Questo articolo è disponibile anche in:
Come nelle prime volte, anche nelle ultime mi capitarono alloggi inconsueti in Inghilterra. In particolare, andando a trovare la mia amica che vive a Londra, mi addentrai meglio nel clima british.
Parlammo delle difficoltà di inserirsi, in un paese nuovo e in una città così grande e faticosa. Soprattutto venendo da una realtà piccola come Cesena. Però in Inghilterra le possibilità ci sono. A loro non interessa da dove vieni, ma solo se sei formato e capace. Lei iniziò subito a svolgere lo stesso mestiere che faceva in Italia, pur non avendo ancora un inglese perfetto. E non un lavoro qualunque, ma da laureata e con molto contatto con le persone.
In questo articolo racconto di aneddoti vissuti nel luglio del 2022 e altri nel gennaio 2024.
La mia prima volta nel Regno Unito
E la volta in cui ci andai per lavorare

La locandiera suscettibile
Spesso non scrivo recensioni di alloggi e locali. Durante il viaggio in solitaria del ’22 lo feci, anche per il molto tempo libero e la connessione sempre a portata di mano. All’alloggio di Oxford diedi una votazione di 9 su 10. Omisi di aver trovato un paio di capelli lunghi mezzo metro (quindi sicuramente non miei). Sottolineai che non fosse vicinissimo al centro (informazione tra l’altro scontata) e che per me alto quasi 1,90 il letto era un po’ piccolo. Mi ero immaginato che magari per un eventuale 2 metri poteva essere un’informazione importante.
Dopo alcuni giorni la proprietaria incavolatissima mi scrisse un papiro acido: mai le avevano dato meno di 10. E lei mi aveva dato il massimo nonostante non mi fossi tolto le scarpe all’ingresso. Avrebbe fatto reclamo e chiesto che mi cacciassero dal sito.

Il re degli alloggi inconsueti in Inghilterra, e fortuna che era un bed senza breakfast
Anche gli Inglesi vanno al mare e in tanti vanno in Cornovaglia. Non ci sono gli affollamenti che si possono trovare in Italia e solo i più temerari fanno il bagno, ma a me è piaciuta tantissimo. Mi si è anche rinforzata l’idea di fare il cammino che gira tutto intorno al Regno Unito. Anche se c’è il problema degli alloggi che sono particolarmente cari.
Avevo trovato una stanza in un paesino nell’entroterra, perfetta base per i miei 3 giorni di toccate e fuga nei vari posticcini tutti a poca distanza. Se posso scegliere preferisco sistemazioni indipendenti, soprattutto senza i padroni di casa tra i piedi, perché seppur raramente può capitare che ce ne siano di invadenti. Questa sistemazione la definirei inquietante. Era una tipica casa inglese, mini-giardinetto, auto parcheggiate davanti, interni con molto legno scricchiolante e l’immancabile moquette. La mia stanza, piena di bambole era il luogo perfetto per un film dell’orrore.
La proprietaria un paio di giorni prima, chiedendomi l’orario del check-in mi rivelò che era addirittura eccitata dall’idea che sarei arrivato. Viveva da sola al piano terra e mi disse che la prima notte sarei stato l’unico ospite. Quando nella seconda arrivò una coppia di Indiani mi sentii più al sicuro.
Per salire si doveva attraversare la cucina piena di piatti sporchi posati ovunque e con odori inconsueti. Disse che avrei potuto usare il piccolo bar all’ingresso. Peccato ci fosse accatastato di tutto sia nel divanetto che sugli sgabelli. Sul bancone faceva sfoggio la confezione di cartone con una dozzina di yogurt scaduti da un anno e mezzo.

Un’ Italiana a Londra
Per anni ho considerato Londra la città più bella al mondo da visitare. Sia per le tante e varie cose interessanti da vedere e vivere che per la storia. L’idea di tornare dopo un quarto di secolo in quella che era stata la meta principale del mio primo viaggione in solitaria mi elettrizzava. Ad aumentare la voglia di tornarci il fatto che l’anno prima avevo letto London di Edward Rutherfurd. Racconta la storia della città mescolando fantasia realistica ad eventi e personaggi storici.
Avevo una gran voglia di andarci ma avevo deciso di starci solo un paio di giorni per non penalizzare la parte dove non ero mai stato.
Dalla prima volta c’erano state molte novità, soprattutto i palazzi moderni e la vivacità del lungofiume sud e da lì il ponte pedonale che porta direttamente a Saint Paul. A proposito di ponti, in seguito a tutta una ricerca che ho fatto sui misteri d’Italia, mi ha fatto un certo effetti quello dei frati neri, sotto le cui travi nel 1982 venne trovato impiccato il banchiere Roberto Calvi. E dove ora c’è un incessante via vai di gente che ha preso o prenderà a breve l’aperitivo nei tanti baretti e chioschi (almeno d’estate) dei dintorni.

Mi soffermai più di quando avrei fatto normalmente a Lombard street, che grazie alle mie letture ho saputo che si chiama così perché ci stavano i Lombardi (in realtà Toscani) che prestavano soldi e col tempo è diventata la via con le sedi delle banche più importanti del mondo.
Girovagando mi trovai in mezzo ad un evento scacchistico dove divertiti scacchi umani venivano mossi da due ragazzini.

Il giorno più caldo nella storia di Londra
Il mattino che tornai a casa, nella metro un cartello annunciava che era il giorno più caldo nella storia di Londra. Tutti i cittadini erano invitati a stare a casa il più possibile. Per me che vivo nella pianura padana era un caldo assolutamente affrontabile e questi allarmi da noi ci sono con 15 gradi in più. Ma devo dire che la prima emozione avuta 2 giorni prima scendendo a dall’autobus proveniente da Oxford era stato di sconforto.
Ero arrivato ad Hyde park e diedi subito un’occhiata a quei pratoni che avevo tanto frequentato la prima volta che ero stato lì. Già mi pregustavo un picnic a base di sandwich al tonno steso nel verde. Ma mi resi conto che invece era tutto giallo e rinsecchito.

Quel giorno aveva dato le dimissioni Boris Johnson e dopo poche settimane ci sarebbe stato il funerale della regina Elisabetta.
Quei topi non sono nostri, ma rendono gli alloggi inconsueti
Non ero mai stato in Inghilterra d’inverno, inoltre la mia amica aveva cambiato alloggio e avrebbe potuto ospitarmi. Soprattutto avevamo da una vita in programma un giro assieme e a me mancava un angolino che mi interessava molto.
La mia amica si era preoccupata del mettere le mani avanti sul fatto che l’appartamento era modesto e angusto. Lo condivideva con altri 2 romagnoli e per ringraziarli gli portai dei dolcetti della nostra patria. Io ho dormito in posti impossibili, quindi per me non c’era nessun problema, anzi. Ma non mi aveva detto che avevano avuto problemi con dei topi che però non davano segno di vita da qualche tempo. In effetti questa cosa mi avrebbe potuto turbare un poco, ma mi impegnai a non pensarci e l’accoglienza fu piacevolissima.
Sono molto sensibile alle problematiche degli expat e trovai molto interessante confrontarmi con loro sulle difficoltà e anche le differenze tra i vari paesi. Delle tante chiacchiere che facemmo in occasione della cena della domenica, mi ricordo in particolare di 2 cose. La prima, che i datori di lavoro della ragazza coinquilina chiamavano il panettone pane, come se fosse più o meno come quello che si mangia tutti i giorni. L’altro tema importante dei nostri confronti fu la difficoltà di rapporto con i padroni di casa e i vicini. In particolare, che la vicina spagnola dal cui appartamento si sospettava che si muovessero i topi, sosteneva quei topi non sono nostri.

Le bianche scogliere di Dover
Arrivai il venerdì sera, giusto il tempo per una passeggiata tra Piccadilly, Soho e Covent Garden. Il giorno dopo noleggiammo un’auto. Come i pellegrini dei secoli passati, ci dirigemmo a Canterbury prima e a Dover poi. La celebre cattedrale è assolutamente meritevole, anche considerando che luogo pieno di storia è, a cominciare dal fatto che è dove venne assassinato Thomas Becket, evento determinate nella nascita della chiesa anglicana. In questo link un interessante approfondimento.
Arrivammo a Dover nel tardo pomeriggio. Avemmo il tempo per una passeggiata al tramonto sulle bianche scogliere che tante volte avevo immaginato e visto in libri e film. E da dove si vedono le luci della Francia al di là della Manica.
Il giorno seguente andammo a fare 2 passi nella piccola e carina Rye e a Brighton. Qui però un vento tagliente e gelido ci fece passare più tempo al chiuso per il pranzo e il caffè piuttosto che in giro. La voglia di andare in giro è sempre tanta, ma l’inverno al nord limita parecchio. Fu divertente constatare che se da noi la domenica a pranzo si va a mangiare tagliatelle e tortellini, in Inghilterra, sempre con la famiglia, si va a mangiare il fish and chips.

Home viaggio Problemi con guida a destra? No, ma…..
Tappa precedente Incontrare persone in viaggio e resti di animali preistorici
I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente
Paesi visitati nei miei racconti di viaggio
Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.