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Non è come in Tanzania o facendo un safari, ma comunque si vedono animali in Senegal. Vivi e morti, sono quasi tutti liberi.

I cittadini animali in Senegal
Nella quotidianità di molti senegalesi c’è la condivisione di spazi con gli animali domestici. Vivono assieme alle persone e quasi mai sono legati o recintati. Per animali domestici non parlo di cani e gatti che anzi sono praticamente sempre randagi, ma galline, asini, cavalli, mucche, pecore e capre. Il vederli girare e mangiare tra cumuli di rifiuti, oltre che la constatazione che anche i loro escrementi sono a contatto continuo con le persone e le merci, mi bloccò lo stomaco. Mangiai poco in quei giorni.
Arrivando a Dakar, non mi accorsi di questo, fino a quando andai a prendere il primo minibus per andare a nord. Già caotica di suo, l’autostazione è accanto ad un mercato pieno di animali (qui legati), coi greggi che spostandosi intasavano il traffico.
A Saint Luis fu decisamente peggio, anche se per certi versi divertente. Arrivai al mercato del pesce in un momento particolarmente vivace. Mi ritrovai attorniato da questo mix di bestie e bambini coi piedi scalzi che mi correvano attorno. Dovetti stare sempre attento tra il continuo ricambio di bonjuor dei bambini sorridenti, e a non mettere i piedi in qualche pozza di liquame.

Anche a Saly, città turistica e piena di occidentali, con resort e ville, seppur in misura minore, capita di passeggiare sul marciapiede accanto a tre mucche che pascolano tranquille. Mentre la pittoresca Fadiouth, l’isola delle conchiglie perché costituita da un deposito naturale di conchiglie, si potrebbe chiamare anche isola dei maiali. Infatti, tutto il Senegal è mussulmano, ma qui sono in maggioranza cattolici, e quindi hanno anche i maiali che girano liberi per il villaggio.

Cani e gatti randagi non li guardo più come una volta
A proposito dei gatti randagi, se ne vedono sempre di cuccioli, ma dopo la scena che vissi a Marrakesh, in Marocco, cerco di distogliere lo sguardo se ne incrocio. Ne sarei attratto, ma sono troppo indifesi e temo di vederli soffrire. In un mercato di Dakar ho visto un batuffolino immobile che guardava in alto, tanto fermo che pareva finto. Aveva gli occhi impiastricciati e semi chiusi, forse era malato?

Coi cani randagi vissi un’esperienza di doppio e divertente inseguimento in Thailandia. Da allora ci sto alla larga se sono da solo e non ci sono altre persone. In particolare, in America latina ce ne sono tantissimi e sono tranquilli. Lo sono solitamente anche in Senegal. Un’eccezione fu camminando nella lunga striscia di sabbia che è la penisola della langue de Barbarie che s’interpone tra la foce del Senegal e l’Oceano Atlantico.
Per km non incontrai nessun mammifero vivo, ma tre carcasse di pecore spiaggiate. Riconobbi la quarta in lontananza che era anche il pasto di un gruppo di cani randagi. Avvicinandomi, uno mi venne incontro ringhiando e abbaiando. Tornai indietro.

Animali in Senegal, molti morti
Chissà se quelle pecore erano morte prima ed erano state buttate in mare o se ci sono finite per sbaglio annegando. Sicuramente di tutti questi animali che girano liberi per le strade, ogni tanto qualcuno viene investito da un mezzo, anche se molti mezzi sono trainati da asini e cavalli.

Soprattutto nel tragitto che feci in minibus tra Dakar e Saint Luis, lungo la strada, ne ho visti tanti stecchiti: mucche, asini, pecore e capre. Credo siano stati investiti, e spostati ai bordi della carreggiata. Ma perché non mangiarseli, parevano piuttosto integri? Che fossero stati investiti tutti da poco?
In particolare, una grande impressione mi hanno fatto i cadaveri degli asini, stesi di schiena e con le zampe irrigidite verso l’alto. Di questi ne ho visti davvero tanti liberi nella campagna che è una via di mezzo tra il deserto e la savana, quindi con un po’ di vegetazione. Forse non sono più usati e sono stati liberati? Ma perché stanno vicino ai villaggi, trovano da mangiare tra gli avanzi?

Durante il viaggio in Senegal, anche gli animali selvatici
L’animale selvatico che si vede più spesso in Senegal è l’aquila di mare. Sono ovunque, soprattutto in spiaggia al posto dei gabbiani che abbiamo noi. Volteggiano in cielo e ogni tanto scendono in picchiata. Nelle spiagge senegalesi, tra quello che naturalmente porta l’oceano, e quello prodotto dagli uomini, c’è cibo in abbondanza, e infatti ci sono anche molti cani.
Uno dei momenti più belli del mio viaggio in Senegal è stato quando mi sono ritrovato vicinissimo e circondato dai pellicani nella riserva naturale di Djoudj. Si trova vicino a Saint Luis. Vado più nello specifico in questo articolo con i video.

Nella riserva i predatori principali sono i coccodrilli e gli sciacalli, che non abbiamo visto. Qualcuno che era nel tour con me ha intravisto tra le piante acquatiche un piccolo di varano. Nel lungo tragitto in auto verso l’imbarcadero invece, abbiamo avvistato un cammello, alcuni facoceri e un consistente gruppo di scimmie
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