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Chiunque sia un minimo appassionato di viaggi e storia, una volta nella vita debba visitare Israele e in particolare Gerusalemme. Tra una guerra e l’altra, quando ci si può andare, vanno moltissimi pellegrini in occasione di gite prettamente religiose. In gran parte ci sono tour organizzati proprio da parrocchie o enti religiosi. Io ci andai con uno spirito totalmente laico, e l’ho trovata imperdibile.
Il respirare la storia era la sensazione che provavo continuamente durante questo viaggio in Israele e nel territorio palestinese denominato West Bank o Cisgiordania. A Gaza pur senza guerra, non ci si andava nemmeno allora, e comunque non ci sarebbe stato già nulla da vedere se non miseria.
Questo viaggio lo effettuai nel dicembre 2015. La situazione era molto tranquilla ed anzi c’erano moltissimi turisti, perlopiù pellegrini in visita ai luoghi santi. Fu un viaggio di 5 giorni, lo feci in solitaria e mi mossi con mezzi pubblici. Questa è la mappa dei posti che visitai.

Sarà mai possibile visitare Israele serenamente?
A Gerusalemme i luoghi storici d’importanza mondiale per le 3 religioni monoteiste, ma in generale per l’umanità, sono tantissimi. Le mura della città vecchia sono integre e anche i palazzi moderni più vicini al centro sono costruiti con le stesse rocce color ocra. Questo da un grande senso di uniformità. Di sera, con meno auto, puoi passeggiare immaginandoti di incrociare da un momento all’altro un centurione romano, un crociato o un mercante arabo del medioevo.

Essendo già stato in occasione del viaggio in Giordania sia a Tel Aviv che sul Mar Morto, questa volta visitai Acri e soprattutto la Cisgiordania. La prima è stato l’ultimo caposaldo dei cavalieri templari e in antichità una città molto importante.
Visitare Israele comporta vedere continuamente posti di blocco e tantissimi militari. Ogni ragazzo e ragazza, una volta completato il percorso scolastico, deve fare 3 anni di servizio militare. Fa impressione vedere questi ragazzini tutti bardati e armati fino ai denti. Ricordo di una ragazzina con un fucile grande come lei. Si respira continuamente ed ovunque un clima di tensione.
Un pomeriggio, tornando in tram, ad un certo punto ci fecero scendere ed aspettare per un allarme bomba. Non ero lontano dal mio ostello e mi incamminai. L’allarme era proprio nella fermata vicina a dove dormivo, si trattava di uno zaino dimenticato da qualcuno. Per questo, mezza città restò bloccata mezz’ora in attesa dell’arrivo degli artificieri.

Riflessioni
Detto dei palestinesi, secondo me grandi vittime; e che l’estremismo di una parte (le posizioni di destra e degli ortodossi Israeliani) non fa altro che alimentare gli estremismi dell’altra parte (Hamas e il terrorismo); l’andare in Israele non può esimersi dal visitare il museo sull’ Olocausto, una davvero toccante esperienza dedicata alle vittime del nazifascismo.
Qualche mese prima ero stato in Polonia e ovviamente ad Auschwitz, le due esperienze si completano. Non è possibile non uscirne estremamente turbati. Riflettendo sulla storia, il mio pensiero fu su come l’uomo non impari mai e che certe atrocità si possano ripetere, e qualcosa di comparabile addirittura possa essere fatto dagli eredi delle stesse vittime.
La via crucis a Gerusalemme, il mio telefono ci muore e non risorge
Dalla Basilica del Santo Sepolcro parte la via crucis che in realtà si chiama via dolorosa e dove ci sono le varie fermate in cui si soffermano i pellegrini. La chiesa è costruita attorno alla pietra dietro cui si dice venne sepolto Gesù. Dentro è molto ricca, mentre all’esterno non pare nemmeno una chiesa così incastrata tra i tanti edifici del centro.
Ho affrontato questa esperienza con spirito laico e culturale e ho trovato molto interessante il fatto che il percorso non è quello che percorse Gesù, dato che nei secoli spesso è stato modificato. Arriva fino al monte Golgota, ci si aspetta delle montagne e invece è tutto in città.

Molto bello è arrivare sul monte degli Ulivi da cui c’è una splendida vista. Si passa dal giardino del Getsemani dove ci sono degli ulivi che pare abbiano visto Gesù e se potessero parlare direbbero che non era biondo.
Un’ immagine che abbiamo di quel territorio è quella di un clima caldo e soleggiato. Io presi un sacco d’acqua, tanto che il mio cellulare, per la troppa umidità morì proprio in quelle ore, ma non resuscitò e mi ritrovai isolato dal mondo. Arrivato a Milano il giorno dopo, ne comprai uno in stazione. Se c’è un momento sbagliato quando cambiare il telefono è in viaggio. Trascorsi il rientro ad impostare il nuovo giocattolo, vibrante per chi si chiedeva dove fossi finito.
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Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio
Paesi visitati nei miei racconti di viaggio

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