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Non mi aspettavo di trovare quelli chiamati i nuovi tossici anche nelle città del Canada. Ero molto ignorante sull’argomento, che vi invito ad approfondire in questo articolo della fondazione Mario Negri.
Avevo letto qualcosa e mi ero immaginato che fosse un’unicità delle grandi città statunitensi. Ma in effetti le più popolose città del Canada sono tutte molto vicine al confine con gli Usa.

I più sono stesi per terra che guardano per tutto il giorno nel vuoto. Quando camminano sembrano gli zombie dei film dell’orrore. Ne ho visto uno più vivace intento a prendere a pugni un albero. A quando pare basta una dose minima per avere dipendenza, e a quel punto non ne vieni più fuori. Il ragazzo della reception mi spiegò che, poiché sono spacciati ed irrecuperabili, è lo Stato stesso che gli dà la droga per mantenerli in vita.

Vancouver, la mia prima città del Canada (dove vedo anche i nuovi tossici)
Arrivato di sera tardi a Vancouver dopo il lungo viaggio, mi fiondai a letto per iniziarla a scoprire deserta all’alba del mattino dopo. Faticai a trovare un caffè perché erano ancora tutti chiusi. Sul lungomare pedonalizzato e verdissimo, incrociai un signore con il classico bicchierone di caffè da asporto e gli chiesi dove l’avesse preso: Nel mio hotel, ma al bar possono accedervi anche gli ospiti da fuori.
Meno male! L’obiettivo era di andare a Stanley park e in effetti non avrei trovato un’alternativa. In mezzo alla natura con una vera e propria foresta di alberi altissimi, sembra incredibile che sia tanto vicino ad una delle città più moderne del pianeta. La prima foto del viaggio fu di due scoiattoli mentre facevano l’amore, gran bell’inizio!
Nel vasto parco avevo adocchiato i totem dei nativi. Sono delle repliche di originali esposti altrove. Mi viene da pensare che qui sono stati sterminati meno che negli Stati Uniti solo perché c’era ancora più spazio e tanti territori inospitali dove nascondersi.

Granville island è considerato il quartiere storico della città. Ci si arriva con un breve tragitto di traghetto anche se non è un’isola. In realtà si tratta di una vecchia area industriale di 100 anni fa, gli spazi sono stati riconvertiti soprattutto in negozi e bar. Mi sono fatto trascinare dalla gola, e un pranzo fatto di spuntini presi in posti diversi, alla fine è diventato impegnativo.
Alloggiavo a Gastown, la parte più antica e centro storico della città, pieno di negozi e locali. Dalla mia stanza vedevo e sentivo il curioso orologio a vapore, che ogni 15 minuti fischia. Mai avrei immaginato che ad un isolato avrei trovato la distesa di tossici.

I nuovi tossici anche a Victoria
Avevo molte aspettative verso Victoria. Decisi di arrivarci in giornata da Vancouver quindi gli potei dedicare poco tempo, ma per la città è anche bastato perché non molto grande. Posso dire che la natura l’ho vista dai vetri di autobus e traghetto per arrivarci.
In attesa del bus che dal centro di Victoria mi avrebbe portato dove prendere il traghetto per Vancouver, non potei esimermi dall’essere spettatore di una scena deprimente.
In molti ricorderanno nei vecchi giochini elettronici, quando l’icona andava in tilt facendo avanti e indietro in un piccolo spazio, sempre lo stesso senza essere in grado di uscirne. Sul lato opposto della strada, nell’androne di un negozio che in quel momento era chiuso, c’era un ragazzo poco più che ventenne, indubbiamente un tossico di Fentalyn. Testa a penzoloni, passo strascicato, sguardo nel vuoto. Per quasi tutto il tempo in cui aspettai il mio autobus, quel poveraccio ripetéavanti e indietro quei pochi passi. Ad un certo punto arrivò un tizio messo poco meglio di lui, e se lo portò via.

In quei giorni ho pensato molto al romanzo Infinite Jest di Edward Foster Wallace, che parla sia di dipendenze alle droghe che dell’identità canadese.
All’epoca ancora mi facevo del male postando foto e contenuti su alcuni gruppi di teorici viaggiatori in Facebook. Non ho fatto foto dei tossici, ma mi pareva interessante raccontarlo, ovviamente parlando anche del resto. Secondo me viaggiare è anche osservare il brutto di quello che abbiamo attorno. C’è chi me ne ha dette di tutti i colori perché stavo denigrando tutto il Canada.
Toronto e cascate del Niagara
Una meta da non perdere se si va in Canada è Toronto e da lì, l’escursione che con mezza giornata ti fa visitare le cascate del Niagara. Si potrebbe misurare la civiltà di un paese considerando questi 4 parametri

- acqua gratis potabile facilmente accessibile
- bagni pubblici puliti e diffusi
- carte credito accettate ovunque e per ogni costo
- consumo libero di droghe leggere, acquistabili in negozi specializzati
Posso affermare che in Canada ho potuto sperimentare la loro civiltà.
Poiché giorno seguente mi sarei svegliato all’alba, pianificai una serata casalinga nella mia unica notte con singola del viaggio. L’idea era di mangiare a letto guardando in tv quelle gare su chi cavalca meglio i tori (le donne i pony). Ma un po’ che era vietato cenare in camera, un po’ per i topi in cucina, optai per una panchina del parco su cui si affacciava sia il mio alloggio che il negozio specializzato di cui sopra. Fu a modo suo, comunque una piacevole serata casalinga.
Ero in una traversa di una delle vie principali della città, Spadina Avenue. Preciso che non c’entra nulla con Spadino, il nipote di Fonzie in Happy days. A pochi isolati anche dalla celebre Cn Tower e quindi anche se con poco tempo, girando a piedi, vidi l’essenziale. Anzi mi spinsi fino al Distilleryv district, un’ex area industriale ben recuperata e usata spessissimo come location per film. Ospita con diversi locali e d’estate il festival del cinema sponsorizzato Lavazza. Feci merenda guardando le prove di uno spettacolo con Marcello Mastroianni sullo sfondo e delle canzoni di opera diffuse dagli altoparlanti.

Niagara
Avvicinandosi dall’alto alla celebre cascata tutti a dire: oh, eh. Io ci arrivai da dietro ed in effetti, dall’alto lo spettacolo è meritevole. Da sotto invece non si vede nulla, la manciata di minuti sul battello che si avvicina, sono 30 euro di spesa inutile. Si fa una lunga fila e ti danno un poncio enorme, ma ci si bagna comunque. Una scena molto divertente è vedere i ragazzini avvolti nel poncio a cui i genitori fanno diversi nodi perché i figli possano muoversi minimamente. Qui feci una merenda di fish and chips con concertino live.

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