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Primo piano ravvicinato di uno scoiattolo, si vedono bene le zampette
Continuo a fotografare scoiattoli

Nell’andare a Boston iniziai a pensare che non era una bella idea quella di muovermi via ferrovia. Questo è il primo dei resoconti via mail che feci dopo i quattro da New York. Fu in occasione del mio viaggio in solitaria del 2004.

Dopo 5 giorni di full immersion nella Grande mela, cominciai a frullare per la costa est saltellando tra una città e l’altra. Anche Boston fu un centro importante di immigrazione. Il seguente articolo spiega come poter trovare traccia di eventuali parenti immigrati nei secoli scorsi.

Nella foto in evidenza, con IA scherzo sulle mie aspettative verso le ferrovie statunitensi. Si rivelarono proprio malmesse. Molto meglio quelle Canadesi che sperimentai molti anni dopo: Coast to coast del Canada

Boston, Washington e Filadelfia

Sarò breve perché sono in una macchinetta che mi costa un capitale. Sono arrivato da poco a Washington, ne vedrò una parte stasera, un’altra domani sera e sabato, perché domani passerò la giornata a Filadelfia.

Sono un po’ zoppo…mi fa male un piede (credo d’aver camminato troppo a New York). Siccome cammino appoggiando male i piedi, mi sta venendo una vescica…uff…Sono i contrattempi scontati di quando hai tanta voglia di conoscere e scoprire posti nuovi che solo girando a piedi puoi notare ed apprezzare.

Un vecchio mezzo anfibio militare dipinto di azzurro e utilizzato per trasportare turisti nei tour di Boston
Bella idea per trasportare turisti

Andare a Boston in treno

Boston è proprio bellina, sono d’accordo con chi l’ha definita molto europea, direi irlandese per i moltissimi pub (non a caso a metà ‘800, quando in Irlanda ci fu la carestia emigrarono qui in massa). Purtroppo non l’ho potuta visitare abbastanza bene per un problema organizzativo di trasporti.

Martedì ho perso mezza giornata per sistemare i trasporti col treno, io sono un po’ rincoglionito col mio inglese artigianale, ma le ferrovie americane mi stanno lasciando perplesso. Ho scelto di muovermi con le ferrovie, influenzato dai troppi film western imposti da mio padre quand’ero bambino.  Beh, se vi capita di venire da queste parti, non fate come me; se dovete usare i mezzi pubblici, decisamente meglio aerei o bus.

Ma tra le cose belle del viaggiare per conto proprio c’è anche il doversi arrangiare per trovare le soluzioni di ogni genere, però se ci perdi molto tempo dispiace.

Biblioteca dell'Università di Harvard, in stile classico con una grande scalinata. Per  me da non perdere se si decide di andare a Boston
Biblioteca di Harvard da non perdere se si decide di andare a Boston

Visitare Boston e Harvard

Ho girato anche i quartieri residenziali, e visto le tipiche case americane, quelle che si vedono nei film. Una pareva la casa della famiglia Addams ristrutturata.

Mi sono anche fatto un giretto nella mitica università di Harvard ed ho passeggiato per il parco ed i vialetti dove hanno girato Screem. E’ diversissimo dalle nostre università, soprattutto se penso a dove ho studiato io a Bologna.

Ho visitato anche il museo di storia naturale di Harvard. Secondo me è una tappa irrinunciabile se si decide di andare a Boston. C’è una bellissima collezione di sassi e un’ incredibile esposizione di piante tropicali stranissime, fatte in vetro, ma che paiono esattamente identiche al vero, anche nei più minimi particolari.

Ah, mi sono dimenticato di dire che a New York sono andato al Coyote Ugly (per chi ha visto il film…carino…).

Ma ho visto anche pipistrelli giganti imbalsamati. E soprattutto la testa di uno degli acerrimi nemici di Megaloman. Ve lo ricordate quel tizio biondo con la tutina aderente che prendeva a calci i dinosauri? Se non sapete chi è, andatevelo a cercare su youtube, merita.

Fossile di testa di dinosauro
Testa di dinosauro

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Tutte le parti della pianta della banana, realizzate in vetro, ad Harvard
Al museo di storia naturale di Harvard autentiche banane di vetro

I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente

Paesi visitati nei miei racconti di viaggio

Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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Fabio Viroli
Ho sempre avuto tante passioni, ma da sempre più o meno latenti, le principali sono viaggiare e scrivere. Tra le altre cose ho una laurea in psicologia; ho fatto per più di 30 anni l’allenatore di basket; leggo tanti libri; sono stato molto appassionato di sport e di musica rock; e faccio improvvisazione teatrale. IL mio primo romanzo, che non parla di viaggi, si chiama LE TUE GAMBE SONO BELLE COME LE TAGLIATELLE