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Il mio safari fotografico in Tanzania si svolse nell’agosto 2023. Durò 15 giorni e andai con un’ agenzia e in gruppo.  In realtà il viaggio fu composto da due parti ben distinte, prima il safari in Tanzania con queste tappe:

  • Tarangire
  • Lago Manyara
  • Ngorongoro
  • Serengeti
  • Lago Natron

Per concludere l’isola di Zanzibar.

Questo fu in nostro itinerario visibile su google.

Uccello africano in Tanzania
Di uccelli se ne vedono tanti alcuni mai visti prima
Uno gnu trotterella in un parco della Tanzania
Forse lo gnu è lanimale meno estetico ma se la gioca con il facocero
Giraffe al tramonto, il cielo rosso e di loro si vede la penombra, foto più bella del mio safari fotografico
Questa secondo me è la foto più bella del mio safari fotografico scattata in unalba

Prima di partire per il viaggio di gruppo in Tanzania

È stato il mio primo viaggio nell’Africa sub Sahariana. Lo desideravo da tanto e lo dovetti rimandare anche per il covid.

Per certe mete, prima della partenza ci sono dei dubbi sulle procedure burocratiche non sempre chiarissime; sui vaccini per esempio. In questo di stra-condivisibile c’è l’indicazione (non so quanto controllata), sul divieto di portare buste di plastica nel paese.

Tre piccole scimmie camminano su un cornicione in attesa di scippare cibo ai turisti
Il nostro bravo autistaguida ci diceva sempre il nome esatto degli animali che vedevamo Delle scimmie non mi metto il nome in testa queste provavano a fregare cibo ai turisti

Ero molto indeciso su come intitolare questo racconto. Un’opzione era la citazione dotta, ossia l’incipit (chiamatemi Ismaele) del romanzo Moby Dick di Herman Melville. Era in ballottaggio con I Watussi canzone di Edoardo Vianello. Il motivo di quest’ultima è facilmente intuibile, dato che il ritornello inizia con Alle falde del Kilimangiaro.

Alla vigilia del viaggio immaginavo un gruppo chiassoso e canterino che avrebbe eletto questo pezzo di 60 anni prima come tormentone. Stavo anche per postarlo nella chat, ma non ero certo che le mie spiritosaggini potessero venir apprezzate. Un mio intervento sciocco, già non aveva avuto risposta.

Un folto gruppo di scimmie ci attraversa la strada. Una porta sulla schiena un cucciolo
Spesso dovevamo fermarci per lattraversamento degli animali Notare quella che ha il piccolo sulla schiena

Il mio primo safari fotografico                  

Oltre all’eccitazione per il mio primo safari fotografico; quando vai con questi gruppi di sconosciuti, prima di partire credo sia normale l’essere molto curiosi su chi saranno i tuoi compagni per due settimane.

Solitamente alcuni giorni prima della partenza viene creata una chat su whatsapp, col fine di iniziare a conoscersi e di scambiarsi dubbi o magari accordarsi sul come raggiungere l’aeroporto di partenza assieme.

Parte del vastissimo cratere del Ngorongoro visto dall'alto. Si nota anche il lago interno
Il cratere del Ngorongoro visto dallalto anche i paesaggi sono spettacolari

Ad una domanda su chi avesse iniziato a prendere i medicinali antimalarici e sugli eventuali effetti indesiderati, postai un sondaggio, dove tra le ipotesi c’era quella di sentirsi inseguiti da una giraffa. Tale spiritosaggine forse mi si ritorse contro sotto forma di alcune notti parzialmente insonni e sogni originali.

Segnalo quello in cui mi trovavo in possesso di un cestino con 4 uova e che 3 di queste si schiusero; in 2 c’erano delle specie di mini-tigri nere e nella terza un uccello anche questo nero. Nel sogno il mio problema era se dovessi riportare le uova nel supermercato dove le avevo acquistate. Una qualche influenza africana c’era anche nell’altro sogno che ricordo bene, quello dove ero diventato il fidanzato di Toto Cutugno che guarda caso era deceduto proprio durante il mio periodo in Tanzania.

Parte della testa di due ippopotami sporge dall'acqua
Sapete che lippopotamo è lanimale che causa più morti tra gli umani

Il Moby Dick di Melville, da leggere assolutamente

Tornando alla citazione di Melville, e di Moby Dick da un po’ di viaggi avevo iniziato a scegliere come compagno un libro in qualche modo in relazione con la meta. Questa volta doveva essere il rapporto dell’uomo con gli animali e la natura, ma il romanzo mi fece riflettere anche sul viaggio in generale e soprattutto sulla necessità di viaggiare e di essere nomade. Il narratore del romanzo, Ismaele, un po’ come me, anzi io un pochetto come lui, racconta della sua smania di esperienze che lo portano ad imbarcarsi. Ovviamente i viaggi sulle baleniere dell’800 sono ben diversi dagli attuali, ma posso azzardare che, se fossi nato 200 anni fa, avrei potuto essere un collega di Ismaele.

Una coppia di grandi elefanti, con zanne, in Tanzania
Anche gli elefanti non sono poi così tanto mansueti Una volta pareva che uno ci volesse attaccare e dovemmo accelerare con la jeep

A proposito del rapporto degli umani con gli animali selvatici, ma forse è più giusto dire verso lo sconosciuto, nel romanzo si palesa in maniera esemplare quanto non ci fosse alcuna empatia nei confronti dei giganti dei mari che sono visti addirittura come diabolici perché alcuni di essi (la stessa Moby Dick) reagiscono agli attacchi degli umani, come se non sia diritto di qualunque essere vivente provare a sopravvivere e a difendersi dalle aggressioni.

Tali ribellioni erano tra l’altro molto rare da parte di quei placidi animali che vennero sterminati in una sfida impari. Ovviamente lo stesso è stato anche nei confronti degli animali di terra africani. Solo da pochi decenni s’è capito che può essere redditizio avere dei parchi naturali dove portare in giro i bianchi ricchi, e si è cominciato a proteggere e avere cura della fauna (e della flora).

Primo piano del viso di una tartaruga gigante, fotografata però in una situazione di non libertà a Zanzibar
Tartaruga gigante in un recinto a Zanzibar

Gli animali selvatici nel safari fotografico

Quando sei in mezzo a quegli spazi infiniti e dove l’essere umano è solo un ospite, ti rendi conto che la natura potrebbe vivere benissimo e meglio se non ci fossimo noi che invece ci crediamo il centro di tutto. Anzi, nella natura nulla si distrugge, perché quello che muore serve a far vivere altro ed è un ciclo che si mantiene in equilibrio, a differenza di quello che facciamo noi che invece distruggiamo lasciando il vuoto.

Lo sterminio delle balene si può vedere come una metafora di quello che è accaduto in quello che chiamiamo terzo mondo. Come l’Africa (considerando sia la natura che gli esseri umani) viveva il suo equilibrio; le balene esistevano e nuotavano placide finché non sono state aggredite dalla tecnologia e dalla supposta superiorità anche morale, dell’occidente. In Africa (ma anche nelle Americhe e in Oceania) animali e umani stavano benissimo prima che arrivassimo noi a sfruttarli, e a sterminarli. 

Tappa successiva Viaggio di gruppo in Tanzania, soprattutto coppie

Questi invece sono 2 articoli con dei video da questo viaggio

Video dalla Tanzania (parte 1)

Video dalla savana (parte 2)

Alcuni animali bevono in un lago, fotografati da dietro; questa la ritengo la foto più spiritosa del mio safari fotografico
Questa secondo me è la foto più spiritosa del safari fotografico e lho chiamata sederi al bar

I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente

Paesi visitati nei miei racconti di viaggio

Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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Fabio Viroli
Ho sempre avuto tante passioni, ma da sempre più o meno latenti, le principali sono viaggiare e scrivere. Tra le altre cose ho una laurea in psicologia; ho fatto per più di 30 anni l’allenatore di basket; leggo tanti libri; sono stato molto appassionato di sport e di musica rock; e faccio improvvisazione teatrale. IL mio primo romanzo, che non parla di viaggi, si chiama LE TUE GAMBE SONO BELLE COME LE TAGLIATELLE