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Sapevo degli incendi in Canada, ma quello che mi preoccupava nelle montagne rocciose, erano gli orsi. Sì perché innanzi tutto le montagne rocciose sono anche canadesi e non solo statunitensi come qualcuno crede.

Durante questo viaggio lessi il romanzo di Bill Bryson: Una passeggiata nei boschi. Lo scrittore statunitense racconta le sue peripezie lungo il sentiero degli Appalachi negli Usa. Decide di intraprendere quasi senza preparazione, un cammino molto lungo, ed è ben diverso dalle gite che faccio solitamente io. Tant’è che dal suo racconto emerge nettamente il quanto sia faticoso camminare e il frequente terrore per gli orsi a cui dedica un capito intero di episodi per così dire spiacevoli.
Per me camminare dei boschi non è quasi per niente fatica, ma soprattutto una gioia rigeneratrice per tutto quello che mi arriva dalle orecchie, dagli occhi, dal naso e dalla pelle. Ma nelle montagne rocciose non posso nascondere che avevo un filino di preoccupazione. In giro la loro presenza è palpabile; tanti cartelli, i bidoni creati apposta anti-orso e soprattutto lo spray. Tutti ti chiedono se l’hai con te. La ragazza dell’ostello che mi noleggiò la bomboletta, mi rassicurò sul fatto che funzionava bene anche contro gli alci, che in realtà sono anche più pericolosi.

Tragedia nelle montagne rocciose, comincio a cantare
Incamminandomi per il sentiero che partiva proprio dal centro di Banff pensai che sarebbe stato un percorso affollato, quindi più sicuro, poiché portava in un posto molto gettonato. Dopo poco e per parecchio invece mi ritrovai completamente da solo, in un paesaggio meraviglioso che costeggiava un fiume. Cominciai a cantare ad alta voce un lungo poema inventato da me sul momento. Date le mie doti canore, ero certo avrei tenuto lontano chiunque.


Prima degli incendi in Canada, tutto era come il parco nazionale di Banff, un gioiello
Dormivo nel più economico paese di Canmore, da dove c’è una capillare rete di trasporti che ti porta sia nella più importante Banff che davanti agli ingressi di molti percorsi. Uno dei più belli è quello che porta ai Grassi Lakes, si chiamano così in onore di Lorenzo Grassi un italiano immigrato a inizio del 1900 con una storia bellissima e purtroppo poco conosciuta, che potete leggere qui.

Altro posto con vedute incredibili e bei giri è il Lago Luise, anch’esso però davvero affollato. A me piace camminare in solitudine, ma proprio in quei giorni ci fu il fatto di cronaca relativo ad un motociclista italiano che si fece sbranare da un’orsa in Romania. Quel signore se l’era andata a cercare avvicinandosi ad una mamma orso coi piccoli e violando un po’ tutte le indicazioni e comportamenti sensati. Però in Canada l’escursionismo in solitaria può essere pericoloso.
La strada per Jasper si caratterizzò per 4 ore e mezzo memorabili. Qualcuno l’ha nominata la strada più spettacolare del mondo. Il paesaggio somiglia a quello delle Dolomiti, ma la natura qui è sterminata; per migliaia di km potresti non trovare nessun essere umano o costruzione. Attraversare questi loghi da una sensazione di infinito verde, un susseguirsi di montagne, ghiacciai, fiumi impetuosi, laghi dai colori irreali, con alberi altissimi.

A Jasper mi trovo nel territorio degli incendi in Canada
L’ ultima mezz’ora del percorso in autobus è stata shoccante. La stessa infinità di verde ora era composta da un susseguirsi senza fine di vegetazione annerita. Ecco l’esito degli immensi incendi che ha colpito il Canada negli ultimi anni. Poco prima di arrivare nel centro del piccolo paese, vidi i container dove vivono i tanti che hanno perso la casa. Gli ultimi alberi bruciati erano a pochi passi dal centro e dalla stazione ferroviaria. Nonostante la mestizia che grava in aria triste, sono stati bravi a sistemare, anche i sentieri sono stati sistemati, solo che passano in mezzo ad un bosco morto.
Arrivai di sera, e al mattino seguente per prima cosa andai al centro informazioni per capire la situazione. Chiesi anche degli orsi, un ragazzo gentile mi rispose: gli orsi se ne sono andati. Le immagini dicono molto più delle parole in questo caso. Il sentiero più gettonato parte dal paese e sulla collinetta vicina. Si vede a 360 gradi il bosco, il fiume, quello che rimane del piccolo paese, lo spicchio di verde foresta rimasta illesa e dietro le vette innevate anche d’estate. Trovai questo momento un intenso mix di bellezza e tristezza

Nella mia camera dell’ostello c’erano due ragazzine del posto. Mi sono immaginato che non avendo più la loro camera, preferissero quella soluzione al container coi genitori. In generale, e al di là della zona incendiata, avendo più giorni, sarebbe più interessante godersi la natura e fare dei trekking piuttosto che visitare le città, ma essendo potenzialmente pericoloso, si perde un po’ di gusto.

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