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Visitare Vientiane non era certo in cima ai miei pensieri; e gli alloggi in Laos sono tra i più pittoreschi che mi siano capitati.
Come i più non avevo praticamente mai sentito parlare della capitale del Laos. Ma uno dei miei autori preferiti è Tiziano Terzani, e il suo libro In Asia, era pronto da tempo sulla mia scrivania, in attesa di tornare nel continente di cui ha scritto tanto l’autore toscano. E lui di Vientiane ne parla diffusamente, avendola vissuta durante la guerra detta del Vietnam.
Nel seguente link c’è il primo video che feci in Laos, dalla vivace e allegra piazza Patuxai.
Tiziano Terzani musa di ogni viaggiatore
In Asia non è un romanzo, ma una raccolta di articoli che scrisse nella lunga attività di corrispondente estero. Una sempre precisa carrellata di personaggi, eventi e punti di vista del continente, in concomitanza con eventi storici, dalla guerra del Vietnam, al ritorno di Hong Kong alla Cina.

Soprattutto leggere le parti relative a Laos e Cambogia mentre ero lì, ha dato colore al viaggio e la possibilità di capire meglio quei paesi. Inoltre, è stato molto bello poter paragonare la visione di Terzani di decenni prima, con quella che si può avere adesso di paesi che ovviamente sono cambiati assai. Ogni tanto pensavo: chissà se Tiziano si sarebbe mai immaginato questo….
In una delle primissime pagine c’è un messaggio alla moglie scritto proprio appena arrivato e la prima volta in Asia. Lo scrittore è in Giappone e afferma: Vorrei solo scappare da questa assopente tranquillità degli alberghi per manager, che possono lavarsi qui con lo stesso sapone che a Toronto….
Non che io abbia alternativa (per fare molti viaggi devo adattarmi con gli alloggi), ma è proprio quello che dico da sempre: per vivere più in profondità i posti che si visitano, gli alloggi economici sono molto utili.
Per esempio, potrebbe mai capitare che in un hotel non dico a 4, ma anche a 3 stelle, vi diano la tipica colazione laotiana? Eh, non credo proprio, ma ne parlerò meglio nel prossimo capitolo.
Gli alloggi in Laos


Il costo della vita in Laos è molto basso e mi concedetti qualcosa di meglio delle bettole a cui sono costretto nei paesi occidentali. Nonostante questo, spesso per esempio mancava l’ interruttore vicino al letto, o un comodino.
I bagni mignon poi, per me che sono altino, non li ho trovati proprio comodi. In uno dovevo abbassarmi per fare la doccia. In un altro sulla tazza mi dovevo sedere lateralmente.
Ma, come detto, certe scomodità sono anche belle e ti fanno sentire nel luogo. La sistemazione migliore fu quella in un villaggio sul fiume Ou. C’era vista fiume e possibilità di cenare facendo appena una rampa di scale. L’ avere il letto a pochi passi dal ristorante è cosa che in generale una cosa che apprezzo moltissimo.

Dopo una camminata nella jungla tutto gioiosamente impolverato e sudato, mi pregustavo doccia e BeerLao da 66 (costo 20 centesimi) come aperitivo con vista tramonto su fiume e foresta; cenetta e super dormita. Ma c’era un guasto nella linea elettrica; tutto il villaggio era senza e quindi non c’era nemmeno l’acqua calda. Erano le 16:30 e mi rassicurarono che in un paio d’ore tutto si sarebbe risolto.
Invece solo alle 20:30 tornò la luce. Ma, senza avermi detto nulla, pensarono di non stare nemmeno ad aprire il ristorante. Ringraziando il santo inventore della torcia nel cellulare, mi incamminai nella stradella piena di buche enormi che portava al villaggio per cercare un ristorantino aperto. Il buio attorno a me era assoluto, da un lato c’era l’alta sponda del fiume, dall’altro la foresta e tutto attorno le montagne.
Visitare Vientiane dopo 50 anni
Terzani andò la prima volta in Laos esattamente 50 anni prima di me. Del paese con un milione di elefanti (io non ne ho visto nemmeno uno) diceva che non è un semplice luogo geografico, ma uno stato d’animo. Descriveva Vientiane come un covo di mercenari, spie e prostitute; pieno di fumerie d’oppio; bordelli e bar dove le ragazze fumano con la parte meno adatta e più intima del corpo e marijuana in vendita al mercato tra i cavoli e il basilico.

Negli anni ’70 fu uno dei primi paesi della zona ad avere stabilità, e i comunisti che vinsero la guerra civile fecero violenze contro i sostenitori del regime precedente, ma senza arrivare a quanto accadde nella vicina Cambogia. Per molti anni fu uno dei paesi più poveri dell’area, con poche risorse, una disastrosa economia fondata sui principi comunisti e chiuso verso l’esterno. Solo dal 1992 si è aperto al turismo. Addirittura, solo nel 1994 venne costruito il primo ponte sul fiume Mekong che lo collegava alla Thailandia.
Ma c’è ancora un regime totalitario. Quindi da una parte, c’è stato l’ingresso di soldi dalla Cina, anche per il turismo di massa. Dall’altra, per contrastare la prostituzione tanto presente negli altri paesi; è vietato un rapporto intimo tra stranieri e laotiane. Pare che la polizia faccia irruzione nelle camere d’albergo e si rischia la prigione.
Chissà cosa direbbe Tiziano oggi…
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