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L’arrivare sulle spiagge della Normandia era un obiettivo, anzi una questione di principio. Le foto però sono nell‘articolo precedente, colpa dell’algoritmo.

Quattordici anni prima avevo fatto il mio primo viaggio in solitaria del quale una delle mete fondamentali avrebbe dovuto essere la Normandia. In particolare per le spiagge dove ci fu lo sbarco degli alleati durante la Seconda guerra mondiale. Quell’evento storico mi era sempre interessato e in generale sono sempre stato appassionato agli eventi della Seconda guerra mondiale, fin da quando chiedevo a mio nonno di che nazione erano i miei soldatini che lui riconosceva dalle divise.

A fine estate del 1996, ingenuo, impreparato e ignorante verso un argomento che mi appassionava ma che non avevo studiato, presi una topica clamorosa, andando dalle parti di Calais.

In pratica commisi lo stesso errore dei nazisti, convinto che lo sbarco sarebbe stato nel punto più vicino all’Inghilterra. Anni dopo constatai che è addirittura visibile a occhio nudo di sera.

Dopo le spiagge della Normandia visitai Mont San Michel che è al confine con la Bretagna; qui visto da vicino in primo piano
Dopo le spiagge della Normandia visitai Mont San Michel che poi ho scoperto ce ne è uno identico in Inghilterra

Arrivare sulle spiagge della Normandia, ma non solo

Questa volta invece ero preparato, e finalmente riuscii a camminare in quelle celebri spiagge, tra le lapidi rese famose dal Salvate il soldato Ryan di Spielberg e a visitare alcuni dei tanti musei. All’epoca non mi arrischiavo a muovermi da solo con auto a noleggio (non c’erano i navigatori) e coi mezzi pubblici fui abbastanza limitato, ma appagai pienamente la mia curiosità.

Una bella sorpresa fu il museo di Bayeux dove è custodito il fantastico arazzo lungo 68 metri. Si tratta in realtà di un tessuto ricamato, realizzato a fine dell’XI secolo e ancora in ottimo stato che  descrive un’altra storica invasione, questa volta dell’Inghilterra, da parte dei Normanni nel 1066. Prima o poi ci tornerò, noleggiando un’auto, per visitare più dettagliatamente la zona e per abbinarla alle Bretagna, che sfiorai.

Io in primo piano in Francia, faccio una faccia sciocca
Facevo i selfie molto prima che fossero una moda

Gomme a terra cercando Obelix

A Nantes feci un assaggio della scorpacciata di castelli che mi attendeva di lì a poco. Ma soprattutto visitai il vicino sito archeologico di Carnac. Mi entusiasmava l’idea di girare in bici per la più grande concentrazione di megaliti al mondo.

I menhir di Carnac sono migliaia di pietre perfettamente allineate fin dal neolitico
Menhir visti dallalto

Ci sono oltre 3000 menhir, risalgono a 7000 anni fa e sono incredibilmente e perfettamente allineati. Non si è ancora capito né con quale tecnica siano stati movimentati, né il motivo. A me piace pensare che, come dice una leggenda, siano delle legioni romane pietrificate oppure che li abbia spostati Obelix. Peccato che a metà del giro mi ritrovai entrambe le gomme della bici presa a noleggio a terra, bucate entrambe e così dovetti tornare a piedi sotto un sole cocente e senza la pozione magica di Panoramix. In questo link un divertente approfondimento su un fumetto troppo bello e intelligente.

Menhir visti dal basso a Carnac, sono migliaia di pietre conficcate nel terreno, e tutte perfettamente allineate
Qui visti da terra
A Carnac, autoscatto di me sulla bici che presi a noleggio
Io e la bici che noleggiai

Castelli si, ma senza esagerare

Da Nantes risalì la Loira; belli i castelli, ma visitarne tre/quattro è sufficiente. A me piacquero pure le città che usai da base come Blois e Orleans (anche queste con castelli).

A Nantes vacillò il mio status. In un locale che serviva gustosissime crepes, anche salate, trovai irresistibili entrambe le cameriere. Non ci parlai nemmeno, ma se una di loro mi avesse dato un segnale, non avrei esitato un secondo. Questo pensiero insinuò un tarlo nella mia mente, che continuò a lavorare nei giorni.

Non dormii in camerate e non feci tour, né ancora c’erano siti e applicazioni. Così fu il viaggio più associale e privo di incontri della mia vita, ma il tempo, tra visite e spostamenti mi volò.

Il fiorito giardino attorno al castello di Nantes
Un bel giardino in quello che era il fossato del castello di Nantes

Mi convinsi che, a differenza di quanto possa capitare in Italia, dove a volte si mangia meglio nei ristoranti più semplici, in Francia se non sei squattrinato come nei miei primi viaggi, si mangia molto bene!

Ricordo a Bordeaux un posto dove il menù era fisso, e oltre ad una mezza bottiglia di rosso della casa notevole, mangiai la loro bistecca con salsa segreta che archiviai come memorabile. La città non mi entusiasmò, probabilmente è un’altra area che andrebbe visitata con maggiore autonomia. Mentre Tolosa non me la gustai affatto anche perché non stavo bene.

Mi ripresi per il gran finale che invece mi piacque moltissimo; il sud della Francia che non avevo visitato in precedenza e in particolare Lione, Marsiglia e Carcassone.

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Case a graticcio a Nantes, con il telaio di travi di legno in evidenza e molto variopinte
Quanto mi piacciono le case a graticcio

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Fabio Viroli
Ho sempre avuto tante passioni, ma da sempre più o meno latenti, le principali sono viaggiare e scrivere. Tra le altre cose ho una laurea in psicologia; ho fatto per più di 30 anni l’allenatore di basket; leggo tanti libri; sono stato molto appassionato di sport e di musica rock; e faccio improvvisazione teatrale. IL mio primo romanzo, che non parla di viaggi, si chiama LE TUE GAMBE SONO BELLE COME LE TAGLIATELLE