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No, non voglio fare l’elenco dei musei imperdibili del mondo. Anche perché banalmente, sono quelli più celebri e noti a tutti.

In questo blog credo di essere riuscito a non dare nemmeno un consiglio. Se me ne è scappato uno chiedo scusa, non volevo.

Credo che ogni viaggiatore, come ogni persona sana, cambi con il tempo e con le esperienze. Da ragazzino iper-entusiasta e assetato, volevo vedere ogni cosa. Da cinquantatreenne che non ha più l’energia per camminare ininterrottamente per 14 ore al giorno, devo fare delle scelte. Inoltre, sono anche un cinquantatreenne che ha avuto la fortuna vi poter visitare tante cose importanti.

Mosaico all'ingresso di una casa di Pompei con il disegno di un cane come avvertimento
Mosaico con cane allingresso di una casa di Pompei In evidenza il calco in gesso di un cane vero vittima delleruzione del Vesuvio

Le pinacoteche e la vita reale

Giustamente mi si obietta che per apprezzare al meglio un’opera d’arte, ma non solo, sarebbe necessaria una guida. Ammetto che non mi capita spesso di usufruirne, sia perché a volte certa ignoranza si può limare con le letture, sia perché non voglio sapere proprio tutto di tutto.

Per quanto riguarda la pittura, per esempio, credo di aver visto le maggiori pinacoteche del mondo, ma resto ignorante in materia. Certamente non saprei distinguere un dipinto meno famoso di certi pittori fenomenali, da una stampa di un noto negozio svedese. Il mio pittore preferito resta Francisco Goya, soprattutto quelli più drammatici, che mi generano emozioni forti.

Ma se devo ricordare dipinti che ho visto nella mia vita, mi vengono in mente Caravaggio e Van Gogh. In particolare, di Caravaggio quelli nella cattedrale di La Valletta, perché non sono in un freddo corridoio, ma inseriti in un contesto di drammaticità reale dell’autore. Il pittore italiano era fuggiasco e andò a cercare protezione a Malta. Dipinse quei quadri, bellissimi, proprio per sopravvivere. Poi ebbe problemi anche lì e lo cacciarono via.

Di Van Gogh ho indelebile nella memoria non tanto i quadri, quanto la passeggiata ad Arles in Francia, dove lui prese ispirazione per dipingere alcuni capolavori, che però all’epoca non lo erano per nessuno. Me lo immagino nella sua follia che gira per le viuzze acciottolate e guardando in alto vede la notte stellata che si riflette nel fiume o si confonde con le luci delle locande

Moschea di Istanbul in Turchia, con l'alto minareto e le cupole azzurre
Tutta la città di Istanbul è un museo allaperto

Le scorpacciate di musei imperdibili di una volta

Non rinnego affatto le giornate intere nei grandi musei famosi. Nel mio primo viaggio in solitaria, a Londra, credo di aver visto l’impossibile. Anche di recente mi sono emozionato davanti ai bronzi di Riace a Reggio Calabria.

Uno dei musei imperdibili è quello di Reggio Calabria, si vede il dorso di uno dei bronzi e un signore lo osserva con aria sbigottita
A proposito di musei imperdibili la possenza del bronzo di Riace è contesa dallespressione del tipo che lo osserva

Oppure mi sono proprio divertito al Centro portoghese di fotografia a Porto, dove ci sono incredibili esemplari di macchine fotografiche camuffate per le spie degli anni passati.

Ma per esempio adesso i castelli e i palazzi mi interessano solo per l’esterno, mentre mi annoiano i sfarzosi interni, che in gran parte sono carrellate di oggetti preziosi, ma senza anima.

finte lattine di bibite che in realtà erano macchine fotografiche di agenti segreti
Chissà se James Bond aveva qualcosa di simile

I musei imperdibili all’aperto

Adesso quelli che apprezzo maggiormente sono i cosiddetti musei all’aperto, in particolare i siti archeologici dove ti puoi immedesimare nella vita di chi ci viveva. Dove le tracce del passato non sono solo un’idea.

Il primo che mi viene in mente e senz’altro il sito di Pompei, ricordo che mi colpii tantissimo visitandolo da bambino. Come capita spesso quando si ritorna nei luoghi che sono piaciuti tanto, temevo ne sarei rima sto deluso la seconda volta che ci andai. Invece mi piacque anche di più, con una maggiore consapevolezza della tragedia che si consumò in quel luogo.

Girare tra i camini delle fate in Cappadocia non è solo ammirare un incredibile fenomeno naturale. Nell’antichità quelle rocce, ora instagrammabili, non erano altro che dei rifugi, scavati per trovare riparo e sicurezza dai predoni.

Il sito di Angkor, in Cambogia è un museo al tempo stesso artistico e naturalistico. I templi antichi sono infatti letteralmente abbracciati dagli alberi della foresta.

Questi luoghi che ho citato non sono solo oggettivamente meravigliosi, ma ho dei miei ricordi specifici che me li fanno rendere particolarmente memorabili. Infatti a Pompei persi un fratello, in Cappadocia persi me stesso e ad Angkor trovai un’eccellente compagna di viaggio.

I link dove racconto più approfonditamente gli aneddoti dei miei musei imperdibili

Ancient stone temple ruin with tall columns and a triangular pediment against a clear blue sky.
Tempio greco di Segesta in Sicilia

I link generali in cui sono divisi tutti gli articoli del blog

I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente

Paesi visitati nei miei racconti di viaggio

Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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Fabio Viroli
Ho sempre avuto tante passioni, ma da sempre più o meno latenti, le principali sono viaggiare e scrivere. Tra le altre cose ho una laurea in psicologia; ho fatto per più di 30 anni l’allenatore di basket; leggo tanti libri; sono stato molto appassionato di sport e di musica rock; e faccio improvvisazione teatrale. IL mio primo romanzo, che non parla di viaggi, si chiama LE TUE GAMBE SONO BELLE COME LE TAGLIATELLE