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Il mio stop a Vang Vieng è stato l’emblema della mia pianificazione errata del viaggio. Anche se poi mi ha dato l’opportunità di fare il mio primo giro in mongolfiera.
Il mio primo viaggio nel sud est asiatico fu ricchissimo di incontri e conoscenze di persone davvero interessanti. Il viaggiare in solitaria in questa zona di mondo rende solitamente molto facile incontrare altri viaggiatori zaino in spalla. Sono tanti; sono facilmente riconoscibili e tutti usano i mezzi pubblici.
Rispetto al viaggio in Thailandia però questa volta non feci vere e proprie conoscenze: perché non frequentai gli ostelli. Il Laos non è molto turistico e incrociai soprattutto grupponi di cinesi chiassosi. Quindi, non trovai molti altri backpacker e comunque piuttosto giovani rispetto a me. È risaputo che è un’esperienza che fanno molto i ragazzi; ma in giro ci saranno anche abbastanza viaggiatori zaino in spalla attempati come me?

Incontri in viaggio
Checché se ne dica, è più facile fare conoscenza sincera con altri viaggiatori, piuttosto che con gente del posto. Generalizzando, nei paesi ricchi vieni ignorato, mentre nei paesi poveri, al massimo sei considerato un portafoglio con le gambe.

Proprio perché poco turistico e con le mete principali abbastanza standardizzate, mi capitò di reincontrare più volte certe persone che in qualche modo si facevano notare. A Vientiane rividi ben quattro volte nel giro di due giorni un tizio riconoscibile a distanza anche se mimetizzabile in un giardino. Indossava bermuda dal colore fosforescenti, un cappello da pescatore, occhiali da sole a specchio anche di notte e soprattutto un’incredibile camicia floreale.
Incontrai quattro volte anche tre russi; in due di queste si accingevano a saltare la fila. La prima volta in stazione quando i treni del Laos hanno solo posti numerati; la seconda per entrare nel palazzo reale di Luang Prabang, per una fila di due minuti d’orologio.
Quando invece ci si ferma a chiacchierare con qualcuno solitamente ci si confronta sul viaggio attuale e su altri. Nella navetta dalla stazione di Luang Prabang conobbi una coppia di Rotterdam, avevano disdetto l’affitto e prima di cercare nuovo lavoro e nuova casa, avevano deciso di fare un viaggio di mesi in Asia.
Lui era alto più di due metri e mi raccontò di quanta fatica facesse con le misure di bagni e mezzi, standard per i piccoli laotiani. Gli raccontai che ero andato ad acquistare delle mutande in un mercato; solitamente porto le XL, dovetti prendere le XXXL. Lei mi diede delle dritte interessanti per un viaggio in Tibet, e parlammo delle alluvioni a cui loro sono abituati da sempre, mentre per la mia terra è una triste nuova abitudine.
Vang Vieng
Vang Vieng fino a qualche anno fa era un luogo di ritrovo per backpacker in cerca di emozioni forti. Girava tanta droga e tanto alcool e l’attività principale era fare il tubing ubriachi lungo il fiume Nam Song.

Pare che dopo qualche decina di ragazzotti tornati a casa inscatolati, i governi di alcuni paesi occidentali abbiano fatto pressioni, e adesso il tutto è stato normato. Nella zona ci sono anche altre attività in qualche modo adrenaliniche e non sicurissime, tipo escursione in grotte, tour in kayak (oltre che il tubing), rafting, arrampicate; tutta roba che a me non interessa.
Trovai il paesello estremamente noioso: 2 strade impolverate piene di attività per turisti. Se non fosse stato di strada tra Vientiane e Luang Prabang e se non avessi saputo prima della ferrovia, col senno di poi non mi sarei fermato assolutamente. Per dare un senso a quella giornata decisi di fare la mia prima esperienza su una mongolfiera. Francamente mi aspettavo di più. Il giro fu breve e soprattutto sopra ad un villaggio senza quindi inoltrarci tanto tra le spettacolari valli che ci sono da quelle parti; ma come prima volta è stato bello.
Giro in mongolfiera

Nel mio gruppetto, c’era una coppia e ben 6 in viaggio da soli, di cui 4 donne. Alla faccia di chi mi dice che una donna non può andare in giro da sola. Una era inglese e si era data troppo profumo, oltre che vestita da sera. La Danese era una guardia reale; di quelle che fanno la guardia al palazzo reale e come in tutti i paesi con monarchia fanno le cerimonie per il cambio della guardia. Ci raccontò del suo cappello fatto con pelo d’orso. Ovviamente non ammazzano più orsi e quindi riciclano gli stessi cappelli da sempre.
Delle 2 francesi una era troppo carina, faceva male al cuore. L’altra ci fece vedere i suoi due tatuaggi. Uno era il disegno di una gallina, e convenni che era molto comodo per ordinare al ristorante di un paese in cui non si conosce la lingua. L’altro tatuaggio era una scritta in italiano: il peggio è passato. Mi preoccupai che non fosse a causa di un connazionale donnaiolo (sono terribili); ma mi rassicurò, aveva scelto di farla scrivere solo perché in francese era troppo lunga.
Dopo queste chiacchiere una volta mi avrebbero proposto di fare bisboccia, e magari andare a cena, invece no, una volta sarebbero state mie coetanee, sono fuori target.
Link di video e generali
Qui c’è il video fatto dalla mongolfiera: Mongolfiera in Laos, live on travel
Qui invece quello che feci dopo pochi mesi in Cappadocia, Turchia: Video quasi live dal viaggio in Turchia: parte 2
Home viaggio Viaggio in Laos e Cambogia con guida inadeguata
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I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente
Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio
Paesi visitati nei miei racconti di viaggio

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