Questo articolo è disponibile anche in:
Prima di partire pensi chissà se incontreremo animali! beh, si! Gli animali in Tanzania sono tantissimi! Ma si può anche essere più o meno fortunati.

L’ autovelox africano
Anche il viaggio nella savana ha una serie di caratteristiche peculiari, a cominciare dagli imprevisti dati per scontati.
Ma fummo fortunati. Per esempio le nostre 4 jeep (quella con il cuoco, l’aiutante con le tende e il cibo viaggiavano per conto loro, così che, quando noi arrivavamo al campo successivo era già tutto pronto) ebbero solo una foratura, che i nostri autisti con un lavoro di gruppo, risolsero a tempo di Formula 1.

Un altro contrattempo che solo un conoscitore delle usanze del luogo avrebbe potuto affrontare fu la fermata dell’autovelox sulla fiducia. I poliziotti si nascondono dietro ai cespugli, a volte anche travestendosi. Saltano fuori all’improvviso fermando le auto, chiedendo aiutini per chiudere un occhio.
Ci fermarono, il nostro autista però chiese di verificare il mezzo di rilevazione (un’app sul telefono del poliziotto). Venne fuori che avemmo sforato il limite di velocità di appena 2 km. Quindi, ci lasciarono andare senza dover pagar pegno.


Le serate del viaggio, non solo animali in Tanzania
Nella prima serata, prima di partire per i safari dormimmo ad Arusha, che è da molti utilizzata come base per le scalate del Kilimangiaro. Con il senno di poi, se avessi organizzato io il viaggio, avrei tolto un paio di giorni a Zanzibar per, non dico salire in cima (5895 metri!), ma per almeno un giretto sul monte più alto dell’Africa che causa foschia vedemmo solo un po’ a fatica nonostante spicchi sulla zona pianeggiante. L’itinerario era stato deciso dal coordinatore e proposto al gruppo; in questi casi è difficile e molto complicato fare gli alternativi e una volta che opti per il viaggio organizzato, almeno per il grosso delle decisioni tocca adeguarsi.

La prima serafu una delle più piacevoli passate in compagnia, entusiasti per l’inizio di viaggio, con energia e curiosi di conoscere i compagni d’avventura, tutto viene bene. Andammo a cena in un ristorante che per i locali era più un take away, ma per noi improvvisarono una tavolata per strada, su sedie e panche basculanti e fu tutto buono, divertente ed African style. Anche la seconda sera eravamo ancora abbastanza carichi e io proposi una serie di giochini imparati nei corsi di improvvisazione teatrale; facemmo anche il gioco che si vede in Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, ovviamente con finale meno drammatico.

Poi la curiosità verso gli altri e la stanchezza cominciarono ad avere la meglio e le serate seguenti furono decisamente più spente, anche perché ci si alzava sempre all’alba.
Visti tanti animali in Tanzania
I diversi parchi che visitammo ci offrirono situazioni ed esperienze varie, e l’itinerario fu perfetto perché con un crescendo di emozioni.Nelle prime ore sulle jeep ad ogni gazzella si levava un wow, una gazzella! alla milionesima gazzella: Oh, altre gazzelle…Ci si abitua proprio a tutto, ma se poi ripenso a quei giorni nel loro complesso sono stati fantastici e una parentesi davvero unica nelle migliaia di giorni della mia vita. Detto poi da chi aveva già vissuto esperienze simili, siamo stati anche particolarmente fortunati, per averne visti tantissimi e anche in situazioni particolari; mafuronoanche bravissimi i nostri driver.

Nel parco Tarangire e al Lago Manyara non vedemmo i felini, ma tutti gli altri si; e con un paio di chicche come un paio di avvoltoi sazi nei pressi di una carcassa bufalo e un elefante che usando sia la proboscide che le zampe, stava scavando una buca nel letto di un fiume in secca per far zampillare dell’acqua. Prima di partire si hanno grandi aspettative per l’avvistamento degli animali; quando ci sei poi capisci che sono una meraviglia anche le piante e i paesaggi.
Fare pipì può essere un problema
Durante il safari era assolutamente vietato uscire dalle jeep, se ti scappava la pipì, fatti tuoi! Solo per pranzo, fermandoci in aree un minimo attrezzate, ci si poteva sgranchire le gambe e in alcuni casi interagire con scimmiette e pennuti colorati pronti ad accaparrarsi cibo, anche strappandolo di mano dai più imbranati! Queste aree consistevano in alcuni tavoli, eventuali sedie o panche e bagni accettabili. Non c’era nessun punto ristoro così come nelle aree dove montavamo le tende; la soluzione del lunch box preparatoci in precedenza dal nostro cuoco era ottimale.
Tappa precedente Viaggio di gruppo in Tanzania, soprattutto coppie
Tappa successiva Vita nella savana, dormire in un pascolo con le zebre

I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente
Paesi visitati nei miei racconti di viaggio
Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.