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Esaudii il progetto di andare a Praga d’inverno nel dicembre 2014. Stetti via 5 giorni con un mio fratello; ci andammo in auto. Oltre che a Praga ci fermammo a Fussen all’andata e arrivammo a Dresda, sempre in Germania, prima di tornare.
Questo fratello era andato a vivere in Australia, e dopo tre anni e mezzo tornò per una vacanza. Gli proposi di fare qualche cosa assieme, dopo gli anni del deserto e della modernità, aveva voglia di vecchia Europa. Confidai che sarebbe stata la volta buona per trovare la neve a Praga.

Per andare a Praga, tanta neve in Baviera
Ne trovammo tantissima, ma non a Praga, bensì per strada. Nell’ arrivare a Fussen in Baviera per la prima tappa attraversammo il Brennero. Nell’ultimo pezzo di strada attraversammo boschi con abeti altissimi sotto ad una bufera. Il contrasto tra il folto nero della selva ai lati e il candore della strada fu una meraviglia.

Arrivammo tardi la sera del 31 dicembre, cucina chiusa, il nostro cenone fu con un panino e le birre del frigo bar. Esausti, per la tirata automobilistica ci addormentammo ben prima di mezzanotte. Considerato il risveglio, fu uno dei capodanni più memorabili della mia vita. La bufera era terminata e la giornata era luminosissima; tirare le tende fu uno spettacolo. Ma, il meglio doveva ancora venire e lo raggiungemmo nel parcheggio del Castello di Neuschwanstein.
Sapevamo che l’interno era chiuso, ma non avevamo avuto alternative (io avevo i giorni obbligati), e comunque ci andava bene vederlo da fuori e da vicino. Probabilmente lo abbiamo visto nella sua versione migliore e più fiabesca. Mi piace pensare in quella che lo ha fatto scegliere da Walt Disney come fonte di ispirazione per realizzare il castello di Biancaneve.

C’è una breve strada pedonale nel bosco per raggiungerlo, ma potevamo dirci già soddisfatti nel parcheggio; l’immagine in evidenza, rigorosamente senza filtri, è quella che ci appalesò mentre, chiudendo la portiera dell’auto dicevo: chissà, forse si vede anche da qui.

Evviva, qua si può fumare!
A Praga era freddo, ma niente neve e ci beccammo solo una pioggerella, soprattutto in fila per il castello. Mi ricordavo di strade e luoghi e feci quasi la guida a mio fratello, tornammo anche nelle trattorie che mi erano piaciute tanto la volta precedente. Anche questa volta capitò di condividere il tavolo, ma non con una coppia di belle canadesi.
Una sera in cui eravamo io e lui, iniziò a farmi un discorso con un gran preambolo. Mentre arrivava al dunque, la classica nuvoletta dei cartoni animati si alzò da me e immaginai per cosa mi stesse ringraziando.
- La bellezza di Praga
- Il miniviaggio on the road
- La birra ottima ed economica
- Proprio l’atmosfera da vecchia Europa che gli mancava da tempo
- Il poter passare del tempo assieme dopo gli anni di lavoro e solitudine australiani
E invece no, mi stupì. Quello di cui mi era tanto grato era che lì si poteva fumare nei locali, per lui era fantastico.
Un pomeriggio ci separammo, io miravo ad una certa esperienza che a lui proprio non interessava e così la feci da solo: il bagno nella birra.

Tappa a Dresda
Andare a Praga non ci bastava e per tornare indietro allungammo la via arrivando a Dresda, in Germania. Purtroppo avevamo poco tempo da dedicarle e mi sono ripromesso di tornarci per visitarla con più calma, magari entrando in qualcuno dei suoi musei. Fu una serata importante, perché anni dopo utilizzai l’aneddoto dell’aver perso e poi ritrovato la macchina fotografica, per agganciare un’adorabile parigina in Cambogia.
Finalmente andare a Praga e trovare neve
Quella della neve a Praga stava diventando una fissa, ma non abbastanza per farci un viaggio apposta, in fondo avevo anche il mondo intero da scoprire. Ci tornai altre due volte un po’ per caso e mi andò bene. La prima con i ragazzi della società di basket dove alleno, ma niente e in fondo fu meglio così perché scarrozzare degli adolescenti è già complesso in condizioni meteo tranquille.

Con pochissima speranza, ci passai un’altra volta, in occasione di uno scalo per andare in Egitto. Avevo quasi i minuti contati, ma calcolai con un po’ di azzardo che sarebbero bastati per dare un’occhiata al ponte Carlo e da lontano al castello e mangiarmi anche un panino. Trovai un posto poco tipico, che faceva panini, ma con una finestra sul lungofiume e mentre mi ingozzavo guardando l’orologio, iniziò a nevicare! Evviva, ce l’avevo fatta!
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