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L’idea di viaggiare in Spagna mi è venuta tante volte, e di queste molte mi è capitato di andare a Barcellona.
E’ il Paese che ho visitato in più occasioni e dove mi sento più a casa. Ricordo bene la prima volta che ci andai, quando osservando dal finestrino dell’aereo le campagne brulle dell’entroterra. Pensai proprio di godermi il momento, perché sarebbe stato la prima di tante e così fu. In particolare, sono stato molte volte a Barcellona, ma di queste in alcune ci ho aggiunto anche mete vicine.
I viaggi più lunghi sono stati due, in Andalusia e nei Paesi Baschi. Entrambi furono per 10 giorni, il primo in compagnia e il secondo in solitaria. Al primo con la mia amica australiana, ho dedicato un capitolo a parte in questo blog.
Viaggiare in Spagna nei week end
Per week end più o meno lunghi sono stato:
- Barcellona e dintorni (ho perso il conto delle volte), abbinandoci Tarragona, Saragozza e Andorra
- Madrid 2 volte (di cui una con amico)
- Valencia
- Ibiza e Formentera (con passaggio veloce a Barcellona)
Quindi ho visto tanto in generale ma poco mare, mentre molti ci vanno solo per quello; a me piacciono soprattutto le città e la loro atmosfera.

Andare a Barcellona, ma non solo
Assieme a Vienna, è la città non italiana che conosco meglio, perché ci vive un mio fratello e ci sono stato varie volte. Ma in realtà solo in una occasione posso dire di averla visitata veramente e tra l’altro ne approfittai per andare anche a Saragozza e ad Andorra.
Andare a Barcellona è un grande classico dei giretti con amici in occasione di addii al celibato/nubilato o ricorrenze varie. Per questo motivo ci sono prezzi folli e tante trappole per turisti. Forse qualcuno vede anche un po’ la città, i più davvero poco. È un’esperienza che ho vissuto, anche se non mi si addice molto.

La prima volta fu per il Capodanno del 2000, la seconda per un addio al celibato nell’aprile del 2008. Mi divertii molto con goliardate varie, ma avremmo potuto fare lo stesso a Misano Adriatico. Non rinnego la mia vita da giovane quando davo priorità al fare casino con gli amici, ma adesso lo trovo quasi inconcepibile. Tra l’altro all’epoca non c’erano ancora le low cost e si andava in auto.
Barcellona a Capodanno con 4 amici e i parenti Catalani

Eravamo io e 3 amici cugini tra loro. Partimmo tra una bufera di neve e un’altra, di notte, 13 ore di viaggio più le soste. Ospiti della gentilissima zia di uno dei miei amici che viveva in un minuscolo appartamento assieme alla figlia; le stravolgemmo la casa per 5 giorni, un paio più del previsto perché ci ammalammo tutti e 4. Tornava dalla spesa che normalmente le poteva durare una settimana e noi le divoravamo tutto in un amen.
Della città vedemmo pochissimo, giusto i 2 stadi principali e rigorosamente solo dall’esterno la Sagrada Famiglia di notte, all’epoca poco illuminata e circondata da gru.
Festeggiammo la sera del 31 dicembre in casa con zia e cugina e poi al porto olimpico saltando tra un bar e l’altro. Ricordo bene che accalappiai al volo uno dei miei amici che stava cascando in acqua e tantissime risate. Il giorno di Capodanno, in condizioni pietose, andammo a pranzo dai tantissimi parenti. Fu un’autentica maratona dato che ci alzammo a pomeriggio inoltrato ma fu davvero coinvolgente. Credo sia il massimo poter vivere certe ricorrenze con la gente del posto.
Andare a Barcellona per andare in discoteca
Nell’aprile 2008 gli amici fecero sia andata che ritorno in auto, in 4 giorni; per lavoro non potevo partire con loro e li raggiunsi via aereo. Di culturale vidi di più nel pomeriggio a Venezia, da dove volai. All’epoca c’erano già voli economici, ma il festeggiato non aveva mai volato e aveva promesso che l’avrebbe fatto la prima volta in viaggio di nozze, così organizzò quella sfacchinata,
Non si trovò un ostello con abbastanza letti per tutti, così dopo la serata in discoteca ci sparpagliammo e mi trovai a dormire nel posto sbagliato. Mi svegliai presto e provando a vedere com’era la situazione nel mio ostello, per strada incrociai casualmente l’amico con cui avevamo invertito i letti. C’erano i cellulari, ma non whatsapp e all’estero si pagava salato.

Viaggiare in Spagna, nei dintorni di Barcellona
Nei miei piani c’era di andare a Barcellona per un altro Capodanno, in solitaria ma mio padre non stava bene. Inoltre c’erano ancora degli strascichi della pandemia, così posticipai ad agosto (2022). È il periodo peggiore, sia per l’eccesso di turisti e per i prezzi alti, sia per il caldo; tra l’altro mi avrebbe ispirato andare ad Andorra (soprattutto per il suo centro termale) d’inverno con la neve.
Mentre mio fratello lavorava, da solo; altrimenti assieme a lui, questa volta girai la città in lungo e in largo, entrando in tutti i posti più celebri. Constatai in maniera esemplare una grande verità: i ristoranti nelle zone più turistiche sono più o meno pessimi, mentre se ci si addentra in zone meno alla mano si fanno scoperte notevoli, a volte basta proprio girare l’angolo.

A tal proposito, posso capire se sei all’ Octoberfest; ma per quale ragione pagare un occhio della testa per piatti surgelati sulla Rambla con un boccale di birra da un litro che dopo 10 minuti diventa calda, visto che ci sono 40 gradi?
Sono stato contento di entrare nella Sagrada Famiglia, a Casa Batlò e nel Parc Guell, ma anche dei giri per il Barrio Gothic e Barceloneta anche se c’era troppa calca; infatti, evitammo il più possibile la tanto celebrata Ramblas. Il mio pensiero fisso mentre ero in quei posti era per il povero Antoni Gaudì che è stato ben lontano dal vedere terminato il suo capolavoro ed ha concluso i suoi giorni finito sotto ad un tram. Leggete la sua triste storia qui.
Saragozza e Andorra
Con mio fratello andai a Saragozza, che d’estate è un vero forno. Ma la città merita e la piazza principale è notevolissima. Mio fratello è un accanitissimo fumatore, quindi soste e pasti sempre all’aperto e col caldo che faceva francamente un po’ di aria condizionata ogni tanto non mi avrebbe dato fastidio. Ma per il resto ci intendiamo, è un buon camminatore come me e ci piace dare soddisfazione al palato, inoltre fa il cuoco e andare a cena con lui è interessante perché fa notare aspetti che di solito a me sfuggono.

Però non mi assecondò lo sfizio di visitare i posti piccoli e meno noti; quindi, ad Andorra (3 ore di autobus da Barcellona) andai da solo e in effetti il centro ha poco da offrire. Sono super le terme di Caldea, le più grandi d’Europa, probabilmente ci sono dei bei trekking nei monti, ma avevo deciso di concedergli solo un giorno.
Tappa successiva Natale alle Baleari e viaggiare con la mamma

I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente
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