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Tutt’ora mi pare incredibile che ho avuto la fortuna di visitare Sydney e l’Australia, e ho questo pensiero praticamente ogni mattina. Quando faccio colazione, davanti a me ho il planisfero gigante che copre tutta la parete della cucina.

I miei primi pensieri sono quindi su quanto grande è il mondo e quante esperienze interessanti si possono vivere. Guardo i punti più a nord, a sud, ad est e a ovest dove sono stato, e quelli più distanti da me. Per lungo tempo il più a est e il più a sud sono stati coincidenti col più lontano. Lì ci ha vissuto per più di 6 anni un mio fratello.

Opera house a forma di conchiglia sulla baia e vista dal traghetto
Visitare Sydney non può non partire dall Opera house qui vista dal traghetto

In fondo a destra, anche se bisogna rendersi conto che nel planisfero degli australiani, ovviamente loro sono al centro e l’Italia è in alto a sinistra. Il mio viaggio in Australia, con una brevissima tappa in Malesia, durò 3 settimane. Viaggiai prevalentemente in solitaria, e mi mossi sia coi mezzi pubblici che con auto a noleggio e voli interni.

Ci andai nel luglio 2016 e le tappe principali furono:

  • Sydney
  •  Surfers paradise
  •  Brisbane
  • Fraser Island
  • Cairns
  • Melbourne
  • Wilsons Promontory
  • Warnambool
  • Kuala Lumpur in Malesia

Questo è l’itinerario dal mio google maps.

Un cimitero a picco in un alto sperone di roccia sull'Oceano vicino a Sydney
Bel posto dove venire sepolti no

Il mio vero arrivo in Australia fu sconvolgente: scattai la foto in evidenza appena uscito dalla stazione. Escludendo aeroporto e stazione del treno, in mezz’ora sbucai all’aria aperta proprio al Circular Quey, nel punto più iconico del continente. Con un colpo d’occhio avevo la baia di Sydney con il Sydney Harbur Bridge a sinistra e l’Opera House a destra.

Visitare Sydney inizia da subito

Il centro della città è piccolo e si gira in poco, fu comunque più che sufficiente per calarmi nella nuova realtà. Pur essendo il loro inverno fu evidente quanto flora e fauna fossero ben diverse dalle nostre e soprattutto quanto fosse facile incontrare animali.

Harbur bridge di Sydney al tramonto
Harbur Bridge al crepuscolo

Prima di questo viaggio, facendone in maggioranza da solo, ero convinto che era meglio dedicarsi ai viaggi più culturali e storici, mentre avrei apprezzato maggiormente quelli naturalistici in compagnia. In Australia ho capito che la meraviglia della natura si apprezza nel silenzio e nella contemplazione coi propri tempi. Questo mi ha portato anche nei periodi di non viaggio a cercare di passare più tempo possibile nella natura.

Speravo di avvistare qualche animale, beh ne vidi tantissimi, e non fu difficile. Già a Sydney incontrai un leone marino che prendeva il sole proprio su una sponda dell’Opera House.

Dormii 3 notti a Manly, cittadina balneare a 35 minuti di traghetto dal centro di Sidney. Questo mi permise di godermi più volte lo spettacolare tragitto via mare della baia. Secondo me il massimo della zona è la passeggiata lungo oceano, tra la celebre Bondi beach (piena di surfisti) e la spiaggia di Coogee.

La grande Bondi beach a forma di mezza luna, piena di surfisti e vista dall'alto
Bondi beach è un altro luogo imprescindibile del visitare Sydney

Conobbi una ragazza italiana che vive là. Come mio fratello che avrei incontrato a fine viaggio, lavorava nel settore ristorativo e parlammo molto della condizione degli immigrati che all’epoca erano molti anche se già con non poche difficoltà. Lei, per esempio, per avere la cittadinanza ed evitare seccature, si era sposata per finta con un suo amico australiano.

Già nel visitare Sydney vidi il primo anomale, un leone marino che prendeva il sole in una banchina dell'Opera House
Già nel visitare Sydney il primo animale un leone marino sotto allOpera house

Babbo Natale è ungherese e sverna in Australia

Dopo Sydney cominciai a girare per l’Australia usando vari mezzi. Sulla mia pagina Facebook postai questo aggiornamento.

Data la crisi, per arrotondare Babbo Natale a luglio si è trasferito in Australia, guida autobus rossi e porta i suoi passeggeri in un posto chiamato Surfers Paradise facendogli ascoltare canzoni di death metal.

Il mio inglese è ben lontano dall’essere perfetto e mi ci vogliono sempre 4-5 giorni per rodarmi, ma non è nemmeno terribile se è vero che ho pure avuto una fidanzata statunitense con cui parlavamo nella sua lingua madre. Nei primi giorni non capivo niente! Gli Australiani hanno un accento molto diverso a quelli inglese e statunitense per cui avevo più orecchio.

Un surfista su un'onda dell'Oceano in Australia
Di surfisti ne ho visti tantissimi

La prima persona con cui riuscì ad avere un dialogo, durante una sosta, fu per l’appunto l’autista di autobus sosia di Babbo Natale, ma perché era ungherese. Mi spiegò del motivo per cui tutti gli enormi bus e la maggioranza delle auto hanno montate grosse griglie sul muso; purtroppo servono per limitare i danni delle frequenti collisioni coi canguri.

L’Australia è immensa, bisogna scegliersi bene le mete e studiarsi gli spostamenti; forse l’unico errore che commisi nella pianificazione fu di fermarmi a Surfers Paradise. Mi piaceva troppo il nome, ma poi scoprii che ovunque è un paradiso per i surfer. È una cittadina piena di hotel e grattacieli, tutto cemento sulla spiaggia, tanto che già nel primo pomeriggio i palazzoni la rendevano ombrosa.

Tappa precedente, che in realtà sarebbe l’ultima Incontri sorprendenti in viaggio a Kuala Lumpur (Malesia)

Tappa successiva Vedere animali in Australia e fidanzato per una sera

Opera House illuminata di notte e vista dalla terra ferma ricorda una conchiglia
Opera house di notte vista dalla terra ferma

I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente

Paesi visitati nei miei racconti di viaggio

Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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Fabio Viroli
Ho sempre avuto tante passioni, ma da sempre più o meno latenti, le principali sono viaggiare e scrivere. Tra le altre cose ho una laurea in psicologia; ho fatto per più di 30 anni l’allenatore di basket; leggo tanti libri; sono stato molto appassionato di sport e di musica rock; e faccio improvvisazione teatrale. IL mio primo romanzo, che non parla di viaggi, si chiama LE TUE GAMBE SONO BELLE COME LE TAGLIATELLE