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In questo articolo parlerò delle incredibili disavventure automobilistiche e problemi con l’auto in viaggio che ci capitarono in Repubblica Ceca ma anche nei giorni vicini, sia a me e ai miei famigliari. Questo fu il nostro itinerario.

Problemi con l’auto, prima di Praga

Già nei tre giorni prima di andare a prendere mio fratello a Malpensa, con la stessa auto mi capitò:

  • Tamponamento subito ad un semaforo a Pavia
  • Pneumatico sgonfio tra Pavia e Milano
  • Collisione con un porta-pizza a Milano
  • Nel parcheggio di Malpensa aiutiamo quelli parcheggiati di fianco a noi a cui si era scaricata la batteria

Il porta-pizza non si fece nulla, ma mi distrusse uno specchietto. Siccome erano giorni festivi ed era tutto chiuso, cercai di tenere fermo lo specchietto penzolante avvolgendolo con una t-shirt.

Sono un automobilista disciplinato e con pochi eventi di rilievo da segnalare, ma quasi tutti concentrati in quei giorni.

Rattoppo di emergenza con una maglietta per tenere lo specchietto dell'auto, emblema dei tanti problemi con l’auto avuti in una settimana
Ho un futuro da carrozziere demergenza vero

Arrivo e partenza da Praga

Quando arrivammo a Praga era già tardi. Pareva impossibile trovare un parcheggio, così ci infilammo in uno multipiano senza stare a pensarci tanto. Tornati a riprendere l’auto, le sorprese furono due. Una il prezzo della sosta, praticamente spendemmo più per il parcheggio che per dormire. L’altra sorpresa fu una gomma a terra, la stessa che si era sgonfiata a Pavia pochi giorni prima.

Provammo a cambiarla da soli, ma non ci riuscimmo. In seguito, ci spiegarono che con le auto nuove si può fare quella manovra solo con lo svitatore perché i bulloni sono chiusi troppo da poterli allentare a mano.

Allontanandoci verso la periferia (era domenica), ci ritrovammo in mezzo al nulla finché dovemmo fermarci sulla strada. Vennero frustati anche tutti nostri tentativi di avere una qualche assistenza fisica o morale usando il telefono. Infatti, scoprimmo che la tanto decantata assistenza dell’assicurazione che aveva mio padre valeva solo per l’Italia, mentre per l’Europa solo in caso di furto dell’auto.

Avremmo dovuto cercare un qualche numero telefono ceco e spiegare in qualche modo dove ci trovavamo. Comunque, era troppo pericoloso andare avanti con la gomma in quella condizione. Mentre mio fratello bestemmiava in tutte le lingue che conosceva, sfoggiavo la mia sicumera da burlone affermando che doveva stare tranquillo perché sono fortunato.

Ponte Carlo e castello di Praga sullo sfondo
Vedemmo anche Praga comunque

La mia fortuna sfacciata

A due-trecento metri vedemmo l’insegna di un supermercato. Suggerii che almeno avremmo dovuto portare l’auto laggiù dove ci sarebbe stato un parcheggio vero. Ci trovavamo sul ciglio di una strada piuttosto grande che dalla tangenziale di Praga portava ad un paesino di periferia dal nome impronunciabile.

Pensando che non avremmo trovato nulla di aperto e nessuno che ci avrebbe potuto dare una mano, ecco la nostra speranza incarnata, anzi in-tabellonata nell’insegna di un concessionario auto. Al mio sempre più miscredente fratellino dissi: magari sono aperti, di domenica si provano e comprano le auto, e magari hanno anche l’officina aperta.

Così fu! e furono gentilissimi. Un signore che non parlava inglese, ma a cui sorridevano gli occhi, ci mise il pneumatico di scorta in cinque minuti. Non ci fece pagare nemmeno il disturbo. Probabilmente se avessimo chiamato il soccorso stradale sarebbe venuto lui e ci avrebbe dovuto chiedere parecchio nonostante fosse vicino.

Ripartimmo alla volta di Dresda, avevamo perso una mattina e quindi non riuscimmo a vedere abbastanza di quella interessantissima città. Dopo cena andammo in un pub dove c’era un duo che suonava cover rock; adoro quei posti, ma il dover stare nella sala fumatori, quindi sia in disparte che affumicato, annacquava tal piacere. Mio fratello era stanco e tornammo presto verso l’hotel che era piuttosto distante.

Reggia di M onza al tramonto, appena illuminata sembra rosa
Nel parco della reggia di Monza ovviamente cè anche la reggia che ospitava una bella mostra fotografica

Chiamo l’allarme, per sbaglio

Sulla via del rientro, non so come, ci venne il dubbio che non funzionasse il passaggio a gpl o che avesse avuto qualche problema per il freddo. Questo perché ricordammo che una volta con mio padre, proprio tornando dalla celebrazione della laurea di mio fratello, restammo bloccati in una marchigiana e innevata autostrada.

In un autogrill tedesco pensai di provare a spingere tutti i pulsanti presenti in quella troppo tecnologica automobile con la quale, era ormai risaputo, proprio non riuscivo ad avere un dialogo efficace.

Dopo esserci pappati un paio di wurstel e l’immancabile birra, mi accorsi che nel mio cellulare, che, come mia sana consuetudine, avevo ammutolito durante il pranzo, c’erano una dozzina di chiamate da casa e un paio da un numero sconosciuto.

Chiamai mio padre che tutto preoccupato mi domandò cosa fosse accaduto. Gli chiesi perché sarebbe dovuto succedere qualcosa e poi capii il motivo di cotanto allarmismo. Senza saperne dell’esistenza, avevo spinto il pulsante dell’allarme, una specie di telefono rosso, che invece di chiamare Batman serve per dire alla polizia che sei nei guai. Mio padre poi si attivò per richiamare il centro di assistenza che quindi avrebbe fermato la pattuglia che si stava adoperando per raggiungerci. Anche questa l’avevamo fatta!

Autodromo di Monza che è dentro al parco della reggia
Pedalare nellautodromo di Monza innevato è stato un momento indimenticabile

Problemi con l’auto in viaggio, ma anche a casa

Il giorno dopo mio fratello cominciò il giro tra gli amici che non vedeva da tre anni. Verso le 22:00 mi telefonò mio padre e mi chiese di andare ad aiutarlo, aveva problemi con una gomma dell’auto.

Lo raggiunsi e dopo poco arrivò anche l’altro mio fratello. Praticamente creammo una colonna con le auto della famiglia sul ciglio della statale adriatica. Al fratello australiano era scoppiata una gomma anteriore. Non quella che avevamo cambiato a Praga. Mio padre, già quel mattino aveva fatto sostituire la gomma malandata.

Nemmeno sul suolo italico riuscivamo a cambiarla da noi. Il soccorso stradale arrivò subito. Per fortuna mio fratello stava andando piano, ad una velocità più elevata, i problemi sarebbero stati ben peggiori.

L’omino col carroattrezzi ci spiegò che non avrebbe nemmeno provato a cambiarla poiché non aveva l’attrezzatura necessaria e ci confermò che a mano è impossibile sbloccare i bulloni delle auto nuove. Ce l’ avrebbe portata da un gommista. Ma ci fu un altro inghippo. Non era in grado di muoversi nemmeno l’auto dell’altro fratello. L’aveva lasciata con i fari accesi e si era scaricata la batteria! Almeno per questo il soccorritore automobilistico non ebbe difficoltà.

Il giorno dopo, essendo la sua auto dal gommista, mio padre, prese l’auto di mio fratello, meno tecnologica e con la batteria un po’ in sofferenza per l’evento di cui sopra. Inoltre, mio padre si era ormai abituato a certi vizi che la sua auto gli dava, tra cui quello che non serve spegnere i fari, fa tutto lei in automatico.

A parte i problemi con l’auto vidi molte cose interessanti tra cui questa sedie gigante a Monza
A parte i problemi con lauto vidi molte cose interessanti come la sedia gigante a Monza

Problemi con l’auto finirono…dopo un pò!

Il giorno seguente mio padre uscii di casa sempre di primo mattino, ma con la sua auto gommisticamente rinfrescata. A metà mattina suonarono il campanello e in casa con mia madre c’era solo il mio fratello australiano che essendo in vacanza, giustamente sonnecchiava il più possibile. Poiché mia madre non guida, lo svegliò perché dalla stretta via doveva transitare un camion. Chiedevano la cortesia di spostare l’auto di mio fratello. Ma ovviamente non partiva, perché questa volta era stato mio padre a scaricargli nuovamente la batteria!

Saltarono fuori dei cavi e la fecero partire abbastanza velocemente, ma mio fratello si era un po’ agitato, e probabilmente non era ancora del tutto sveglio. Con il lodevole proposito di non far perdere altro tempo a chi doveva lavorare, cercò di spicciarsi, ma per la poca attenzione si appoggiò con troppa decisione ad un muretto, dando così del lavoro anche ad un carrozziere.

Tutti questi eventi avvennero nello spazio di dieci giorni. Ma, devo aggiungere che dopo poche settimane, per un guasto mal gestito, dovetti vendere la mia auto e comprarne una nuova. Nei giorni del passaggio usai l’auto di mio fratello, e pure io riuscii a scaricargli la batteria.

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Fabio Viroli
Ho sempre avuto tante passioni, ma da sempre più o meno latenti, le principali sono viaggiare e scrivere. Tra le altre cose ho una laurea in psicologia; ho fatto per più di 30 anni l’allenatore di basket; leggo tanti libri; sono stato molto appassionato di sport e di musica rock; e faccio improvvisazione teatrale. IL mio primo romanzo, che non parla di viaggi, si chiama LE TUE GAMBE SONO BELLE COME LE TAGLIATELLE