto ho lasciato una mancia spettacolare; invece, dell’usuale 15%, il 70%. Mi sa che la cameriera è ancora lì che conta i soldi, e spera in un mio ritorno. Per carità è stata molto carina, ma il fatto è che mi sono sbagliato. I dollari sono veramente brutti ed incomprensibili: tutti uguali, molto meglio i nostri euro colorati.

Di Disney World ho per prima cosa visitato l’ Epcot center, che dovrebbe essere il parco tecnologico a sfondo didattico, non mi è piaciuto tantissimo, anche se ci stetti tutto il giorno.

Andare a Disney World significa fare delle scelte, ma c’è Biancaneve che fa gli autografi

Il momento più significativo è stato quando ho visto una bambina che chiedeva l’autografo a Biancaneve. Non era nemmeno nel suo parco, forse era passata a trovare un’amica…o nel suo castello stavano facendo le pulizie?

Gruppo rock su un palco a Disney World, vestiti con kilt scozzese
Bravissimi un gruppo di canadesi che suonavano musica rock con una cornamusa e con tanto di kilt scozzese

Mi sono divertito moltissimo in un paio di attrazioni tridimensionali, in una sembrava che stessero passando dei topi sotto ai piedi! Ci sono buone idee, alcune cose praticamente da museo, altre terribili, e ci sono le attrazioni che rappresentano alcuni paesi del mondo. In pratica sono una serie di negozietti con souvenir, alcuni sono bellini, altri puri ruba soldi per turisti; quello americano è noiosissimo: il loro super patriottismo e la loro auto idolatrarsi è addirittura più incomprensibile del baseball.

Magic Kingdom

Oggi sono andato a Magic Kingdom, ossia il parco Disney per eccellenza. E’ tanto grande che certe cose ti piacciono per forza. Anche qui mi son piaciute moltissimo le attrazioni con filmati tridimensionali, mentre i 45 minuti di fila per Peter Pan sono stati dolorosi.

In generale oggi mi son divertito più di ieri, probabilmente perché mi girava meglio, c’ era più roba all’aperto, quindi meno aria condizionata. All’aperto è un caldo che cuoce, ma certe escursioni termiche a me danno un fastidio bestia, e soprattutto ero molto meno stanco.

Devo ammettere che la cosa che ricorderò maggiormente del mio andare a Disney World è il pranzo di oggi: una coscia di tacchino da passeggio. Va tenuta con un foglio di carta in mano, e mentre cammini gli dai un morso ogni tanto, come se fosse un gelato.

A Disney World una famigliola mangia cosce di tacchino da passeggio. Un grosso uccello bianco è vicino e li osserva
Una famigliola intenta a mangiare coscia di tacchino da passeggio Chissà cosa passava dalla testa del grosso pennuto davanti a loro

M’ aspettavo una gigantesca carrellata di personaggi Disney, invece non se ne vedono tanti; meglio perché quelli più famosi non mi sono mai stati tanto simpatici. Credo che Topolino pagasse le tangenti al commissario Basettoni; Paperino è sclerotico; Paperon de Paperoni è troppo assonante con Berluscon de Berlusconi; di Nonna Papera apprezzavo la torta, ma la dava a Paperone solo perché ha i soldi; i miei preferiti erano Paperoga ed Eta Beta!

Con questa digressione avrò offeso qualcuno, evviva! magari finalmente arriva qualche critica!

Verso il finale

Confesso che sono un po’ scarichino, un po’ la stanchezza, un pò la smaronatura da fine viaggio e quindi ritorno a casa, un po’ la sensazione che il meglio è passato, poi una mail che mi ha fatto incazzare un casino dall’Italia; vabbè, cercherò di prendere il meglio anche dagli ultimi giorni.

Se mi ricapitasse, negli Usa rivisiterei certamente New York, Boston e New Orleans; Washington e Filadelfia no, mentre Disney solo con dei bambini, credo sarebbe diverso.

Domani Miami! Spero che la mia cicerone avrà un po’ di tempo per me. Ci tengo molto ad andare a Key West, tutti mi dicono che sono splendide. Sono isole coralline collegate da una strada che è come se attraversasse l’oceano, ma non so come e se ci riuscirò perché la cosa migliore sarebbe la macchina, e non so quanto mi convenga affittarla da solo, vedremo.

p.s. non ho fatto tantissime foto, 3/4 rullini. Di solito ne faccio molti di più, ci mancano stranamente le foto stupide, gli autoscatti un pò surreali che di solito faccio, e le foto di mucche (a parte la prima). Però ho fotografato molti scoiattoli, in tutte le pose: mi manca solo lo scoiattolo che tromba poi ho tutte le versioni!

Se decidi di andare a Disney World, per forza vedi il castello di Biancaneve, slanciato, con le alti torri bianche e azzurre
Limmagine più iconica dell andare a Disney World è ovviamente il castello di Biancaneve

I link

Articolo con la foto sul castello vero che ha ispirato Disney: Andare a Praga, in più vedere il castello di Biancaneve

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Una grande pagoda  cinese ricostruita e piena di negozi di souvenir a Disney World
Andare a Disney World significa vedere anche delle rappresentazioni del mondo in generale e poter acquistare souvenir di ogni tipo

I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente

Paesi visitati nei miei racconti di viaggio

Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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Fabio Viroli
Ho sempre avuto tante passioni, ma da sempre più o meno latenti, le principali sono viaggiare e scrivere. Tra le altre cose ho una laurea in psicologia; ho fatto per più di 30 anni l’allenatore di basket; leggo tanti libri; sono stato molto appassionato di sport e di musica rock; e faccio improvvisazione teatrale. IL mio primo romanzo, che non parla di viaggi, si chiama LE TUE GAMBE SONO BELLE COME LE TAGLIATELLE