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Il mio viaggio in Olanda avvenne nel luglio 2003, fu in solitaria e durò 2 settimane.
Le calamite che raffigurano zoccoli e cozze, suonano un pò male per certi modi di dire italiani. Ma i paesi sono bellissimi, anche se il Belgio l’ho scoperto meglio solo anni dopo in un altro viaggio.
Le tappe principali furono:
- Utrecht
- Delft
- Den Hag (L’Aja)
- Rotterdam
- Amsterdam
- Bruxelles in Belgio
Su My google il mio itinerario usando i mezzi pubblici

Parto un po’ triste
Questo viaggio si inserisce tra quelli in cui ero partito con la fissa per una tipa che non ne voleva, un classico per me tra i 20 e 30 anni. Mi infatuavo, inconsciamente proprio per quelle che non mi corrispondevano, ci soffrivo doppiamente facendo l’amico, e ignoravo quelle a cui piacevo. Col senno di poi devo dire che all’epoca non ero affatto male. Quindi, solo stando attento le occasioni non mi sarebbero mancate, ma niente, preferivo l’autolesionismo.
Addirittura, tra le tante mete possibili, scelsi proprio l’Olanda perché lei ci era stata l’anno precedente e quindi per evitare posti dove magari saremmo potuti andare assieme prima o poi (ciao). Invece di godermi il viaggio mi intristivo scrivendole spesso e mi innervosivo per suoi ritardi nel rispondermi. Il colmo del patetico fu, ricordandomi una foto del suo viaggio, di riprodurla uguale con me, in piazza Dam ad Amsterdam; a me pareva una cosa tanto carina e lei ovviamente la ignorò.
Con questo stato d’animo non me lo godetti al 100%; molto meglio quando si parte con la testa libera. L’anno precedente andai in Germania nelle stesse condizioni.

Condividere il panino con un gabbiano
Saltai Amsterdam all’arrivo pensando di tenere il meglio per la fine. Ma quello che vidi fuori dalla capitale, per me è il meglio. I più vanno solo per il classico week end lungo, mentre tutto il paese merita. Nelle prime tappe Utrecht e Delft mi addentrai nel clima di città olandese, con gli adorabili canali e canalini ma senza folle e cose pacchiane.
Utrecht è città universitaria e le tante fanciulle che incrociai nei pub mi allietarono la vista, anche se avevo sempre la testa altrove. Delf è adorabile, considerata la patria della maiolica, stavo acquistando una mucca che però scoprii costava 400 euro. Fortunatamente ce ne era una che a me pareva identica e costava uno 0 in meno.
Arnhem, oltre ad essere carina è la città dove si concluse (male per gli alleati) la battaglia della Seconda guerra mondiale chiamata Market Garden, resa celebre dal film quell’ultimo ponte. Vicino c’è il parco Hoge Veluwe dove noleggiando la bici si possono attraversare 4 habitat completamente diversi tra cui un deserto di sabbia.

Riuscii a godermi anche la natura dei Paesi Bassi. Un pomeriggio mi trovai in un lago, non l’avevo segnato sulla mia guida e quindi decisi dicircunnavigarlo a piedi senza aspettative. All’inizio non notai nulla di particolare; poi attraversai una zona tanto allegra perché dedicata ai cani e infine mi ritrovai nella parte dei nudisti. Tutto con tanta serenità.
È difficile parlar bene del cibo olandese. Di tipico c’è il panino con l’aringa venduto in appositi chioschi. Fu degno di menzione soprattutto che lo condivisi con un gabbiano molto socievole, quasi sfacciato.

Durante il viaggio in Olanda mi ustiono i polpacci
Den Hag e Rotterdam spesso non sono nemmeno considerate nei giri turistici, ma a me piacquero.
A Den Hag mi stimolava l’idea di andare per la prima volta in una spiaggia del mare del nord, noleggiai una bici per raggiungerla dal centro; mi si ruppe la catena! Dovetti fare parecchia strada a piedi. Gli stabilimenti balneari sono ben diversi rispetto a quelli della riviera romagnola. Nonostante fosse una giornata decisamente nordica con un vento sferzante, di bagnanti ce ne erano in molti.

Quella fu una delle estati più roventi della storia (anche se poi iniziarono a ripetersi). Avevo riscontri quotidiani sull’afa padana e quindi io stetti più fresco dei miei connazionali, ma anche nei Paesi Bassi, per le loro abitudini, fu molto caldo. Essendo sempre in giro e in calzoncini, mi scottai in particolare i polpacci, e decisi di comprarmi una crema dopo sole.
A Rotterdam entrai in varie farmacie e negozi, sembrerebbe una cosa facile, ma almeno all’epoca era una roba rara per gli olandesi, visto il poco sole che hanno, sono soliti prenderselo tutto. È stata dura perché non sapevo come si diceva in inglese, all’epoca non c’era il traduttore nel telefono: the cream against the sun non fu molto efficace. Trovai interessante anche la città, coi suoi edifici moderni e originali pur discostandosi notevolmente dal prototipo nazionale.

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Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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