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Il mio arrivo in Senegal è datato 01-01-2026. Sapevo che avrei trovato Dakar caotica polverosa e avrei subito avuto la gola irritata dallo smog, ma era inimmaginabile l’aneddoto che ribattezzerò del tassista inventato.

Questo è il primo articolo della serie di live dal Senegal. Testimonierò la mia avventura realizzando dei brevi video e raccontando gli aggiornamenti. Sto viaggiando in solitaria e in totale autonomia, e mi sposterò coi mezzi pubblici.

L’arrivo in Senegal

Sono arrivato a Dakar via Madrid, partendo da Bologna. Il primo insegnamento è di non fidarsi mai dei tassisti, soprattutto se non lo sono e non hanno nemmeno l’auto.

Le lungaggini in frontiera sono state assurdamente lente, ed era immaginabile. Felice di avere già la scheda sim presa da casa e un driver inviato dall’hotel, pensavo di dover solo recuperare un po’ di soldi.

Mi butto sui bancomat perché c’è fila nell’unico cambio, ma nessuna delle macchinette distribuisce. Torno allo sportello dei cambi dove c’è una sola ragazza. Conta una ad una due volte, tutte le banconote che riceve e che da.

La fila diventa lunghissima perché un tizio cambia diverse mazzette di Euro, non so se avesse rapinato una banca o se volesse cambiare tutto lo stipendio dell’ultimo anno. Comunque restiamo fermi per mezz’ora.

Ci sono 3 famiglie di spagnoli, che, nonostante la lentezza, non pensano di fare un cambio unico e poi arrangiarsi tra loro. Ma ognuno cambia per sé. Questo fa incavolare anche i Senegalesi in fila, che saranno solitamente scialla, ma non ne possono più nemmeno loro.

Dopo che mi hanno fatto superare da un signore in carrozzina, finalmente, dopo 45 minuti, riesco ad avere i miei franchi senegalesi.

Tutto contento, però scopro che del mio driver non c’è traccia. Ho il numero, lo chiamo, non risponde, ne lui ne quelli dell’hotel.

Ma un po’ me lo aspettavo e comunque ho un asso nella manica, l’applicazione scaricata da casa per i taxi di Dakar. Faccio la richiesta e mentre sto cercando di capire come funziona, col messaggio nel telefono che mi dice che il taxi è in arrivo, vedo uno che mi indica, sventolandomi il suo telefono.

Il tassista inventato

Gli chiedo se è quello dell’applicazione, mi dice di sì, è proprio lui, penso “fantastico”.

Mi chiede il nome dell’hotel e li chiama, per farsi spiegare l’indirizzo. Dice che ha messo l’auto appena fuori dal parcheggio dell’aeroporto, per non pagare il parcheggio.

Inizia a parlare con un automobilista, questo accosta è saliamo al volo, mi spiega perché la sua auto è lì vicino. Penso che abbia chiesto un passaggio, ma dopo poco lo incalzo.

Mi dice che la sua auto ha un problema e ci porterà questo tizio in hotel. Per qualche secondo ho immaginato di finire derubato in un fosso. Poi però inizia a farmi proposte per il giorno dopo, capisco che è un truffatore, ma non violento e l’autista non lo conosce nemmeno lui.

Decido che è meglio se faccio il finto tonto, lo assecondo, perché sono in mezzo al nulla, é passata mezzanotte e devo arrivare in hotel. Dopo poco mi scrive il driver dell’hotel. Dall’aeroporto a Dakar è quasi un’ora di viaggio.

Iniziata la periferia, scendiamo al volo e l’auto se ne va’. Il truffatore mi spiega che anche l’altro ha problema con la macchina, dobbiamo cercare un taxi. Siamo in una rotonda trafficatissima, parzialmente asfaltata tra venditori ambulanti e carretti trainati da cavalli.

Contratta con un paio di tizi, sempre rassicurandomi, finché saliamo con uno, tassista vero, anche se abusivo. Ci sarebbe da ridere o da piangere. Mi chiede altri soldi.

Finalmente arriviamo, non senza fatica per trovarlo, all’hotel. Dicendomi che il giorno seguente mi porterà a mangiare le cozze, mi chiede altri soldi perché deve tornare in aeroporto e non ha l’auto.

Gli dico che mi ha fregato abbastanza (alla fine 15 euro), e lo mando a cagare tra me, lui fa pure la faccia delusa.

Isola di Goree

Potrei già raccontare di altri inconvenienti, ma quella è la storia con tassisti veri, scriverò domani. Nel primo giorno a Dakar, sono andato nella vicina isola di Goree. Una volta era un punto di smistaggio di schiavi.

Nella foto in evidenza le barche dei pescatori, e anche un bimbo che fa il bagno. Di seguito il primo video dal mio canale you tube, con un angolino di colorata pace. Proprio un altro mondo rispetto a Dakar.

Primo imprevisto risolto, spero, prima dell’arrivo in Senegal

Nell’articolo introduttivo avevo già scritto che avevo realizzato di non poter portare con me il disinfestante anti zanzare e la crema solare, perché in contenitori troppo grandi per il bagaglio a mano. Per la crema solare pazienza, andrò al mare coperto e col cappello eventualmente, stando riparato come i cinesi.

Quello delle zanzare, ma anche degli insetti in generale, potrebbe essere un problema anche serio, nonostante questa non sia la stagione umida. Poiché il carissimo prodotto acquistato, dovrebbe avere una validità di 2 settimane, l’ho spruzzato in abbondanza sui vestiti e sugli zaini. Ne ho messo 100 ml in quella che era una boccetta di igienizzante per le mani, e speriamo bene.

I link

Qui c’è l’introduzione del viaggio in Senegal: Seguimi live dal Senegal gennaio 26

Tappa successiva Live da Dakar, capitale del Senegal

Gli altri video del Senegal

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Fabio Viroli
Ho sempre avuto tante passioni, ma da sempre più o meno latenti, le principali sono viaggiare e scrivere. Tra le altre cose ho una laurea in psicologia; ho fatto per più di 30 anni l’allenatore di basket; leggo tanti libri; sono stato molto appassionato di sport e di musica rock; e faccio improvvisazione teatrale. IL mio primo romanzo, che non parla di viaggi, si chiama LE TUE GAMBE SONO BELLE COME LE TAGLIATELLE