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I motivi per cui scegliere di fare viaggi di gruppo sono molteplici:

Io da adolescente in gita scolastica davanti ad un tempio greco ad Agrigento
Qui come in evidenza in gita scolastica Un tipo di viaggio di gruppo di cui è meglio non parlare ma in cui mi divertii tantissimo
  • Non contemplare nemmeno alternative
  • Conta più la compagnia che la meta
  • Da solo mi perdo anche a casa
  • Voler fare nuove conoscenze viaggiando
  • Risparmio economico
  • Meta complessa da organizzare
  • Paese pericoloso
  • Dover gestire un compagno di viaggio particolare

Alcuni viaggi li ho fatti in gruppo, partendo da solo, altri in coppia. Per esempio la crociera sul Nilo, all’epoca si faceva solo tramite agenzia, ma comunque sei in un gruppo anche se non vuoi.

Un viaggio molto che pare molto sui generis tra quello che ho fatto, è la crociera per single. In pratica eravamo in un mini gruppo all’interno del gruppo più grande. Quella volta non nego che fu anche per conoscere gente, ma non solo. Infatti fu anche un modo per dare un’occhiata a posti che mi interessavano ma dove non avrei voluto spenderci troppo tempo, tipo a Santorini e Mykonos.

Probabilmente ho un caratteraccio anche se non sembra. Comunque ho elencato anche i tipi di personalità che non sopporto in viaggio.

Pro dei viaggi di gruppo

Ne ho fatti pochi, e li ho fatti soprattutto per gli ultimi quattro motivi che ho elencato. Dei primi tre non sto a dire nulla, è una predisposizione caratteriale e non può esserci un giusto e un sbagliato.

Moschea blu di Istanbul vista di lato al mattino presto senza nessun turista
Avere tutta per se la Moschea Blu di Istanbul e lo si può fare solo se si è in solitaria

Alcune mete, se fatte in autonomia, e ancora di più in solitaria come faccio io spesso, raggiungono costi esorbitanti. Mi riferisco soprattutto ai safari africani, dove nei parchi si paga per l’ingresso dell’auto e quindi se si è in gruppo, molto meno. Mi dicono che una soluzione intermedia, sia, di cercare un tour in loco, ma io considererei di farlo solo se in coppia o già con altra gente. Un tour privato, io e una guida con cui sei obbligato a conversare per giorni, non lo farei assolutamente; già mi è costato molto farlo alcune volte per tour giornalieri.

Scelsi di fare un’esperienza di gruppo con agenzia per il viaggio in Guatemala, Honduras e Belize, perché mi pareva complicato da organizzare coi mezzi pubblici avendo i giorni contati e volendo vedere molte cose. Mentre per il Perù mi preoccupava la questione altitudine; soffro di ipertensione e sapevo che, come accadde, rischiavo di stare male. Avevo creduto che l’essere in gruppo mi avrebbe aiutato. In parte fu vero, perché la coordinatrice si preoccupò di avvisare l’assicurazione medica, ma poi quando tornai sulle Ande, mi trovai benissimo in solitaria, evitando proprio di star male grazie ad un itinerario meno classico ma più graduale.

Mentre in Russia scelsi questa opzione per non dover sollecitare in continuazione a muoversi mio fratello che è un tipo dai ritmi molto più lenti dei miei; ci avrebbe pensato l’organizzazione a dare i tempi.

Contro dei viaggi di gruppo

Come dicevo sopra, visitai la Bolivia scegliendo un itinerario diverso dai classici delle agenzie. Certo, ci si deve informare per la pianificazione e perdere tempo, che però a me piace. Ma in quel modo evitai ogni problema di salute e anche di andare in posti che non mi interessavano. Ne vidi altri meno belli, ma alla mia età credo sia normale preferire qualcosa di non turistico e molto autentico, piuttosto che scendere in bicicletta per la carretera de muerte. A me è parsa decisamente interessante la serata a Cochabamba a guardare Wolverine in un cinema boliviano.

In Tanzania andai in gruppo per limitare il costo del safari, ma rimpiansi tanto la libertà di  scelta dell’itinerario. Facemmo 5 infiniti giorni a Zanzibar, invece di fare almeno una camminata facile sul mitico Kilimangiaro che sfiorammo.

Gruppo di Masai vestiti con gli abiti tradizionali, in un villaggio della Tanzania
I viaggi di gruppo ti portano anche ad esperienze forzate finte ed ipocrite Lo fu la visita al villaggio Masai in Tanzania

La composizione del gruppo

Nella mia esperienza, durante la prima settimana del viaggio i compagni paiono tutti super, poi ci si conosce meglio e saltano fuori i problemi. Parlo soprattutto dei viaggi con agenzia che propongono viaggi almeno teoricamente avventurosi, dove ti aspetteresti di essere con persone consapevoli, aperte alle diversità e pronte alle scomodità. In realtà i modi di viaggiare e vivere il viaggio sono tanti, e non è facile trovare qualcuno in sintonia totale, almeno per me.

Cascate del Niagara viste da dietro e dall'alto
Facendo scalo durante uno dei miei viaggi di gruppo in sud America i miei compagni fecero una toccata e fuga per vedere le cascate del Niagara con un tour Io le vidi andandoci anni dopo coi mezzi pubblici spendendo un decimo

Prima della partenza sono molto curioso e tendo a farmi delle sciocche fantasie, puntualmente smentite dalla realtà. Una volta avevo battezzato una coppia di maschi come gay, invece erano padre e figlio. Un’altra, constatando l’alto numero di donne, mi ero immaginato che fatto grandi conquiste, e invece erano quasi tutte coppie di lesbiche. Il coordinatore ha un ruolo fondamentale e ci si aspetta che sia uno preparato. Con certe agenzie è una persona che non è mai stato dove si viaggerà. Il coordinatore di gran lunga migliore che abbia mai avuto, fu uno che non parlava né inglese né spagnolo.

Tanti quadri che raffigurano lo stesso dipinto di un anziano pescatore con la pipa, in un bar di Toronto, visto in uno dei miei viaggi di gruppo
Quella volta che non andai a vedere le cascate del Niagara feci un giro a Toronto e finì in un bar con questa curiosa parete

I personaggi che eviterei volentieri

Un gruppo di peruviani abbigliati con costuni tradizionali coloratissimi in una parata
In Perù mentre i miei compagni vagavano per i mercatini io ho ammirato colorate parate con gli abiti tradizionali
  • Il so tutto io che pretende di spiegare al mondo come funzionare, anche ad un barista come deve preparare il the
  • La benestante che nella capanna in mezzo alla jungla pretende il pollo cotto come lo fa la sua cuoca personale a casa
  • Il fanatico di regalini e cacciatore di souvenir che perde ore nei mercatini e pondera ogni dettaglio, nonostante siano tutti uguali per 2 settimane
  • La sensibile verso la povertà di chi vive nel paese che visita, che non vuole dare due spicci di mancia al driver che l’ha scorazzata per una settimana perché le si è insabbiato lo zaino
  • Quello che rischia di rompersi l’osso del collo pur di fare il sefie spettacolare
  • La tizia che si fa scattare mille foto per ogni posa e poi valuta per ore quale postare nel suo profilo
  • Quelli che chiedono di fare una foto di gruppo (con mille tentativi) ad ogni mezzo panorama nuovo
  • La super negativa che inizia ogni frase con un no
  • Quelli che cercano la pasta all’amatriciana in un’isola dei caraibi

I link

Di seguito le home dei viaggi di gruppo che ho citato in questo articolo:

Tanzania

Russia

Crociera per single nel Mediterraneo

Crociera sul Nilo (Egitto)

Guatemala, Honduras e Belize

Perù

Io con una bandana guardo nel vuoto in Sicilia
Un altro tipo di viaggio di gruppo è quello con amici Non ne ho fatti molti perché non ho mai avuto amici davvero compatibili ma mi sono divertito molto

Questi sono i link generici con le grande divisioni con cui ho raggruppato gli articoli del blog.

I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente

Paesi visitati nei miei racconti di viaggio

Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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Fabio Viroli
Ho sempre avuto tante passioni, ma da sempre più o meno latenti, le principali sono viaggiare e scrivere. Tra le altre cose ho una laurea in psicologia; ho fatto per più di 30 anni l’allenatore di basket; leggo tanti libri; sono stato molto appassionato di sport e di musica rock; e faccio improvvisazione teatrale. IL mio primo romanzo, che non parla di viaggi, si chiama LE TUE GAMBE SONO BELLE COME LE TAGLIATELLE