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Il viaggio in Malesia e Singapore è durato 17 giorni da fine luglio 2026. L’ho fatto in solitaria ed usando i mezzi pubblici come si evince dalla mappa.
Ero stato nella sola Kuala Lumpur, facendo uno scalo di 24 ore tornando dall’Australia esattamente 10 anni prima, nel luglio 2016. Quindi da tempo avevo una certa smania per tornare e poter dire di aver visitato abbastanza di un paese che mi ispirava assai e di vederne uno nuovo come Singapore e che immaginavo molto particolare.
In seguito al viaggio in Thailandia del 2015, avevo l’idea che girare in quelle zone fosse l’ideale per un viaggio da backpackers; mete varie, e con tante avventure e incontri. Devo dire che invece per quanto riguarda le avventure e gli incontri ho dovuto ricredermi, o forse constatare che è cambiato definitivamente il viaggiare.

Altra novità è stata quella di fare a meno della guida cartacea, che era un must di tutti i viaggiatori. Come constatato in altri viaggi, ormai sono inutili. Pianificai l’itinerario informandomi in rete, valutando più fonti e stampandomi pochi fogli di appunti. Dal punto di vista logistico andò tutto bene, queste sono state le mete principali
- Singapore
- Kuching (Borneo malese) e parco di Bako
- Georgetown
- Isola di Kecil (di cui non ho visto praticamente nulla)
- Parco nazionale di Taman Negara
- Kuala Lumpur
- Malacca
Mi sono mosso usando dei voli interni, autobus, barche e minivan, prenotando quasi tutto da casa.

I problemi del viaggio in Malesia
Nei mesi precedenti, la preoccupazione, anche di un annullamento del viaggio, ovviamente dipese dalla guerra tra Usa e Israele e Iran. Infatti, volai con la Emirates, con scalo a Dubai. Andò tutto liscio, e anzi, fu uno degli aspetti più positivi. La compagnia emiratina, avendo scali lunghi, mi offrì addirittura trasporto, pernotto e colazione (al ritorno anche una cena frugale) in hotel di lusso. Molto meglio dormire 4 ore in una super stanza, che provarci 8 ore in una poltrona in aeroporto.

Sempre a proposito di voli, quelli interni, con Air Asia, prevedevano il solo bagaglio a mano con un massimo di 7 kg. Dopo varie prove e tentativi non ero riuscito ad avere quel peso e quindi l’idea era di lasciare un paio di magliette e soprattutto imbarcarmi tenendo un po’ di cose addosso. Da Singapore il mio zaino era 6 kg e 900 grammi, ma tra le altre cose avevo una maglia appoggiata in testa sotto al cappello.
Qualcosa che pesava parecchio, oltre a far sudare solo guardandola, era la mia nuovissima ginocchiera. Poco prima di partire mi capitò un guaio ad un ginocchio. Ebbi l’abbastanza nefasta diagnosi solo al mio ritorno, ma sapevo che mi sarei dovuto limitare e che avrei dovuto rinunciare alle mie maratone a cui ero solito. Quindi c’era un po’ di preoccupazione per il mio essere semi-zoppo. Invece, il problema di salute fu un altro, e mi tenne a letto tre giorni con la febbre nelle Isole Perhentian.

Problema reale
Un problema non preventivato, ma che avevo avuto anche nel viaggio precedente in Caucaso, fu con la scheda telefonica virtuale che avevo pagato profumatamente ad una nota compagnia. La comodità di queste e-sim, è, soprattutto se arrivi di notte, di avere subito disponibile la connessione, sia per localizzare l’alloggio che per eventuali prenotazioni o ricerche di taxi.
Arrivato verso le 23:00 a Singapore, mi ritrovai senza connessione. Mi ero già segnato come arrivare all’alloggio e riuscii ad arrivare in hotel senza problemi anche senza internet. Ero a China town, a 50 metri dalla fermata della metro. Il mattino dopo, con la connessione della struttura cercai un dialogo con il call center. In Armenia persi un mezzo pomeriggio e anche questa volta mi pareva che la situazione fosse lunga. Dopo un’ora, spazientito e voglioso di iniziare ad esplorare la città, rinunciai al servizio nonostante lo avessi già pagato, per avere un’altra sim più modesta, ma più che sufficiente per le mie esigenze con il mio operatore.
Purtroppo, ormai senza connessione non è più possibile andare in giro.

I primi video del viaggio in Malesia e Singapore
Il lungofiume di Kuching, capitale del Borneo
Il Merdeka 118, il secondo grattacielo più alto del mondo, a Kuala Lumpur, Malesia.
Le torri Petronas a Kuala Lumpur
Prossima tappa Visitare Singapore e dormire in una capsula, da provare!

I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente
Paesi visitati nei miei racconti di viaggio
Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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