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Nei primi momenti del mio visitare Singapore facevo fatica a realizzare dove fossi: in Asia, per il caldo, l’umidità e le persone, si. Ma ero anche circondato da modernità, ordine e pulizia tanto che, in particolar modo nelle prime ore del mattino senza traffico, mi pareva di essere in una grande città canadese.
È davvero un mondo a parte in mezzo com’è a paesi tanto diversi: Singapore è unica. I tanti edifici moderni, molti spettacolari, non sono opprimenti come in certe metropoli, perché molto vari. Inoltre, hanno lasciato e valorizzato anche la parte più antica, come per esempio il quartiere di China Town e il lungo fiume, dove sono stati ristrutturati quelli che erano i magazzini delle imprese navali.
Visitare Singapore è come vedere città diverse
L’ordine è ovunque, anche i quartieri davvero diversi come la già citata China Town dove dormivo, Little India, il quartiere arabo o la zona coi bianchi edifici coloniali. Tutti i quartieri sono circondati da zone moderne con alti palazzoni.

Da quasi zoppo, contrariamente al mio solito, ho usato molto la metro per gli spostamenti. Inoltre, ho in un certo senso motivato le frequenti soste in occasione dei classici e frequenti temporali. A proposito delle soste, mi sono stupito di trovare in diverse pasticcerie i pasteis de nata, ottimo lascito della colonizzazione portoghese. I frequenti acquazzoni e il clima lucidissimo, ovviamente agevolano la ricchezza di verde, ma anche gli amministratori ci hanno messo del loro. A cominciare del parco Gardens by the bay a cui dedicherò un articolo apposito. Ma, se devo dire un luogo che in assoluto mi è piaciuto maggiormente sono i giardini botanici. In particolare il settore riservato alle orchidee (in evidenza): spettacolare.

Dormire in una capsula


Singapore è tanto ordinata e moderna, ma anche tanto cara, soprattutto rispetto ai paesi dell’area. Ricordo bene di un salasso in un ristorante sul fiume, dove ci sono gli ex magazzini, tra l’altro per un pasto discutibile. In generale nel sud est asiatico, cibo che si mangia negli stand è lo stesso di quello dei ristoranti, con la differenza che si spende molto meno e spesso non ci si congela con l’aria condizionata.
Quindi a Singapore sono piuttosto cari anche gli alloggi, e ne ho approfittato per vivere un’esperienza che mi stuzzicava da tempo: dormire in una capsula. Alla mia età è una soluzione molto migliore di quella di dormire in una camerata. Da fuori non è molto invitante e immagino che qualcuno possa avere dei problemi di claustrofobia.
Ma il letto era comodo, e il loculo abbastanza spazioso, come si può vedere dal video. Se capiterà, sarà un’esperienza che rifarò certamente.
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