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Perdersi in viaggio fu uno degli eventi che raccontai in questo che è il secondo resoconto che scrissi via mail in diretta da New York. Lo feci in occasione del mio viaggio in solitaria del 2004.
Oggi sarei dovuto anche andare a vedere quella che diverrà una delle 4 chiese più grandi del mondo, Saint John the Divine. L’hanno iniziata a costruire a fine ‘800 ma non l’hanno ancora finita. Ho fatto un gran giro per arrivarci, mi son dovuto fermare in un bar orrendo perché altrimenti me la facevo addosso. Arrivato davanti, era chiusa.

Cosa fare a New York? non solo perdersi in viaggio ma anche fotografare una mucca
Se avessi avuto una guida cartacea, nel capitolo cosa fare a New York, certamente non avrei letto nulla a proposito di mucche.
Sono proprio fiero della prima foto che ho scattato, non ci crederete, ma ho le prove: una mucca! Sì a New York, e questo farà effetto a chi ha visto le mie foto dell’anno scorso in Olanda. Per metà immortalavano un qualche tipo di mucca. Una persona che ha mi ha sempre sottovalutato, prima di partire ha avuto l’imprudenza di dirmi:
fai tante foto! Meno sceme del solito magari…ah, voglio vedere se trovi le mucche anche la!
Oggi mi sono impegnato per cercare la guida. Intanto ho girato un po’ di posti, così per annusare l’ambiente e per ambientarmi: Chinatown deserta (alle 6…), il ponte di Brooklyn senza attraversarlo (una figata). Mentre Little Italy è una super delusione. Due strade piene di ristoranti, pare che nel nostro paese mangiamo solo.
Ma se una volta lo stereotipo era Italia = pizza, spaghetti e mafia, oltre ai tanti ristoranti, non potevano metterci, che so, almeno un chiosco coi souvenir della Sacra corona unita!?
C’è anche tanta natura. Central Park è adorabile: un ’oasi di verde e se alzi gli occhi vedi le punte dei grattacieli sopra gli alberi e gli scoiattoli che quasi ti saltano addosso.
Tutti i quartieri sono come città diversissime l’una dall’altra: Chinatown di fianco a Little Italy, Brooklyn, Harlem, Manhattan, il Bronx, il Village.

Perdersi in viaggio, il bello della diretta
Ieri mi sono accorto d’aver perso la scheda magnetica che funge da abbonamento settimanale per la metro, 21 dollari e puoi girare quanto ti pare: una catastrofe! Non mi sono fatto prendere dallo sconforto, ed ho pensato: ora torno indietro e la trovo…si, si, ci devo credere! la trovo, la trovo!
E l’ho trovata!! per terra, una soddisfazione immensa. Quasi come quando perdetti le chiavi della macchina nella pista di neve in montagna e poi le ritrovai.
È bello perdersi e poi ritrovarsi; ecco, dopo questa pillola di saggezza, scappo, se non verrò assalito dal sonno, riuscirò a fare un po’ di vita mondana, senza rischiare di cacciarmi nei guai.
Si perché ieri sera sono andato a mangiare messicano, e un po’ il rincoglionimento da sonno, un po’ quello della sangria, ho faticato abbastanza per tornare a casa. Mi sono ritrovato a girare al Bronx, a mezzanotte passata e con qualche brutto ceffo che mi guardava male. Dopo un paio di tentativi, sono riuscito a prendere il treno giusto. Non avevo capito che alcune stazioni chiudono prima, probabilmente nella mia guida ci sarà scritto, sigh…Comunque tranquilli che me la so cavare anche da cotto e bresco, ciauz!

L’immigrazione negli Usa, sono un italiano fortunato
Sono andato a vedere la Statua della Libertà su cui non si può salire dal 11 settembre: davvero imponente. Ma soprattutto sono andato ad Ellis Island, una sorta di museo dell’immigrazione negli Usa. Nell’isoletta vicina alla Statua della Libertà venivano fermati e controllati gli immigrati tra la fine del’800 e i primi decenni del ‘900. E’ stata una delle visite più interessanti finora.
Sono spiegate le condizioni e le storie di quei milioni di persone che poi hanno fatto l’America. Pensate che chi partiva per esempio da Napoli, ci metteva 22 giorni di viaggio (gli stessi miei di vacanza). Poteva essere che per qualche motivo ti rispedivano indietro. Credo che chi ce l’abbia fatta, e che poi si sia inserito qui, doveva per forza avere 2 palle grandi così.
Il nanetto qui di seguito immortalato era Fiorello La Guardia, uno dei primi immigrati italiani affermatisi. Tra le altre cose lavorò come interprete ad Ellis Island, prima di essere per tre mandati sindaco di New York. Si può considerare un emblema dell’immigrazione negli Usa

Una delle cose che preferisco di New York è la sua totale integrazione razziale. E’ stata faticosa da raggiungere. Mi piace moltissimo girare in metropolitana, un po’ per far rifiatare i miei piedini, moltissimo perché sto raccogliendo decine di aneddoti di ogni genere osservando la gente. In generale del fare un viaggio come il mio, è anche bello fermarsi in una panchina e guardarsi attorno per vedere la vita, la gente, un cane che gioca col padrone, un pezzo di cielo, bambini che sguazzano in una fontana, una faccia strana, situazioni belle che magari si potrebbero vedere anche da noi, ma che solo in vacanza puoi permetterti di osservare.
Altri musei
Sono andato nel museo di storia naturale e per colpa di quella ciofeca della mia guida per 50enni ricchi, non ho potuto godermelo. (NDR ora che sono un 50enne povero che non usa più le guide, questa cosa mi fa molto ridere)
Infatti, mi indicava erroneamente che sarebbe chiuso alle 20:00 e così, arrivato tardi, l’ho dovuto vedere di corsa. Peccato perché è davvero interessantissimo; ci sono diversi scheletri di dinosauri originali, e mi stava venendo lo spunto per fare diverse foto sceme, un peccatone. Ci sono potato stare appena 2 ore, ne meritava almeno 4.
Tra i dormienti all’ostello sono il primo a partire e l’ultimo a tornare: considerando il mio ritmo forsennato direi che ci vogliono almeno 6 giorni per veder bene l’essenziale.
Dunque, mi sveglio quando mi va (prestissimo), vado a letto quando mi va (tardi), mangio quando mi viene voglia, non ho nessun orario da rispettare: che potrei voler di più, considerando poi la mia vita solita, piena di appuntamenti e scadenze?
NDR Non tutti i visitatori vanno ad Ellis Island che, secondo me invece è imperdibile; in questo link si può approfondire.

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