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In questo articolo cito un buon numero dei miei compagni di viaggio sbagliati, in particolare visitando il nord Italia e nello specifico in Friuli, Val d’Aosta, Piemonte e Veneto. Ma anche due esempi di compagnie perfette.
Compagni di viaggio sbagliati: il rischio di conoscere sconosciuti
Alcune volte ho incontrato persone conosciute in rete. In generale è andata bene ma c’è sempre il rischio, anche di non intendersi su ciò che uno vuole o è in grado di fare. In Friuli non andò bene.
Mi pareva molto ripida e pur essendo spoglia non vedevo sentieri, ma mi fidai. Ostentava sicurezza, affermava che sembrava peggio di quello che era, e quel giro lo faceva per sgranchirsi se aveva poco tempo.
Ad un certo punto realizzai di avere il vuoto dietro di me e se avessi messo male l’appoggio successivo mi sarei sbriciolato a terra dopo un bel volo. Non era un percorso da trekking, ma una vera e propria scalata, forse da principianti ma non per uno che non ne aveva mai fatte e soprattutto senza alcun sistema di protezione! Mi arrivò una gran botta di adrenalina e pensai: dai Fabio, qua bisogna tirare fuori tutta la concentrazione possibile che dobbiamo salvare la pellaccia!
Scalatore di montagne improvvisato
In cima provai un misto di sollievo e leggerezza. Non badai nemmeno al continuo be beeb del cellulare. Ci trovavamo proprio al confine con la Slovenia, e ad ogni passo si cambiava Nazione. All’epoca c’era il roaming e mi arrivò un bel addebito.
Alla tipa che mi ospitò avevo detto che ero appassionato di storia, mi sarebbe piaciuto vedere le trincee della Prima guerra mondiale ed avevo iniziato a fare trekking. Anche lei andava per i monti e spesso passava proprio da quei posti che aveva vicino a casa. Il primo percorso attraverso le trincee fu molto interessante e adeguato al mio livello di preparazione. Invece il secondo giorno mi portò sotto al Monte Sabotino. Poi scoprii che anch’esso è luogo storico e dove per la solita battaglia inutile morirono in molti.
Rilassato e felice, scendemmo chiacchierando per un normale percorso trekking un po’ accidentato. Ma ero talmente svuotato di energia mentale che inciampai da solo, e pur essendo in discesa, non so come, caddi di schiena. Constatai solo qualche graffio. Ma aprendo lo zaino vidi il mio eroico cellulare che si era sacrificato per me. Tutto crepato si era frapposto tra la mia schiena e una roccia appuntita, credo mi sarei potuto fare molto male.

Compagni di viaggio sbagliati: lo sprovveduto alla frontiera senza documenti
Una delle città italiane che amo maggiormente è Trieste (in evidenza la piazza), anche per la sua difficile storia. La prima volta che andai fu in occasione di un addio al celibato. In programma c’era di stare solo subito dopo il confine, in Slovenia, ma la prima sera invece cenammo in una bellissima trattoria sul lungomare.
Eravamo divisi in due auto, io e un altro partimmo dopo per impegni lavorativi. All’epoca la frontiera era chiusa e c’erano i controlli, così quando il mio amico si rese conto di avere la carta d’identità scaduta, capii che ci sarebbero stati dei problemi, ma lui invece era speranzoso. Credo ci coprimmo di ridicolo e che i doganieri sloveni dei vari posti di blocco lungo il confine in cui tentammo la sorte si fossero dati voce e ridessero di noi vedendoci ad arrivare. Provò a passare senza; facendola vedere da lontano; tenendola piegata o con un dito sopra alla data di scadenza, ovviamente sempre invano.

Esperienze varie in Val d’Aosta
Una volta andai in Val D’Aosta per un week end lungo a cui parteciparono diverse persone che non si conoscevano tra loro, più o meno tutti amici di amici. Ci divertimmo e mio malgrado fui il protagonista dell’episodio tutt’ora più ricordato. Per un’uscita di rafting nella Dora Baltea, prima di salire sulle canoe ci venne chiesto una prova di acquaticità, ossia fare qualche bracciata per attraversare un torrentello. La mia acquaticità si rivelò disastrosa.
Mi trovai abbracciato ad uno scoglio poco più avanti. Venni ribattezzato Cast away con riferimento al film con Tom Hanks naufrago in un’isoletta. Mi sentii più una mucca, visto che fui accalappiato e poi trascinato a riva con un lazzo.
Da bambino, essendo 4 figli, non potevamo fare molte vacanze, ma una volta l’anno ci portavano quasi sempre sulle alpi. Ci arrampicavamo su per i monti, senza nemmeno le scarpe adatte che ci sono ora, e pure col passeggino doppio dei miei fratelli gemelli. Erano delle mezze follie, ma sarò sempre grato ai miei genitori che mi inculcarono la passione delle montagne.

Giri nel nord Italia, ma qui ci sono stato o no?
Per uno che ormai è stato ovunque, un vantaggio dell’andare via in coppia è che si può scoprire che un posto dove si credeva di esserci già stati, in realtà mancava.
La volta che andai con fidanzata in val d’Aosta, dovendo partire nel pomeriggio, essendo il viaggio lungo e non volendo arrivare in campeggio a notte inoltrata, decidemmo di fare una tappa di avvicinamento, e anche una al ritorno. All’andata ci fermammo a Novara (dove credevo di essere già stato), mentre al ritorno a Biella; da sempre desideravo dire Bella Biella. Ebbene mi resi conto che invece a Novera era la prima volta anche per me! Sempre per strada ci fermammo un po’ casualmente nel borgo di Candelo; l’Italia ha tanti tesori più o meno nascosti, e questo è piuttosto emblematico.
Partner giusto per record sciocchi durante i miei giri nel nord Italia
In Veneto ho fatto diversi giri, quasi sempre in coppia e a memoria sono andati tutti piuttosto lisci, in particolare ricordo con piacevolezza quello completo del Lago Garda con una delle mie compagne di viaggio più compatibili. Oltre alla bellezza dei posti e alla compagnia, da qualche tempo mi gratifica l’idea di realizzare sciocchi record, tipo come in questo caso dormire 3 notti in 3 regioni diverse, o più in generale visitare ogni provincia d’Italia o addirittura farci l’amore in tutte 107.

Compagni di viaggio sbagliati: vivere per i selfie o fare i selfie per vivere?
A Venezia vissi l’ esempio perfetto di compagna sbagliata sia di viaggio che di vita. Spesso è uno test spietato il fare un viaggio con chi stai.
Doveva essere la storia della mia vita, ci eravamo appena rimessi assieme, dopo un periodo a dir poco turbolento. Si dichiarava come me super interessata a scoprire il mondo, attività che non era riuscita a fare per vincoli vari.
Sarebbe dovuta essere entusiasta del nostro rapporto appena ricucito. Visto che non era mai stata a Venezia, mi aspettavo un mezzo week end piacevole come pochi.

Lavorava fino al sabato sera tardi e dal lunedì sera. La domenica mattina quasi perdemmo il treno a Bologna per problemi di pettinatura. Tre mesi dopo, per lo stesso motivo mi fece perdere mezzo concerto di Springsteen.
Avevamo una camera vicino alla stazione, il piano era lasciare il baglio e dirigersi subito verso piazza San Marco, pieni di gaiezza e con tanto amore.
Invece era irascibile, non con me, ma proprio col mondo intero! Premetto che sarebbe stata considerata gnocca anche con un bidone in testa. Il problema fu che la camera non era ancora pronta. Quindi non aveva potuto ri-pettinarsi, quindi non poteva fare le foto. Una volta che vengo qui! Che ci sto a fare! Se non posso fare le foto?
Già.
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