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La domanda a cosa serve un blog di viaggio me la sono posta diverse volte in particolare durante il 2025, e nello specifico in Laos e in Serbia.

Avendo con molti mesi in anticipo in testa le mete future, di ritorno da un viaggio spesso mi capitava di acquistare una guida cartacea per quello successivo e magari di leggerla nell’ultimo parte del tragitto prima di arrivare a casa. L’iniziare a pensare al dopo era un po’ come non smettere di viaggiare. Di recente l’acquistare guide cartacee ha perso significato, ma in rete molto è addirittura più dannoso che utile.

Nella foto in evidenza uno scorcio di Napoli. E’ diventata un po’ l’emblema del super turismo e dove tutti vanno negli stessi posti perché segnalati da blogger e influencer celebri. Anche a Napoli piove, almeno tutte le volte che vado io, e quindi buonanotte alle idee che uno si fa anticipatamente guardando le foto patinate di certi blog e siti.

Subotica, la città più bella della Serbia, al confine con l’Ungheria ha un grazioso centro storico pieno di edifici art nouveau. Mi fermai per cercare in rete informazioni sui palazzi attorno. In un blog l’autrice aveva avuto il coraggio di scrivere: “Una volta lì c’era una banca, che purtroppo non c’è più, peccato, ora ci hanno messo una libreria”.  Non voglio avere nessun tipo di indicazione da qualcuno che preferisce le banche alle librerie!

Edifici art nouveau nel centro di Subotica, in Serbia
Questo è il palazzo in cui qualcuno ha rimpianto una banca a Subotica

Il mio non è un blog di viaggio

Una premessa è che questo non è un blog di viaggio e quindi è volutamente ancora meno utile. Non voglio dare informazioni, itinerari o dritte particolari. Ancora meno voglio dare consigli. Cerco di raccontare le mie esperienze, più o meno originali, certamente filtrate dal mio punto di vista. Il lettore che avevo immaginato quando ho intrapreso questa attività, non era solo/tanto un viaggiatore, che si potesse riconoscere in certe vicissitudini, o che ne possa trarre spunto.

Mi piacerebbe che tra i miei lettori ci sia anche chi non viaggia, non andrà mai in certi luoghi e non vivrà mai certe esperienze. Ma qualcuno che ne possa essere incuriosito, interessato e divertito. Dopo tutto chi va sia in Canada che in Senegal; sia a Barcellona che nella jungla del Laos? E che fa sia crociere per single, che viaggi di settimane in solitaria?

Il dorato tempio Pha That Luang a Vientiane visto da un angolo, mi ha fatto riflettere su a cosa serva un blog di viaggio
Il tempio Pha That Luang Il Laos mi ha fatto riflettere su a cosa serva un blog di viaggio

Le guide cartacee

Un blog di viaggio dovrebbe svolgere una funzione che una volta era prerogativa delle guide cartacee. Sto parlando di viaggi fai da te. In quelli organizzati, potresti fare a meno di cercare informazioni, tanto di scorrazzano e decidono loro ogni aspetto.

Come tanti ero un appassionato di guide cartacee, spesso della stessa casa editrice, che orgogliosamente occupano ancora il loro spazio in una mia libreria. Un po’ il mondo cambia sempre più vorticosamente, un po’ per la possibilità di avere quasi ovunque l’accesso alle informazioni aggiornate coi nostri smartphone, le guide stanno perdendo senso.

Sfilza di guide cartacee di vari paesi del mondo che ho a casa messe tutte vicine
Non so se aumenteranno

Pianificai il mio viaggio in Laos nel gennaio 2025. Come consuetudine iniziando dalla lettura della guida. Forse è uno dei paesi che è cambiato più velocemente, inoltre il post covid è stato un momento di rivoluzioni in certe aree. Tanto che le informazioni errate presente nella guida, ma anche sui blog in cui avevo cercato altre informazioni, in pratica mi fecero pianificare qualcosa che non esisteva più. Anche perché è una meta tra le meno gettonate, ma né la pubblicazione cartacea, né quelle virtuali, erano al passo con il presente. Il paese ora è attraversato da una moderna rete ferroviaria che lo ha stravolto. Quindi il visitarlo ora è completamente diverso.

Forse i lettori delle guide di una volta ora sono invecchiati, ricchi (io no) e cercano le comodità. Ma un altro aspetto è che dall’indicazione su dove prendere la fermata del bus per risparmiare, siamo all’indirizzo del boutique hotel.

A cosa serve un blog di viaggio? A niente

Blogger molto seguiti si stimano di aver visto 20 paesi. Altri fanno la graduatoria delle 30 città visitate. Trovo quasi penosa la gara a chi ha più timbri nel passaporto. Però se non hai vissuto una certa quantità di esperienze diverse, sarai un viaggiatore, ma hai poco da dire.

Secondo me questo vale anche per chi ha sperimentato solo situazioni di viaggio molto controllate e standardizzate, come le crociere, i villaggi turistici, ma ora anche le capitali europee. Non giudico, e queste esperienze le ho fatte pure io. Però salire su un pullman boliviano ti fa vedere il mondo diversamente.

Mia vicina di bus in Bolivia dorme con in testa il tipico cappello a bombetta
Mia vicina di posto nel bus boliviano

Ognuno vive il viaggio in maniera diversa: la stessa meta, farla con guida e autista o coi mezzi propri; in un gruppo organizzato, o fai da te; noleggiando un’auto (o addirittura un camper) o usando i mezzi pubblici; in compagnia (magari con bambini) o in solitaria, cambia tutto. Inoltre i blogger seguiti hanno commissioni su ciò che sponsorizzano, a discapito dell’affidabilità delle informazioni. Le guide cartacee erano super partes e frutto di testimonianze diverse e assodate. Quanto vale la recensione di uno che è andato una volta in un ristorante? Basta che sia cambiato il cuoco.

Ad esempio Napoli, una delle patrie mondiali del cibo, con centinaia di pizzerie. Per entrare nelle più famose si fanno lunghe attese. Ma i pizzaioli cambiano e si muovono. Non è scritto da nessuna parte che in quella meno famosa accanto e senza folla, si mangi peggio, anzi.

E anche se si trova un blog con stile identico al nostro, ed aggiornato, ci sono le variabili dei giorni a disposizione e del periodo dell’anno.

Altre fonti? I gruppi Facebook sono il male

Colorato gioco di luce tra specchi, vetri e tendaggi nella moschea rosa di Shiraz in Iran
Moschea rosa di Shiraz in Iran paese vittima per eccellenza dellignoranza delle persone

Quindi un blog solo non serve assolutamente a nulla. Bisogna attingere da più fonti, sia blog, che siti istituzionali. Io parto sempre da Wikivoyage , almeno per avere un’idea generale. Ma bisogna fare attenzione. Anche in siti dove ci sarebbe teoricamente dietro una struttura, mi è successo di accorgermi che chi aveva scritto l’articolo, certamente non era mai stato nel posto visitato. Senza contare che spesso copiano pagine intere da altre fonti.

In un sito molto seguito vi era scritto che nel mercato del pesce di Saint Luis in Senegal, è possibile imparare dalle senegalesi la loro cucina. Posto che queste signore con la moltitudine di bestie e bambini che hanno da badare, non so quanto tempo possano avere per fare altro. Sfido qualunque occidentale nel mettersi lì a far da mangiare tra miasmi, escrementi e liquami vari.

Un tempo cercavo informazioni anche nei gruppi tematici di viaggio su Facebook. Ci si aspetterebbe che fossero frequentati da persone di mentalità aperta, in quanto viaggiatori. Invece, a parte i tuttologi che dicono la loro anche se non ne sanno nulla, è pieno di frustati inaciditi. Ogni tanto do un’occhiata, ma ho praticamente smesso anche di postare le foto per fare un po’ di pubblicità, troppa ignoranza. Un episodio emblematico fu per pianificazione del viaggio in Iran, ne parlo qui.

I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente

Paesi visitati nei miei racconti di viaggio

Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

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Fabio Viroli
Ho sempre avuto tante passioni, ma da sempre più o meno latenti, le principali sono viaggiare e scrivere. Tra le altre cose ho una laurea in psicologia; ho fatto per più di 30 anni l’allenatore di basket; leggo tanti libri; sono stato molto appassionato di sport e di musica rock; e faccio improvvisazione teatrale. IL mio primo romanzo, che non parla di viaggi, si chiama LE TUE GAMBE SONO BELLE COME LE TAGLIATELLE