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Gli incontri con cani randagi era la preoccupazione alla partenza del viaggio nel Caucaso. Avevo letto resoconti abbastanza preoccupanti sulla loro aggressività. In passato avevo avuto un’esperienza quasi negativa solo in Thailandia. Altrove nessun problema, pur avendone incontrati tanti, soprattutto in Sudamerica.


Al mio arrivo nell’area però vidi soprattutto dei gatti, liberi e trattati molto bene. Nel centro di Baku ci sono varie casette (cucce) colorate destinate ai mici. Ho visto anche diversi cuccioli.
Durante questo viaggio ho letto Un mondo perduto, dell’alpinista, viaggiatore e giornalista Walter Bonatti. Una sua lettura è immancabile per chiunque sia interessato ai viaggi e alla natura. Io lo ritengo anche una specie di supereroe. Alcune delle sue imprese, spesso in solitaria, anche per l’aspetto fisico, credo fossero impossibili almeno per il 99% della popolazione mondiale. In particolar modo considerando i mezzi possibili negli anni ’60 e ’70.
Leggendo Bonatti mi rinfranco pensando agli incontri con cani randagi
Nel libro letto in quei giorni, Bonatti mi ha fatto riflettere molto sugli animali selvatici, sulle persone e sul viaggiare. Già all’epoca sosteneva che il turismo di massa stava alterando inesorabilmente sia le mete, che le persone, in particolare gli abitanti delle nuove mete turistiche che per sfruttare le nuove possibili entrate si stavano imbruttendo moralmente.
Sono passati decenni dalle sue prime affermazioni e la situazione è certamente peggiorata. I viaggiatori di adesso sovente si ingannano di vivere esperienza autentiche, magari assistendo allo svogliato balletto del villaggio Masai che si anima al solo passaggio dei turisti; o contrattando cianfrusaglie fatte in Cina. E poi a casa dicono di quanto è gentile quella gente lì, mentre in realtà sono visti solo come dei tonti portafogli con le gambe da spennare il più possibile.
In uno degli episodi raccontanti, Bonatti cerca di avvicinarsi ai coccodrilli in un fiume, convinto che non saranno interessati a lui. Ho provato a pensare che questa idea mi sarebbe servita anche a me quando avrei avuto un incontro con i cani randagi.
Un po’ in Azebaigian, molto in Georgia e Armenia, gli incontri con cani randagi sono piuttosto frequenti, anche in città.. Ho avuto la sensazione che ce ne fossero pochi solo ad Erevan, la città più trafficata.
Ma, incontrarli mentre attorno a te ci sono altre persone, oggettivamente non può preoccupare. Di solito si fanno gli affari loro, al massimo ne ho visti che discutevano tra loro. Solo a Tbilisi, davanti ad un McDonald, uno pareva ce l’avesse con me. Forse perché sapeva che stavo entrando solo per andare in bagno e non avevo intenzione di consumare? Prima di uscire ho controllato fosse ancora in zona, ma se ne era andato.
Ben diverso sarebbe stato incontrarne da solo, in mezzo alla natura.
Incontri con cani randagi facendo trekking e colazione
A Dilijan, in quella che è definita da qualche malato di mente, la Svizzera del Caucaso, ci sono stato due notti. Avevo intenzione di fare un trekking. Avrei valutato anche un’escursione guidata, ma non c’era nulla di organizzato e il sentiero, valutato facile e ben segnalato, partiva proprio dal paese. Le previsioni davano pioggia a pranzo e sono partito pensando di camminare un paio d’ore e poi tornare.
Dopo appena mezz’ora, senza aver incontrato nessuno e nel fitto del bosco, li intravedo in lontananza; sono tre. Decido di tornare indietro, il sentiero è stretto, in pendenza e non ci sarebbe modo di aggirarli.
Dopo poco sento che si avvicinano di corsa. Non faccio in tempo a provare nessuna emozione, è lampante che sono amichevoli. Mi fanno festa e addirittura litigano un po’ per avere più attenzione. Riprendo il cammino e anche loro fanno inversione, mi vogliono scortare all’interno del loro territorio. Come la maggioranza dei cani randagi non sono proprio in forma. Uno zoppica, mentre il capo è accecato e fa la strada tenendo. Mi accompagnano per un po’, poi si fermano, e mi guardano mentre mi allontano.

Il mattino seguente, prima di partire sempre in minibus per Erevan, mi fermo ad una delle macchinette che sono per strada. E’ l’unico modo per avere un caffè prima delle 9, costa pochi centesimi ed è persino accettabile. Mi si avvicina un altro cane, anche questo abbastanza sciancato. Si accuccia al mio fianco vicino alla panchina poco distante. Quando mi alzo e riprendo a camminare verso la stazione dei bus, mi segue e mi accompagna per un po’, dopo poco all’allegra combriccola, se ne aggiunge un altro.

Ultimi giorni in Armenia


L’ultima parte del mio viaggio l’ho trascorsa in Armenia, un paese ricco di storia con un popolo molto maltrattato dalla storia. La capitale Erevan non è brutta, ma soprattutto rispetto alle altre capitali dell’area, ha meno personalità, e non offre niente di particolare.
La zona più gettonata è chiamata la Cascata. Si tratta di una scalinata piuttosto ripida con giardino e diverse opere d’arte. Tra queste spicca la statua dell’architetto che ne ideò il progetto, e che pare un dj che si sta dando da fare sul mixer e i piatti. A me sono piaciute di più le statue di Fernando Botero, che adoro.

Ma ancora di più, di Erevan mi piace la vicinanza all’incombente e biblico Monte Ararat sempre sullo sfondo, quasi sempre innevato ma anche spesso coperto dalle nubi. Lo abbiamo visto più da vicino durante l’interessantissimo tour, ma non abbastanza per trovare l’arca di Noè, dato che si trova in territorio Turco e la frontiera da quelle parti è chiusa.
Queste sono state le altre tappe del tour.
- Monastero di Khor Virap (con la vista migliore sull’Ararat)
- Tempio di Garni
- Sinfonia di pietre
- Monastero di Geghard

La maestosa sinfonia di pietre (foto in evidenza) è una formazione di rocce di basalto unica, il nome deriva dal fatto che sembrano tantissime canne di un organo

I link
Questa è la home dei video di questo viaggio: Prossima destinazione Caucaso!
Tappa precedente Incontri durante il viaggio: ma che bella Tbilisi

Infine i link alle pagine generali in cui ho diviso i miei articoli:
I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente
Paesi visitati nei miei racconti di viaggio
Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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