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Ho scelto il titolo prendere l’autobus per andare a Istanbul perché suona bene. Ma questo articolo va nella categoria ok/ko non in quella dei trasporti, perché da un errore, trassi un episodio fortunato.

Pianificazione viaggi, un giorno sprecato
Come detto nel precedente articolo, arrivato a Smirne dovetti ricredermi sulla facilità nel raggiungere Pergamo. A volte coi fai da te non si riesce a fare tutto, soprattutto se non ci si informa e pianifica bene. Quindi credetti di aver perso un giorno. Ma invece fu bello per girare un po’ una città non turistica, e più vera. Inoltre, ebbi tempo per fare un salto in un negozio di una famosa catena di articoli sportivi, dove potei prendere le stesse scarpe da trekking che avrei preso in Italia, ma pagandole la metà: bingo!

Mi piacque anche l’idea di andare a Istanbul in bus, o a Istanbul in bul; ah come mi piacciono i giochi di parole. Così come fu bello vedere il cartellone con la mia destinazione, come avveniva in passato. È una meta raggiunta da molti, ma tra i turisti tutti ci vanno in aereo o con le comode navette dei tour organizzati. Arrivai all’alba, con la grande città che ancora sonnecchiava, e in stazione ero probabilmente l’unico straniero.

Andare a Istanbul senza visitare il Gran Bazar
La prima volta che ebbi la fortuna di andare a Istanbul la vidi bene e non mi persi le esperienze più classiche. In questa occasione, dopo aver letto e visto documentari negli anni sulla città, mi soffermai su alcune cose in particolari, anche se non potei non rifare qualcosa. Non tornai nei posti già visti a pagamento, anche perché, se la vita in Turchia è economica, non lo è certamente l’entrare nei luoghi turistici.

Non potei esimermi dal fare su e giù diverse volte dal ponte sul Bosforo, di mangiarmi un panino di pesce nei chioschi che hanno la cottura sulle barche ormeggiate. Soprattutto cenai in uno dei ristoranti sul Bosforo con una delle viste cittadine più belle al mondo. Un posto dove sarei tornato ma dove non fu possibile, è nel super classico di Istanbul, al gran bazar; nonostante la folla che già mi infastidiva nei mercati minori. Ma lo trovai chiuso.

Andare a Istanbul (anche nelle zone meno battute)
Ebbi modi di andare nelle zone centrali, ma meno gettonate, dove mi imbattei in un paio di chicche.
Nel mercato chiamato delle donne, c’erano diverse con galline e pecore vive, nonché un montone parecchio agitato (povero), legato provvisoriamente con una fune al cordolo di un’aiuola.

A proposito di animali e di gatti che sono ovunque, in una Moschea molto tranquilla, ne vidi uno che prima tentò di infilarsi nel mucchio di veli che vengono dati in prestito alle signore in visita e poi si infilò dentro ad un passeggino che era stato lasciato fuori dall’ingresso. Questi episodi, che danno tanto colore ai viaggi, puoi coglierli se ogni tanto ti fermi e spendi tempo a guardarti attorno, cosa che ormai fanno in pochi.

Nel camminare piano per la città, arrivati in certi luoghi, diverse volte mi sono soffermato a pensare che proprio lì era stata fatta la storia. Nel punto in cui venne messa la mega catena di ferro per bloccare il bosforo alle navi nemiche. Dove ci fu la guerriglia tra tifosi dell’ippodromo. Dove gli Ottomani avevano fatto passare le navi via terra per cogliere i bizantini di sorpresa. Ma anche questo aspetto del viaggio non è considerato da molti, più attenti ad acquistare cianfrusaglie per la zia. In questo articolo ci sono 10 aneddoti sulla storia di quella che sicuramente è una delle città più belle al mondo.

I link
Home viaggio Problemi con un alloggio prima di andare a Ankara
Tappa precedente Muoversi coi mezzi pubblici in Turchia

I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente
Paesi visitati nei miei racconti di viaggio
Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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